Castel d'Azzano

La risorgiva del “Parco Raziol” che sgorga fra le case del paeseLa risorgiva del “Parco Raziol” che sgorga fra le case del paeseGEOGRAFIA

Il comune di Castel d’Azzano occupa una superficie di 9,72 km² e ha un’altitudine media di 44 metri sul livello del mare. Dista 6 chilometri da  Verona e rispetto al capoluogo è in posizione sud. È terra di risorgive e fa parte del bacino idrografico del Tartaro. Una parte del suo abitato è contigua al corpo urbano del capoluogo di provincia. Frazioni sono: Azzano, Beccacivetta, Rizza, San Martino e confina con i comuni di  Buttapietra, Vigasio, e Verona.

ETIMOLOGIA

Il toponimo è probabilmente legato al nome proprio latino Attius, molto frequente al tempo dei romani, mentre "Castello" deriva più semplicemente dall'edificio ancora oggi esistente e che ha segnato la storia del comune. Il comune era abitato fin dalla preistoria, anche se i ritrovamenti sono pochi, sebbene interessanti. Fino all’avvento degli Scaligeri non ci sono tracce di scritture riguardanti questo territorio veronese.

STORIA

Queste terre furono, presumibilmente, abitate fin dalla Preistoria e il nome del paese deriverebbe, secondo alcuni storici, dalla romana Gens Attia, mentre, secondo altri, da Azzo d’Este, che edificò il castello. Il territorio di Castel d’Azzano è ricco di risorgive. Questa è una ricchezza d’acqua che si propaga nel sottosuolo per affiorare in superficie e creare tanti ruscelli e fiumiciattoli connotando e valorizzando l’ambiente. Tali risorgive col loro affioramento, avevano dato origine al lago di Vacaldo che occupava una superficie 14 ettari. Due erano i principali utilizzi economici: il primo quello di essere un serbatoio d’acqua pronto per irrigare le campagne vicine; il secondo quello di fornire pesce, anche se per poche persone. Il lago fu importante perché entrò nella storia con Federico Barbarossa che si accampò vicino a Vigasio nel 1164 e sfruttò le sue acque come difesa. La più antica rappresentazione topografica che si conosca della zona del lago di Vacaldo è un disegno compiuto nel 1568 dai periti, Iseppo dalli Pontoni e Giacomo dell’Abaco, conservato presso l’Archivio di Stato a Venezia ed esposto nel 2004 alla mostra tenutasi nelle stanze di Palazzo Correr a Venezia.
Suddiviso in nuclei rurali sotto diverse giurisdizioni, tardò a strutturarsi come Comune. Nel XIII secolo il fondo di Azzano fu ceduto dagli Scaligeri per 4000 libbre ai conti Nogarola, nobili illustri che si imparentarono con i signori della città ed ebbero un ruolo determinante nello sviluppo del territorio. I conti Nogarola dopo aver acquistato il fondo di Azzano dagli Scaligeri, bonificarono, svilupparono l’agricoltura e l’allevamento in questo piccolo centro rurale che iniziò a svilupparsi proprio attorno alla loro dimora e alla loro chiesa eretta nel 1310. Per secoli conservarono la proprietà su queste terre, anche durante la dominazione veneziana e il travagliato periodo che ne seguì.
Passata sotto la dominazione veneziana, infatti, la zona fu divisa in cinque vicariati: Tavoli, Azzano, Castel d’Azzano, Scuderlando, Ca’ di Robbi.
La campagna circostante fu teatro di una importante battaglia fra Napoleone e gli Austriaci nel 1799. Con l’Unità d’Italia divenne sindaco il conte Antonio Nogarola fino al 1899, per essere poi sostituito dal conte Ludovico Violini Nogarola fino al 1917.
Oggi il Comune è in pratica il prolungamento della città verso la Bassa Veronese. Comprende le popolose frazioni di Azzano e Beccacivetta ed è caratterizzato da una forte densità abitativa.
 

Villa Violini Nogarola detta “Il Castello”, ora sede municipaleVilla Violini Nogarola detta “Il Castello”, ora sede municipaleARTE

Sia i luoghi di culto che le ville, sono presenti in gran numero nel territorio di Castel d’Azzano. come, ad esempio Santa Maria di Azzano, ricordata nella bolla di Onorio III del 1221 o la chiesetta della Madonna del Bosco, di origini trecentesche, rimaneggiata nel ‘700. Da visitare poi Santa Maria Annunziata, eretta nel 1310 dal conte Dinadano Nogarola e restaurata sul finire del secolo scorso, dove si conservano interessanti lacerti d’affresco. Un altro luogo da visitare è poi il castello, di impronta medioevale edificato da Azzo d’Este, ma interamente rifatto all’inizio dell’800. E’ ricco di statue e affreschi. Notevole era il soffitto della sala maggiore, ornato di pitture raffiguranti le costellazioni. L’incuria le occupazioni militari  e certe scellerate vendite ridussero il palazzo in condizioni deplorevoli. Oggi, per fortuna è tornato a risplendere dopo anni di restauro. Da vedere infine le ville quali villa Violini, già Nogarola, di epoca medioevale e Villa Cesari, dal nome del letterato Antonio Cesari, che vi trascorse spesso i periodi di riposo.

ECONOMIA

Prolungamento della zona industriale della città, il paese è caratterizzato da una forte densità abitativa. L’economia di questo comune ha visto l’evolversi di un’agricoltura estensiva legata alle grandi proprietà con colture cerealicole e ad una agricoltura legata alla piccola proprietà con colture ortofrutticole. Negli ultimi trent’anni c’è stato un interessante sviluppo industriale con l’insediamento di industrie meccaniche, chimiche ed alimentari determinando un forte aumento demografico che è andato ad incidere pesantemente sul paesaggio oltre a creare problemi di vario genere.