Mozzecane

Veduta d’insieme di GrezzanoVeduta d’insieme di GrezzanoGEOGRAFIA

Il comune di Mozzecane occupa una superficie di 24,85 km² e ha un’altitudine media di 47 metri sul livello del mare. Dista circa 20 chilometri da Verona ed è in posizione sud ovest. È sul confine con la provincia di Mantova ed ha un territorio totalmente pianeggiante tipico della Pianura Padana. Mozzecane confina con i comuni di Nogarole Rocca, Povegliano Veronese, Valeggio sul Mincio, Villafranca Veronese e Roverbella (Mn).

ETIMOLOGIA

Il toponimo Mozzecane deriverebbe da un proprietario della zona, Mucius Canis, che ottenne dal comune di Verona molte terre. I suoi discendenti furono in seguito definiti in seguito de Moçecanis. C’è anche chi fa derivare il nome del capoluogo da quello di un certo Enrico Mocecane, che nel 1202 ricevette in feudo dall’abate Obizone un terreno presso Campo Marzio, terreno in parte tornato paludoso. L’atto di compravendita prevedeva autonomie ed esenzioni da dazi per la popolazione che visse un periodo di relativa tranquillità.

STORIA

Sicuramente il luogo fu abitato fin dalla preistoria, il comune di Mozzecane si trova nella parte occidentale della pianura veronese ricca di risorgive e per questo intensamente coltivata. Mosaici, monete, anfore, lacrimatoi, suppellettili e iscrizioni funerarie, rinvenuti nel 1883 nei pressi della stazione ferroviaria, attestano un importanti insediamento di epoca romana. Una conferma viene dal fatto che nei pressi di Mozzecane passava la via Postumia. Dopo la caduta dell’Impero Romano in questa zona, a quel tempo paludosa, si stabilirono, in successione, popolazioni longobarde e franche. Dopo una serie di contese fra i Comuni di Verona e Mantova, nel XIV secolo la zona passò agli Scaligeri. Nel 1405, insieme a Verona, entrò nell’orbita veneziana e solo nel 1443 formò un vicariato a sé. A parte la peste del 1630, da quel momento in poi Mozzecane non subì particolari sconvolgimenti. Anzi, grazie alla coltura del baco da seta, vide una certa prosperità in concomitanza con l’insediarsi nel suo territorio di nobili come i marchesi di Canossa.
Durante il sedicesimo secolo l’economia agricola della zona cambiò radicalmente con l’introduzione della risicoltura e della bachicoltura, coltivate così intensamente che ancor oggi il paesaggio presenta caratteristiche legate alla coltura del riso e del gelso. Dopo il travagliato periodo napoleonico, ai francesi subentrarono gli austriaci ma dal 1866 Mozzecane entrò a far parte del territorio italiano. Da dallora il paese rimase agganciato alla storia dell’Italia, prima monarchica, poi fascista e infine repubblicana.
 

ARTE

Affresco del pittore Marco Marcola, presente nel Palazzo CanossaAffresco del pittore Marco Marcola, presente nel Palazzo CanossaDa vedere la Chiesa parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo in stile barocco e neoclassico, dove sono custoditi dipinti attribuibili alla scuola del Mantenga come le dodici lunette che si trovano sopra l’altare maggiore dedicato alla Madonna, oltre a un dipinto eseguito da Paolo Brenzoni. La chiesa plebana di San Lorenzo del XII secolo chiamata pieve di San Lorenzo di Grezzano e documentata fin dal 1145 nella bolla di papa Onorio III. Da San Lorenzo dipendevano oltre alle cappelle di Mozzecane, San Zeno in Mozzo e Tormine, le chiese campestri di San Martino e di Sant'Andrea.
Tra gli edifici di pregio presenti nel territorio comunale vi è Palazzo Canossa, eretto nel XVI secolo su disegno del Sanmicheli dai marchesi di Canossa; Palazzo Vecelli Cavriani, grandioso edificio con stanze decorate, cui si accede tramite una bellissima gradinata ornata da statue e dallo stemma dei Vecelli, primi proprietari; Villa Brenzoni, dimora ottocentesca; Villa Miniscalchi e varie corti rurali disseminate sul territorio.
 

ECONOMIA

Attività artigianali e commerciali ed alcune importanti industrie hanno mutato la fisionomia di questo centro che fino a una quarantina di anni fa viveva essenzialmente di agricoltura. Una nuova area industriale è sorta nei pressi della ferrovia.