Concamarise

Il Palazzo sede del comuneIl Palazzo sede del comuneGEOGRAFIA

Il territorio comunale di Concamarise è di natura prevalentemente sabbiosa e si estende dal margine dell’avvallamento del fiume Menago verso il corso del Tregnone. Tra i due scorre la “Fossa” Samuda che un tempo dava impulso a due pile di riso. E’ il comune meno popoloso della pianura veronese ed è  posizionato a Sud rispetto a Verona. La superficie del territorio comunale, di poco inferiore a 8 km² con un’altitudine media di 12 metri s.l.m. mentre il centro urbano è formato da due nuclei principali: la parte vecchia chiamata "Piazza" e la parte nuova detta "Capitello” che attualmente è il centro del paese.

ETIMOLOGIA

La località viene citata, per la prima volta, in un documento del 1114 col nome di Conchamaris. Il toponimo del comune, che anticamente si chiamava "Conchamaris" o "Conca Maris" deriva dall'unione di due termini. "Conca" col significato di incavo, cuneo o conchiglia nel terreno e "Maris", traduzione latina del termine "lamerese" o "merese" che nell'antico dialetto veneto significava stagno, acquitrino. Quindi zona soggetta alla presenza di questi elementi. È risaputo che nel passato nella zona fosse presente un territorio ondulato e sabbioso ricoperto da paludi e pozze di acqua ferma.

STORIA

La prima menzione di Concamarise si trova in un documento del 1114, secondo cui l’imperatore Corrado III assicura protezione alla chiesa di Nonantola e riconosce alla corte di Nogara il privilegio di ospitare la pieve e di esercitare diritti “secolaris cum Camarisia”. Nel 1225 la cittadina si proclama libero comune, ma perde l’autonomia diventando successivamente feudo dei nobili De Palatio, dei San Bonifacio e degli Scaligeri. A partire dal  1405, attraverso i secoli del governo della Repubblica di Venezia, Concamarise dinenta possedimento dei Verità, dotazione ricevuta nel Seicento in eredità da Giovanni Malaspina e nell’Ottocento dai Montanari. Dal 1929 al 1948 fa parte del comune di Sanguinetto. Il comune oggi risulta essere suddiviso in due parti: quella in cui si sviluppò il primitivo borgo, e l’altra che ha preso consistenza negli ultimi decenni, in località “Capitello”, là dove si dipartono le quattro vie principali del paese. Qui è stata trasferita la chiesa, a pianta circolare, e qui sono ubicate le infrastrutture sociali. In Concamarise “vecchia” troviamo i due monumenti che maggiormente hanno contato nella storia della comunità locale: la ex parrocchiale e l’antica Villa Verità.

Capitello settecentesco dedicato a Sant’AnnaCapitello settecentesco dedicato a Sant’AnnaARTE

Risalgono al Trecento i basamenti di Villa Bresciani, ex Verità, ampiamente ristrutturata. Sui resti di un convento benedettino sorge nel corso del ‘400 la parrocchia di San Lorenzo Martire, dove si conservano lacerti d’affresco, un altare e una pala del ‘600. Parecchie sono le residenze di campagna costruite nel corso del ‘700 da nobili famiglie, ad esempio corte Laziese dei Malaspina, la Corte Trivelli Pompei, Corte Camilletti, Corte Bevilacqua Lazise. Nel 1958 viene costruita la nuova parrocchiale dove al suo interno vengono trasferite alcune opere d’arte provenienti dalla vecchia chiesa parrocchiale di San Lorenzo come il fonte battesimale a forma di calice in marmo rosso di Verona e due pale d’altare: una del 1636 che rappresenta i “Santi Antonio da Padova, Carlo Borromeo e Francesco d’Assisi” attribuita al pittore veronese Giovan Battista Amigazzi, l’altra raffigura i due santi titolari “Lorenzo e Stefano” all’interno di un paesaggio.

ECONOMIA

L'economia del comune si basa essenzialmente sull'agricoltura. Vengono coltivati soprattutto mais e tabacco. Negli ultimi decenni si è sviluppato anche l'artigianato, in particolare la produzione di mobili e arredamenti e al restauro degli stessi. Allevamenti di bovini e suini ha fatto si che da qualche tempo sia presente una florida attività legata alla macellazione e alla lavorazione delle carni con imprese a livello internazionale nel settore.