Salizzole

L’oasi naturalistica “La Trotara di Filegare”L’oasi naturalistica “La Trotara di Filegare”GEOGRAFIA

Salizzole dista 25 chilometri da Verona e altrettanti da Legnago. Occupa una superficie di 30,7 94 km² ed ha un’altitudine media di 22 metri sul livello del mare. Il corso d'acqua principale è il Tregnone che, come altri fiumi della zona, è affluente del Tartaro. Ha come frazioni Bionde di Visegna, Engazzà e Valmorsel, che si sviluppano nella parte meridionale del territorio comunale e distano circa 4 km dal capoluogo mentre confina con i comuni di Bovolone, Concamarise, Isola della Scala, Nogara e Sanguinetto.

ETIMOLOGIA

L’ipotesi più accreditata sull'origine del nome di Salizzole è quella che fa derivare il toponimo dalla pianta di salice, un arbusto che doveva ricoprire il territorio dove oggi sorge il paese. Era una zona paludosa e ricca di vegetazione. Questa interpretazione risulta la più valida ed ha una sua logica visto che anche altri centri della pianura veronese fanno derivare il proprio nome da alberi o piante presenti in zona.

STORIA

La storia di Salizzole affonda le proprie radici nell’antichità. Infatti, il ritrovamento di reperti archeologici fanno datare all’Età del Bronzo i primi insediamenti in queste terre. La nascita del paese, però, si attesta nell’anno 1144, come testimoniato da un diploma emanato dall’imperatore Corrado. Un territorio, questo, il cui carattere e fascino sono dati dall’estensione degli spazi che fanno andare lo sguardo lontano a perdita d’occhio, paesaggio reso romantico in inverno dalla presenza della nebbia che, essendo costantemente presente, rende i luoghi nascosti e misteriosi.

Monete, terrecotte, pietre sepolcrali di epoca romana sono state rinvenute su queste terre, di cui si fa menzione in numerosi documenti medioevali; per esempio in un atto di compravendita del 1180, con cui Salizzole passava di proprietà a Bonifacio di Amoverga. Nel castello del XIII secolo dimorò Donna Verde, dei conti di Salizzole, la madre di Cangrande della Scala. Durante la dominazione venne introdotta la coltura del riso trasformando il paesaggio, tanto che la caratteristica e il carattere di questo territorio è la campagna con le case basse che in genere non superano il primo piano, oltre alla presenza di grandi corti.

ARTE

Il castello di SalizzoleIl castello di SalizzoleMolti sono i luoghi di particolare interesse a partire dal Castello Scaligero (XII-XIII sec.), alla Casa Canonicale, sormontata dalla caratteristica torre “colombara” per poi ammirare la parrocchiale di San Martino, dove è presente un antico fonte battesimale, sono custodite opere pittoriche di importanti artisti veronesi. Il monumento più significativo e simbolo del paese, è comunque il possente castello, un complesso edilizio medievale di grande importanza. L’imponente struttura architettonica, è costituita da due possenti torri. La torre occidentale merlata risale al XII secolo, quella orientale alta 30 metri, dove si trova il portale d’ingresso con ghiera ornata da una fascia in cotto con motivi geometrici, essa viene attribuita all’intervento effettuato da Alberto della Scala. Le torri sono unite da un corpo centrale che risale al 1798, data incisa sopra la porta del sottotetto che dava accesso al granaio. Tale corpo è ulteriormente abbellito da un salone con volte a botte.

Il castello, però, lega gli abitanti anche al personaggio di maggior interesse che ha connotato la sua storia, ovvero la contessa Verde de Saliceli, proprietaria di alcuni terreni a Salizzole nel XIII. Fonti d’archivio attestano che nel Trecento la signora Verde de Saliceli sposa Alberto I della Scala, iniziatore della Signoria scaligera nel 1277, portando in dote alcune sue proprietà come il castello. Il 24 marzo 1407, venne concessa la vendita dell’edificio a Nicola Cappella da parte della Serenissima, che conservò la proprietà fino al ‘600 quando l’ultima erede Eleonora, sposata a Camillo Giuseppe Cosmi, lasciò la proprietà al figlio Cosmo Cosmi Cappella. Quando nel 1793 l’ultimo erede della famiglia, Camillo, morì, la proprietà venne divisa tra le tre sorelle. Sta di fatto che nel 1813, alla stesura del Catasto Napoleonico, l’edificio era diviso in due parti: la parte occidentale, con il corpo centrale e la torre più antica apparteneva alla famiglia Cosmi-Cappella; quella orientale con l’altra torre, al demanio regio. Nel 1980 ne è divenuta proprietaria l’amministrazione del Comune di Salizzole che ha provveduto ad un progressivo restauro. Importanti Corti Dominicali sono Spolverini All’Olmo, Spolverini Alla Pozza, villa Guarienti, villa Sagramoso, villa Schiavoni e Villa Rolandi – Monga.

ECONOMIA

L’agricoltura e l’artigianato sono i due assi portanti dell’economia locale. Orientato in massima sulle colture orticole, risicole e del tabacco, oltre all’allevamento, il settore primario ha resistito sotto i colpi della crisi e della riduzione dei finanziamenti statali. Hanno retto bene, grazie alla struttura familiare, anche le numerose aziende artigiane specializzate nella produzione del mobile d’arte.