Nogarole Rocca

La Rocca fatta costruire dalla nobile famiglia NogarolaLa Rocca fatta costruire dalla nobile famiglia NogarolaGEOGRAFIA

Il territorio del comune di Nogarole Rocca occupa una superficie di 29,24 km² e ha un’altitudine media di 37 metri sul livello del mare. Dista 21 chilometri da Verona e rispetto al capoluogo si trova a Sud confinando con la provincia di Mantova. Ha due frazioni, Bagnolo e Pradelle e confina con i comuni di Mozzecane, Povegliano Veronese, Roverbella (MN), Trevenzuolo e Vigasio.

ETIMOLOGIA

Il nome del paese deriverebbe dalla famiglia, i Nogarola che, nel 773 scesero in Italia al seguito di Carlo Magno dalla Francia  e, una volta insediatisi definitivamente in queste terre, costruirono un castello che da loro prese il nome e al quale sono state legate per tanti secoli le vicende di questo territorio.

STORIA

Abitata fin dall’Età del Bronzo, (scavi recenti hanno fatto affiorare i resti di insediamenti che risalgono al 1500 a.C.), risulta citata con un certo rilievo in documenti medioevali. Ritrovamenti archeologici attestano la presenza di insediamenti umani nel territorio lungo le sponde del fiume Tione, in località “Corte Vivaro”. Il nome, riferito a una zona fortificata, deriverebbe dalla famiglia francese dei Nogarole, qui stabilitasi durante il regno di Lotario II (933) edificando un castello che venne incendiato dai mantovani nel 1233, ma nel giro di dieci anni fu ricostruito I secoli vedono dei mutamenti, tanto che nel XIII secolo, in Verona, esistono due famiglie “De Nogarolis” di ceppo comune: una a capo di Zanfredo, l’altra ad Antonio. Nel frattempo, l’omicidio in Piazza Erbe di Mastino della Scala, considerato come l’iniziatore della Signoria Scaligera, vede Antonio Nogarola morire mentre cerca di difendere l’amico, porterà le due famiglie a imparentarsi tanto che nel 1359 il patrimonio dei Nogarola passò ai Della Scala. La Rocca di Nogarole, che era stata teatro di battaglie fra Scaligeri e Gonzaga verso la metà del ‘300, e aveva ospitato il signore di Milano Matteo Visconti durante il suo esilio, divenne possedimento della Serenissima Repubblica di Venezia nel 1404 e venduta a un signore veneziano durante un’asta nel 1543. Nel ‘600 la zona fu devastata da una terribile pestilenza, resa ancora più virulenta dal clima umido e malarico legato alla conformazione paludosa del suolo.Il paese da allora è rimasto sempre ai margini degli eventi storici fino alla fine del Secondo conflitto mondiale quando iniziò la bonifica facendolo uscire dall’atavico isolamento e portarlo a diventare un importante centro economico.

ARTE

La pala d’altare intitolata “Il Corpo di Cristo”La pala d’altare intitolata “Il Corpo di Cristo”Numerose e ricche di significato e di simbologia, le cose da vedere. Innanzitutto quello che rimane dell’antico castello, riedificato dalla famiglia Nogarola nel XIII sec. detto Rocca di Nogarole, che fu centro nevralgico di controllo dell’intero territorio, specie nel periodo delle signorie. La chiesa parrocchiale dedicata a San Lorenzo Martire, riedificata nel ‘700 su struttura del XIII sec., conserva un bellissimo organo del ‘700 e custodisce un dipinto attribuito a Domenico Brusasorci (XVI sec.);  in località Bagnolo, chiesa parrocchiale di San  Martino (XVI sec.) che conserva un polittico attribuito alla scuola del Badile (XV sec.), recentemente restaurato e una Cappella del ‘700 in località Colombare oltre a mulini e palazzi a corte sparsi nella campagna.

ECONOMIA

In concomitanza con l’apertura del casello autostradale lungo l’arteria A22 che attraversa il territorio comunale, l’economia della zona ha subito una radicale svolta verso l’industrializzazione. Si sono insediate importanti industrie nel settore meccanico e agroalimentare, modernizzate e specializzate con il supporto tecnologico per le attività agricole (sta tornando in auge la coltura del riso per l’esportazione e si sviluppano gli allevamenti di bovini da carne, di polli e suini); hanno ricevuto un forte impulso i commerci e si sono qualificate le aziende artigianali nei settori del ferro e del legno.