Isola della Scala

Il Palariso, nei pressi del PiganzoIl Palariso, nei pressi del PiganzoGEOGRAFIA

Isola della Scala si situa nel verde della pianura Padana ed è attraversata dal fiume Tartaro e dal Piganzo, oltre che da una serie di canali irrigui e corsi di acqua di risorgiva. Il suo è un terreno formato da alluvioni post-glaciali assieme a depositi alluvionali. Dista circa 20 Km da Verona e rispetto al capoluogo è in posizione Sud, vanta una superficie pari a 69,89 Kmq ad un’altitudine di 31 mt s.l.m. Si compone delle seguenti frazioni e località Casalbergo, Caselle, Passilongo, Pellegrina, Tarmassia, Vò Pindemonte. I comuni limitrofi sono Erbè, Trevenzuolo, Vigasio, Buttapietra, Oppeano, Bovolone, Salizzole, Nogara.

ETIMOLOGIA

Nel periodo romano le paludi del fiume Tartaro "Paludes Tartari fluminis", che occupavano la parte meridionale del territorio, erano molto estese provocando luoghi isolati rispetto ai villaggi e le contrade circostanti. Da ciò derivò il nome di "Insula Cenensis", o terra affiorante fangosa. Il nome muterà in epoca comunale in “Isola dei Conti”, per l’insediamento dei Conti Sanbonifacio di Verona. Ma sarà con il dominio degli Scaligeri attorno al 1300, che il nome del paese giungerà alla sua risoluzione definitiva di “Isola della Scala” o, "Insula Scalarum",  riferendosi, appunto, alla casata dominante.

STORIA

Risalgono all’Età del Bronzo i primi insediamenti dovuti alle condizioni ottimali date dalla presenza di un territorio reso fangoso dalle acque del Tartaro, che si riversava in un vasto alveo. I resti di un esteso insediamento sono venuti alla luce presso il mulino della Giarella e sono ora custoditi nel piccolo museo locale. All’interno del Museo Archeologico comunale sono presenti anche reperti romani poiché, dopo la costruzione della via Claudio-Augusta nel 15 a.C., che aveva la funzione di collegare i fiumi Po e Danubio partendo da Ostiglia e attraversando Verona, nel territorio isolano sono sorti insediamenti agricoli e villaggi. Nel periodo altomedioevale si registra l’insediamento di monasteri benedettini, attivi nel lavoro di bonifica del territorio palustre. Nel 1126 fu costruito l’incantevole Santuario della Madonna della Bastia uno dei migliori esempi di stile romanico veronese. In epoca comunale il territorio appartenne quasi interamente ai Conti Sanbonifacio di Verona e fu chiamato “Isola dei Conti”. Nel 1300 il paese venne assoggettato dagli Scaligeri, i quali rafforzarono il complesso difensivo sul fiume Tartaro. A testimonianza della loro presenza, resta oggi una Torre chiamata, appunto, “Scaligera”, posta in riva al Tartaro sulla strada per Vigasio ed eretta nel 1336 da Mastino II della Scala come difesa contro le incursioni dell’alloro nemica Mantova, e faceva parte di un complesso difensivo molto più esteso; il cosiddetto Serraglio . L’edificio è costituito da due corpi quadrangolari di cui, il più alto è diviso al suo interno in tanti pianerottoli dove alloggiavano i soldati, mentre l’altro corpo era formato da due ponti levatoi, controllando il lato occidentale del paese. Con l’arrivo della Serenissima Repubblica subentrata al dominio dei Visconti nel 1405, si cercò di imporre il nome di “Isola San Marco”. In questo periodo Venezia favorì l’insediamento di famiglie a lei compiacenti, che si presero cura del territorio promuovendone lo sviluppo e provvedendo alla costruzione di notevoli opere di idraulica, dimore nobiliari e corti rurali che costituivano il vero centro economico e sociale. Grazie a queste famiglie facoltose il territorio fu notevolmente modificato e dal XVII secolo fu introdotta la coltivazione del riso. Se nel corso dei secoli il territorio si abbelliva di ville, il capoluogo oltre sviluppare una elegante architettura civile, si distingueva soprattutto per gli edifici religiosi: primo fra tutti quello della Parrocchiale dei Santi Stefano e Giacomo riedificata totalmente fra il 1558 e il 1619. Durante il periodo napoleonico, Isola della Scala perse la sua autonomia, a favore del distretto di Villafranca, ma tornò ad un ruolo di primo piano con la dominazione austriaca divenendo capoluogo di un distretto presieduto da un Imperial Regio Commissario, che aveva autorità sulle gendarmerie di diversi comuni della zona. Dopo la Terza guerra  d’Indipendenza entrò a far parte del Regno d’Italia e rimase storicamente in disparte dai grandi avvenimenti storici che nel XX secolo stravolsero il mondo. 

L’ex chiesa di Santa Maria MaddalenaL’ex chiesa di Santa Maria MaddalenaARTE

Isola della Scala possiede un ampio patrimonio storico-artistico e offre la possibilità di più itinerari alla scoperta dell’arte e dell’architettura veronese ai suoi livelli più alti come l’ex chiesa di Santa Maria Maddalena detta dei “Frati” costruita nel 1511. All’interno conserva preziosi affreschi del ‘500 e ‘600 e dipinti del Brusasorzi. Oggi è sede del Museo Archeologico dove sono esposti manufatti e materiali appartenenti all’Età del Bronzo, del Ferro e all’epoca romana. La chiesa della Madonna della Bastia del XII secolo, che si eleva sopra un terrapieno, è un magnifico esempio dello stile romanico e al suo interno conserva opere rinascimentali e affreschi. La chiesa abbaziale parrocchiale di Santo Stefano fu costruita nel 1578-1592 da Bernardino Brugnoli nipote del Sanmicheli dove sono custoditi un battistero tardogotico del 1412, tele firmate dal pittore Claudio Ridolfi, statue e affreschi del ‘500 e interessanti dipinti realizzati nei due secoli successivi da autori veronesi quali: Prunati e Ronca della scuola del Giolfino. Seicentesco è l’oratorio della Madonna della Formiga edificato sulla riva sinistra del Piganzo. Sorge, invece, nel corso del ‘500 a Tarmassia la parrocchiale, arricchita con tele attribuite a Domenico Brusasorzi e a Paolo Farinati. Altro edificio medioevale è la Torre Scaligera simbolo del paese una struttura a carattere difensivo  sul fiume Tartaro con due ponti levatoi costruita verso la metà del ‘300 dagli Scaligeri. Ci sono, inoltre, importanti  Ville  quali:Villa Pindemonte in località Vò dalle forme neoclassiche costruita nel 1742 dall’architetto Alessandro Pompei. Villa Pellegrini eretta nel 1500, ampliata nel 1726 con all’interno ciclo di affreschi raffiguranti i Quattro Continenti ad opera di Paolo Ligozzi, diventa nel 1925 monumento nazionale. Villa Boschi costruita dai Conti Brà  nel 1747, una tipica struttura a corte con scuderia e pila da riso. Villa Guarienti con il maestoso parco. La Palazzina con oratorio e barchessa in località Pellegrina immersa nel il tipico paesaggio della valle veronese.
Importanti sono, anche, Palazzo dei Guarienti costruito nella corte di Tarmassia nel 1500, Palazzo dei Mandello e dei Conti Pellegrini e, in contrada Bastia, Palazzo dei Conti Emilei.
Non mancano le pile da riso simboli della storia e della tradizione, quale la Pila Vecia vicino al Vò pila originale del ‘600 ancora oggi funzionante, la pila dell’Abate in centro paese e la Pila di Villa Boschi. Luogo incantevole, la Giarella, il mulino più antico del paese. Da pochi anni sorge nei pressi del fiume Piganzo il PalaRiso, un edificio moderno che accoglie le varie fiere agroalimentari che si svolgono a Isola della Scala.
 

ECONOMIA

La fertilità del suolo, prosciugato dalle paludi e ricco d’acqua, garantisce ricchi raccolti, soprattutto di violone nano, collocato anche a livello internazionale; di tabacco e di cereali. Nei campi risulta attualmente massiccio l’impiego di manodopera stagionale. L’ingresso di nuove tecnologie garantisce alti livelli di rendimento nel settore dell’allevamento di bovini e suini. Secondario ma non trascurabile il ruolo dell’artigianato e dell’industria.