Ronco all'Adige

Una cava dismessa per l’estrazione dell’argillaUna cava dismessa per l’estrazione dell’argillaGEOGRAFIA

Il comune di Ronco all’Adige occupa una superficie di 42,82 km² e ha un’altitudine media di 23 metri sul livello del mare. Dista circa 28 chilometri da Verona rispetto alla quale si trova in posizione sud-est, ed è lambito dalla riva destra dal fiume Adige. Ha come frazioni Albaro, Scardevara e Tombazosana, mentre confina con i comuni di Albaredo d’Adige, Belfiore, Isola Rizza, Oppeano, Palù, Roverchiara e Zevio.

ETIMOLOGIA

Il nome del paese deriverebbe dai conti di Ronco, soprannominati Sanbonifacio e feudatari nella zona a partire dal 909, quando si insediò al potere il conte Milone.
È da notare, però, che "Ronco" è una denominazione che ricorre spesso nei luoghi di campagna, richiamando l'origine del luogo, reso coltivabile grazie all'intervento di bonificatori che, nel periodo medioevale, utilizzavano tra gli altri attrezzi anche la roncola, oggetto che poi entrò nel nome di altri  paesi in Italia.
 

STORIA

La ricchezza di queste terre bonificate nel corso dei secoli, è sempre stata legata all’agricoltura, anche se le numerose cave abbandonate testimoniano l’estrazione della materia prima per dell’industria del laterizio. Il nome del paese trae origine dal verbo latino “runcare”, cioè disboscare e la tradizione vuole che la sua fondazione risalga al 929, data in cui Milone conte di Sanbonifacio fedele vassallo del re Berengario I, ordinò la costruzione di un edificio sacro proprio in questo luogo. Agli inizi del Mille i monaci Benedettini diedero avvio ad una intensa bonifica e durante la dominazione, prima degli Scaligeri e poi dei Veneziani, il paese divenne un importante porto fluviale dove attraccavano i burchi che servivano al trasporto di cereali che servivano alla città di Verona. Pestilenze, inondazioni e carestie misero a dura prova l’esistenza degli abitanti di Ronco che nel novembre del 1796 dovettero convivere con l’acquartierato esercito francese comandato da Napoleone Buonaparte. Secondo la tradizione, durante la battaglia di Arcole vinta dalle truppe francesi contrapposte a quelle austriache, Napoleone seguì parte dell’andamento dello scontro armato dall’alto del campanile della chiesa di Ronco. Le sorti del paese dopo il congresso di Vienna del 1814 furono le stesse di gran parte degli altri paesi del Veneto e passò definitivamente sotto il dominio dell’Austria per divenire, in seguito alla Terza Guerra d’Indipendenza, territorio italiano.

ARTE

L’abside dell’antica pieve di Scardevara risalente al 1100L’abside dell’antica pieve di Scardevara risalente al 1100Da visitare la chiesa parrocchiale di Scardevara del XII secolo che conserva strutture romaniche medioevali con intatta l'abside dell'antica Pieve del 1100; la vecchia chiesa parrocchiale di Ronco del XV secolo, più volte ricostruita,; la chiesa parrocchiale di Tombazosana del XIX secolo dove si custodisce una deposizione di Felice Riccio, detto il Brusasorzi; la chiesa parrocchiale di Sant'Andrea e Santa Sofia in Albaro; l’oratorio di Sant’Antonio a Tomba. Le ville da vedere sono: Corte Polfranceschi del XVII secolo; Corte Corso del XVIII secolo, Villa Camozzini del XIX secolo e la casa colonica con resti di un’antica chiesa a Tomba di Sotto.

ECONOMIA

La maggiore risorsa economica del paese, dopo il declino dell’industria dei laterizi, è l’agricoltura, che oltre alle tradizionali coltivazioni come: pere, mele, fragole e kiwi, si è orientata alla coltura in serra di ortaggi e fiori, oltre a sviluppare all’allevamento bovino, suino e avicolo.