Folclore

ü  A Ca’ degli Oppi e Vallese, festa della befana.

ü  L’ultimo di carnevale, sfilata di carri e maschere a Ca’ degli Oppi e Oppeano.

ü  Il 4 giugno, festa del patrono del capoluogo.

ü  La prima domenica di luglio, a Vallese, festa dell’estate.

ü  Nel mese di settembre, la seconda domenica, “caminada” a Vallese.

ü  La terza domenica, corsa ciclistica.

ü  La quarta domenica, sagra a Ca’ degli Oppi.

ü  La seconda domenica di ottobre, sagra di S. Serafino a Ca’ del Ferro.

ü  Il 12 dicembre, festa dei bambini col falò di S. Lucia.

 

Dalla sagra di San Girolamo a quella di Santa Lucia 

Tra le feste più antiche e più venerate a Ca’ degli Oppi, vi è di sicuro quella di San Girolamo, patrono del paese e santo titolare della parrocchiale, una sagra celebrata giàagli inizi del 1600 quando venne istituita la parrocchia dedicata proprio al Santo.
Come raccontato in un libro di Claudio Bismara e Luciano Carazzolo, era un grande avvenimento, che univa il sacro al profano e che veniva, inizialmente, celebrato in chiesa con una preparazione che coinvolgeva la comunità già molto tempo prima. Il giorno della festa la messa era solenne e, al termine del rito religioso, iniziava la festa profana con il pranzo della sagra, con l’immancabile risotto condìo con fi gadini, reguesta, cor e qualche tocheto de buéla a feine e poi galina o anara, el fogazin caldo e le paste dei bancheti.
Un modo di fare festa magari di altri tempi ma di sicuro molto coinvolgente e atteso. E se da un lato la festa religiosa dedicata al santo era un momento per vedere tutta la comunità riunita in chiesa, l’entusiasmo dei ragazzi si concretizzava con l’arrivo di ambulanti, degli spettacoli viaggianti e delle giostre. I carrozzoni erano una grande attrattiva e c’è chi ricorda la giostra dei cavallini azionata da un cavallo che continuava a girare attorno, o l’altalena allestita proprio in centro del paese. Quel giorno, mentre al mattino si stava in chiesa ed era tutto un silenzio in attesa che finissero i riti religiosi e si potessero distribuire le paste, i tiramolla, l’amarena, le spumiglie ed altro, la parte di festa più attesa aveva luogo nel pomeriggio.
A Ca’ degli Oppi questa sagra continua da oltre 400 anni per rinnovare un momento di fede e di divertimento e per ricordare il Santo, nato in Dalmazia nel 347, che morì a Betlemme nel 420.
Ma in paese vi erano altri due appuntamenti dedicati sia alla preghiera che al divertimento, legati a Maria. La popolazione si ritrovava nel mese di settembre per la Madona de settembre o Festa della Natività di Maria, giornata di precetto fino al 1911 e conosciuta anche, come “Festa della Madonna del Popolo” protettrice dalle avversità, durante la quale si teneva una processione con i confratelli e le associazioni giovanili sia maschili che femminili complete di stendardo e bracciali. La statua dell’Addolorata veniva portata in processione e al termine della cerimonia ci si trovava tutti in piazza. Così come per la festa della Madonna del Rosario nel mese di ottobre, che iniziava con la recita del rosario nelle famiglie sedute in casa attorno al tavolo e che durava per un mese intero. La preghiera era per i vivi ma, soprattutto, per i morti essendo dedicata al defunto della famiglia. Anche ad ottobre si svolgeva la processione lungo le vie del paese e durante le omelie veniva ricordata la battaglia di Lepanto per non dimenticare la vittoria dei cristiani contro i turchi. Questa festa era stata istituita da papa Pio V nel 1571 per ricordare questo grande evento, anche se la recita del rosario era una pratica religiosa diffusa già nel 1200. A terminare sia l’anno liturgico che quello civile, prima delle festività legate alla nascita di Gesù, c’erala “Sagra di Santa Lucia”.
In paese si celebrava la messa solenne e tornavano le giostre, gli spettacoli viaggianti, i banchetti come per la “Sagra di San Girolamo”.
L’usanza voleva che venisse ucciso il maiale e che si mangiasse el risoto col tastasal. Non era quindi solo la festa dei bambini, ma dell’intera comunità. Questa sagra era arrivata in paese probabilmente tra il 1200
ed il 1300 dopo un’epidemia che aveva colpito i bambini agli occhi ed era stata debellata nel credo popolare, grazie al voto fatto alla Santa.
Sta di fatto che anche in questa occasione accanto all’aspetto religioso a Ca’ degli Oppi si diffuse pure quello profano con l’arrivo delle giostre, del divertimento, della voglia di fare festa accanto a quello di solennizzare una delle prelibatezze della nostra terra come il maiale, per poi godere delle sue carni che venivano servite cotte nelle tavole imbandite.