Angiari

Antica corte agricola con meridiana in via RamedelloAntica corte agricola con meridiana in via RamedelloGEOGRAFIA

Angiari dista da Verona 37 km e 4 km da Legnago sul quale gravita ed è attraversato dal fiume Bussè. Dopo Concamarise è il più piccolo comune della pianura veronese. Il paese si sviluppa sotto l'argine del fiume Adige nella parte orientale del territorio comunale mentre varie località sono situate a occidente come: Cason, Engazzà, Boschirolla, Ronchi, Motta. I comuni confinanti sono Cerea, San Pietro di Morubio, Roverchiara, Legnago.

ETIMOLOGIA

Il toponimo "Angiari" dovrebbe essere di facile interpretazione. Deriverebbe, senza alcuna ombra di dubbio, dalla parola latina glarea, ghiaia. Nel 932 viene citato per la prima volta come "Castrum Anglareii" e successivamente con i nomi di "Castrum Anglerei", "Anglarei" e "Anglari". Tutto ciò trova conferma nel fatto che nel passato qui, presso la riva dell'Adige, esisteva un porto fluviale nel quale arrivavano barche che commerciavano la ghiaia, raccolta sul letto del fiume e utilizzata come materiale edile. Il porto era a servizio di Angiari e dei comuni limitrofi come Cerea e San Pietro di Morubio.

STORIA

Il nome di Angiari, appare per la prima volta in un documento storico del 932 e successivamente nel 995 quando, la contessa Ermenegilda, membro della più importante famiglia dell’epoca, donò ai Canonici di Verona la sua proprietà comprendente dei castelli, delle corti e la chiesa. Questa cessione è confermata anche in vari documenti fra cui quello del 1137 sottoscritto da Lottario.
In quel periodo nasce la “Vicina”, un’associazione di capifamiglia che governano il paese col riconoscimento del Capitano della città di Verona. Sempre in quel periodo la pianura che circonda Angiari è coperta da boschi e da paludi; fu così che fino alla fine del XIII secolo si lavora per strappare terra alle acque, per renderla coltivabile e far sorgere nuovi villaggi. E’ in questo momento che si insediano in paese potenti famiglie divenendo grandi proprietarie terriere. Un secolo più tardi Angiari diventa centro religioso riconosciuto come pieve, con la parrocchia di San Michele Arcangelo e le chiese di San Giacomo e di Santa Maria della Croce che ospita un eremita francescano. Il territorio viene saccheggiato nel 1232 da Azzo Novello e di nuovo nel 1438 in occasione dello scontro tra Visconti, Carraresi e Veneziani.
Il destino di Angiari dipende dalle vicende storiche di Legnago, particolarmente nel 1513, quando il Capitano di Venezia fa rade al suolo la fortezza. Nel 1630 si diffonde la peste e da allora sono venerate due statue di San Rocco; una conservata nella chiesa di Santa Croce e l’altra nella parrocchiale.
Durante il periodo napoleonico, nel 1979 il paese fu teatro di una delle numerose battaglie tra austriaci e francesi. Nel 1866 terminata la Terza guerra di indipendenza  Angiari è annesso al Regno di Italia, mentre
nel 1882 vi è la rottura degli argini dell’Adige provocando una estesa alluvione che colpisce duramente il paese e la sua economia, tanto da costringere gli abitanti a emigrazioni verso le Americhe.
 

Interno della chiesa parrocchialeInterno della chiesa parrocchialeARTE

Risale alla fine del XV secolo la prima struttura dell’Oratorio della Santa Croce, rimaneggiata nel ‘600 e oggi restaurato, mentre è sul finire del Seicento l’edificazione di Palazzo Lando Moromovo. La chiesa parrocchiale di San Michele Arcangelo, abbattuta a causa di infiltrazioni provenienti dall’Adige viene ricostruita in stile neoclassico nel ‘700, e conserva, al suo interno, una statua lignea del ‘500, un dipinto di G. B. Rossi, artista del ‘600 detto Gobbino, e una pala del pittore veneziano Antonio Pellegrini, prima metà del ‘700. Nel capoluogo e nella campagna circostante sorgono alcune dimore gentilizie e dei complessi rurali che destano motivo d’interesse come: Villa Soave, sorta nel ‘600 e ampiamente rimaneggiata, presenta linee architettoniche di fusione tra il Neoclassico, il Barocco e il Liberty, Villa Grella-Noris con i suoi affreschi e dipinti, Villa e Corte Sparavieri alla Boscarolla caratteristica dimora-fattoria. Corte Avrese alla Paina proprietà Fantoni, Corte Parma-Lavezzola, Corte Vidali oggi Bissoli-Gastaldi, Corte Lando-Murnovo Soave, Corte al Casone-Torresani e Corte Becelli-Lanza alla Palesella.

ECONOMIA

L’economia trainante di questo paese e senza dubbio l’agricoltura con aziende agricole che producono prevalentemente mais, tabacco, frumento, mele, pere, pesche, fragole e meloni. Inoltre, per la presenza di terreni sabbiosi formatisi dalle numerose esondazioni del fiume Adige, risulta pregevole la qualità degli asparagi prodotti. Inoltre si è  potenziato l’artigianato il commercio e la piccola – medio industria con aziende di ogni genere.