Chiese, pievi e oratori

Parrocchiale di Oppeano

p029 0 2La prima testimonianza di una pieve in Oppeano risale al 1145, con la citazione di un privilegio concesso da Eugenio III al vescovo di Verona Tebaldo. Di quella chiesa purtroppo non rimane nulla e questo anche a seguito di vari lavori che si effettuarono nel luogo di culto tra i quali una significativa ristrutturazione avvenuta verso la metà del Settecento che vide anche l’innalzamento dell’edificio sacro. Bisogna però arrivare al secolo successivo per trovare una radicale e totale trasformazione avvenuta tra il 1836 e il 1841. A testimoniare l’esistenza della vecchia chiesa è rimasto solo il campanile, il quale si presenta quasi intatto, anche dopo gli interventi che si sono succeduti nei vari secoli.
La facciata è in stile ottocentesco con un ampio timpano chiuso da un attico, mentre nella parte superiore è caratterizzata da una lavorazione a dentelli che richiama quella presente sullo stesso timpano e da quattro colonne che la suddividono in altrettante partizioni Ai lati sono presenti due nicchie al cui interno si trovano le statue della Vergine Addolorata e di San Giovanni Battista opera di Salesio Pegrassi, scultore della famosa bottega dei Pegrassi che molto operarono nella nostra provincia.
Entrando in chiesa colpisce il soffitto con le volte a botte nei bracci della croce mentre l’area presbiteriale è stata riccamente affrescata da Giuseppe Resi nel 1947. All'interno si trovano tre altari di gusto tardo barocco con il maggiore che presenta un elaborato ciborio e alcune statue di santi. Altri elementi artistici abbelliscono questa chiesa, come alcune tele, il grande vaso battesimale in pietra, le decorazioni della cantoria e le cappelle laterali dipinte da Paolo dall'Oca Bianca nel 1876. Le parti angolari dell’edificio sono chiuse e ospitano ambienti di servizio.
Interessante è pure l’oratorio che si trova attiguo alla chiesa parrocchiale. Fu costruito verso la fine dell’Ottocento per l'educazione dei fanciulli. Anch’esso nel corso degli anni ha subito vari lavori di ristrutturazione e venne utilizzato anche come scuola.

 

La Pieve di Mazzantica

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Questo gioiello architettonico e artistico si trova nella frazione di Mazzantica, che fino agli anni ’50 del secolo scorso si chiamava Mazzagatta. L’edificio sacro risulta parrocchiale dal 1526, mentre la sua edificazione risale al XIV secolo. Nel piccolo prato che la cinge, un tempo adibito alla sepolture, sono state posizionate alcune grosse macine da mulino in pietra, mentre sul retro della chiesa sono visibili alcune stele funerarie risalenti a epoche diverse. L’interno, ad aula unica con soffitto a capriate, conserva estesi frammenti d’affresco risalenti al periodo tardo rinascimentale. L’affresco che rappresenta la “Natività di Maria” e la pala d’altare con lo stesso soggetto sono attribuiti a Felice Brusasorzi e alla sua bottega: Altra opera interessante è l’altare ligneo della “Madonna del rosario”, con una serie di piccole tele dove sono raffigurati i “15 Misteri del Rosario” che contornano la statua della “Madonna col Bambino” posta all’interno della nicchia.
Per informazioni e per visitare la chiesa, rivolgersi in parrocchia: tel. 045 7145026.
 

 

La Parrocchiale di Cà degli Oppi campanile ridotto

Le prime notizie certe della Chiesa di San Gerolamo a Cà degli Oppi risalgono al 1515, all’epoca semplice cappella con tetto in paglia. Dopo numerosi restauri ed ampliamenti la vecchia chiesa con struttura a cinque altari venne demolita nel 1957 dopo la costruzione del nuovo ampio edificio, che conserva i dipinti raffiguranti Santa Lucia e Santa Margherita. Rimane quasi triste per la sua vedovanza elegante nella sua semplicità il settecentesco campanile. Sul retro è la casa canonicale settecentesca alla quale si appoggiano le strutture degli anni Sessanta del Novecento.

 

La Parrocchiale di Vallese  

parrocchia valleseAnche a Vallesegià nel Cinquecento esisteva la chiesa di San Giacomo, che appartenne dapprima ai nobili Spineta e successivamente, fino alla conquista Francese, ai conti Maffei. La piccola chiesa, parrocchia dal 1934, è stata ampliata con criteri modernissimi per far fronte all’intenso sviluppo che la comunità ha dimostrato sin dalla seconda metà del Novecento; l’ultimo, recentissimo restauro ha poi dato coesione all’antico ed al moderno, costituendo così un’immagine unitaria dell’edificio di culto.

 

La Chiesa di S. Antonio Abate in località Bagnolo

A Bagnolo, nell’aperta campagna, la chiesetta d'epoca romanica, consacrata alla fine del 1300, costruita dai nobili Salerni. E' ampiamente affrescata e custodisce un prezioso crocefisso ligneo scolpito con potente efficacia.

 

Oratorio di Corte Carli alla Montanara 

oratorio montara ridQuesto oratorio fa parte del fondo della Montanara ad Oppeano. Con molta probabilità fu eretto verso la fine del 1600 su richiesta di Alessandro Carli che, nel 1653, risultava proprietario della corte della Montanara.
La cappella, intitolata a San Carlo Borromeo, era già attiva nel 1679 anno in cui fu visitata dal vescovo Sebastiano Pisani II. L’alto prelato rilevò che l’oratorio era ben tenuto e che la messa era celebrata tutti i giorni festivi. Proprietà e giuspatronato furono mantenuti dalla famiglia Carli fino all’Ottocento per poi passare ai Consolo.
L’edificio è a pianta rettangolare e ha, sul retro, la torre campanaria. Interessanti sono i due timpani triangolati, il primo posto a completamento dell’oratorio e il secondo sulla porta d’ingresso. Due ampie finestre si aprono lateralmente al portale d’ingresso. L’interno, illuminato grazie alle due ampie aperture sulla facciata, si presente in precarie condizioni. Di notevole bellezza è invece l’altare settecentesco delimitato da due colonne e riccamente lavorato. Al suo interno, incastonata tra la bellezza dei marmi utilizzati per l’altare, si trova una pala di pregevole fattura raffigurante la Madonna con il Bambino avvolta tra le nuvole e il piccolo Gesù che rivolge il proprio sguardo a San Giuseppe. Più in basso San Carlo con l’abito da prelato che allarga le braccia in segno di devozione e, alla sua destra, San Rocco che scopre la ferita alla gamba. Secondo una ricerca fatta da esperti e in base a quanto riportato dallo storico Remo Scola Gagliardi, l’opera sarebbe attribuibile ad Agostino Ugolini e fu realizzata verso la fine del 1700. Ad avvalorare questa tesi vi sono i rapporti di amicizia che proprio verso la fine del 1700 vi erano tra il Conte Alessandro Carli e il pittore Ugolini autore, nel 1796, di un ritratto del conte.

 

Oratorio di Corte Turco 

L’oratorio di Corte Turco si trova lungo la strada, accanto al palazzo di proprietà della famiglia Turco, quindi Carlotti poi Anti.
Fu eretto nel ‘700 dopo la richiesta presentata dal nobile Pio Turco al papa Innocenzo XII di far erigere una cappella non solo nei pressi del palazzo di città, ma anche in tutti quelli in cui la famiglia aveva delle proprietà.
Dagli studi fatti dallo storico Bruno Chiappa, risulta che inizialmente era intitolato a Sant’Antonio dal Padova, quindi a San Francesco (1703). Sembra con certezza che fosse molto bello non solo esternamente ma anche internamente tanto che, in occasione di una visita pastorale, venne sottolineato come possedesse tutto quello che andava bene in una grande chiesa.
L’oratorio era impreziosito da un altare in marmo con relativa pala ed aveva una facciata con diverse statue. Possedeva pure una bellezza e una ricchezza di arredi e di oggetti sacri, confermata anche nelle successive visite pastorali del ‘700.
Oggi l’oratorio di Corte Turco è desolatamente vuoto e di esso nulla sappiamo in merito ai tanti tesori conservati al suo interno. La facciata, pur facendo ancora oggi intravedere la sua bellezza ed eleganza, è priva delle statue prima ricordate. E’ delimitata da due lesene che reggono il frontone e si apre in basso in un portale con ai lati due grandi finestre contornate da cornici barocche. Bello ed elegante è il frontoncino spezzato che sovrasta la porta d’ingresso.