Gazzo Veronese

Tipica imbarcazione a fondo piatto, attraccata alla riva del fiume TartaroTipica imbarcazione a fondo piatto, attraccata alla riva del fiume TartaroGEOGRAFIA

Gazzo dista circa 36 Km a Sud di Verona ed ha una superficie di 56,73 Kmq con un’altitudine di 13/19 mt s.l.m. Il comune situato nella bassa pianura veronese è attraversato dal fiume Tartaro e dal fiume Tione. Sul suo territorio c'è l'Oasi del Busatello concessa in gestione al WWF nel 1996 per la parte veronese. L'oasi fa parte di un residuo umido, che condivide con il comune di Ostiglia, delle Valli Grandi Veronesi.
L’attuale municipalità di Gazzo deriva dalla fusione fra i due comuni di Gazzo e Correzzo avvenuta nel 1929. Tale fusione ha comportato lo spostamento della sede municipale a Roncanova quale collocazione intermedia territoriale. Le frazioni sono:  Roncanova, Correzzo, Maccacari, Pradelle e San Pietro in Valle. I comuni limitrofi sono: Sorgà, Nogara, Sanguinetto e Casaleone per la provincia di Verona mentre per quella di Mantova sono: Ostiglia, Serravalle a Po, Sustinente e Villimpenta.
 

ETIMOLOGIA

Il nome Gazzo proviene dal termine “gahagi”, termine longobardo, che significa “bosco recintato” alludendo alla presenza di estese boscaglie e che sarebbe stato attribuito alla zona nel VII secolo quando Gazzo ebbe concessioni di privilegio. Interessante è l’etimologia di alcune frazioni come Correzzo “Corrigium” dal latino “cornigia” ossia “striscia di cuoio” nel senso figurato di striscia di terreno e quindi, “terra prosciugata da palude”. Per Maccacari il nome è dato da una antica famiglia Tramarinus Machacarus documentata nel 942. Per Roncanova, nome composito, la prima parte Ronca proviene dal latino “runcare”, sradicare, perciò, luogo disboscato e messo a coltivazione mentre “novus”, nuovo, si intende di recente.  

STORIA

Gazzo è uno dei pochi posti dove vi è una continuità della presenza umana dai tempi antichi ai giorni nostri. La terra di Gazzo è stata abitata fin dal Neolitico (4500 - 4000 a.C.) e trova conferma in alcuni materiali ritrovati nella zona, lungo il corso del Tartaro e di fiumi minori. I ritrovamenti archeologici, in parte sono depositati presso il Museo Archeologico locale dove troviamo materiale dell’Età del Bronzo, del Ferro e di epoca romana. Gazzo divenne importante sotto il dominio romano spopolandosi con la caduta dell’impero Romano e l’abbandono del territorio riportò, in breve tempo, le paludi. Fu opera dei Benedettini nel VIII secolo la bonifica di buona parte del territori. Ai benedettini fu affidato il feudo di Gazzo che fu ceduto a Federico della Scala. Se l’autorità religiosa aveva il suo simbolo nelle chiese, quella civile trovò, in epoca medioevale, il suo emblema nell’attiguo castello di cui si hanno notizie fin dal 1198 e che spesso fu centro di accese lotte fra veronesi e mantovani. Nel 1243 il fortilizio fu raso al suolo da Ezzelino da Romano e nel 1277 passò di proprietà, con buona parte del terreno circostante, agli Scaligeri. Sotto il dominio veneziano e dopo varie vicissitudini alcuni beni arrivarono in proprietà della famiglia Giusti e  ai monaci Olivetani. iniziarono consistenti lavori di drenaggio delle acque e la bonifica diede la possibilità di introdurre la coltivazione di riso oltre alla costruzione di case, di corti domenicali, pile e mulini. Alla coltivazione del riso si dedicarono anche i nobili Montanari di Pradelle e i monaci dell’Abbazia di San Zeno a San Pietro in Valle. Durante il dominio napoleonico (1796-1814) si assistettero a momenti di carestia, inondazioni ed insurrezioni intensificando in tal senso il fenomeno del brigantaggio che perdurò anche sotto il dominio austriaco (1814-1866). Anche se la popolazione non fu direttamente coinvolta da  guerre e battaglie, si intensificò l’opposizione sociale al duro regime poliziesco austriaco. Con l’annessione del Veneto all’Italia, per diverso tempo questa zona della pianura veronese venne dimenticata fino allo scoccare della Prima guerra Mondiale.

Vasellame risalente all’Età del BronzoVasellame risalente all’Età del BronzoARTE

Nel centro di Gazzo sorge la chiesa di Santa Maria Maggiore riedificata tra il 1117 e il 1150 e restaurata nel ‘400. Essa faceva parte di un antico monastero benedettino e all’interno conserva mosaici e affreschi. Annesso alla chiesa, in Villa Parolin Poggiani c’è il museo archeologico dove sono esposti reperti che vanno dal Neolitico all’epoca Romana. Dopo l’abitato di San Pietro in Valle, svetta in mezzo alla campagna, la pieve cluniacense di San Pietro in Monastero conosciuta come “El Ceson” risalente fra il VII secolo. e gli inizi del IX. Edificio con pianta a croce greca costruito con mattoni e marmi di spoglio dell’epoca romana, impressiona ed affascina la massiccia torre sovrastante. In località Pradellec’è la chiesa intitolata a San Prosdocimo, primo vescovo di Padova. Costruita nel XV secolo e recentemente restaurata conserva al suo interno un prezioso trittico del Giolfino databile al XVI secolo. Tra le costruzioni di maggior interesse artistico ed architettonico di Gazzo troviamo la sontuosa Villa Montanari nota con il nome “Palazzo De Merli” dalle connotazioni tardo gotiche che si sovrappongono alla struttura del castello medioevale, l’antica chiesa di Correzzo costruita nel periodo longobardo e ristrutturata nel 1685; essa è intitolata a San Giovanni Battista. Nella frazione di Maccacari vicino alla chiesa vi è la Corte dominicale Capello con la torre colombara, mentre a Roncanova d’interessante c’è la parrocchiale e la quattrocentesca corte. Meritano, inoltre, attenzione la Corte dominicale Lando a Levà di Sopra, l’antico Mulino del XIV secolo recentemente ristrutturato di proprietà della famiglia Mantovani, Palazzo Corte Vecchia, villa Giusti Roncoletta, villa Lando Altichieri e Villa Guarienti

ECONOMIA

La zona, particolarmente ricca d’acqua, ha sempre tratto le maggiori risorse dall’agricoltura. Vi abbondano le coltivazioni di cereali, della barbabietola e sono presenti numerosi allevamenti di bovini da latte. Fa parte dell'area di produzione del Riso Nano Vialone Veronese. Importante per l’occupazione la presenza di un’industria vetraria di notevoli dimensioni, un’importante azienda logistica e alcune attività artigianali.