San Giovanni Lupatoto

Il sostegno del cavo aereo dove era agganciato il “traghetto”, in funzione fino agli anni ’60 del secolo scorsoIl sostegno del cavo aereo dove era agganciato il “traghetto”, in funzione fino agli anni ’60 del secolo scorsoGEOGRAFIA

Il territorio del comune di San Giovanni Lupatoto occupa una superficie di 18,94 km² e ha un’altitudine media di 42 metri sul livello del mare. Dista circa 6 chilometri da Verona e rispetto al capoluogo è in posizione Sud. È lambito dal fiume Adige e da alcuni corsi d’acqua importanti per l’irrigazione. Ha come frazioni Camacici, Pozzo e Raldon. Confina con i Comuni di Buttapietra, Verona, San Martino Buon Albergo,  Zevio e Oppeano.

ETIMOLOGIA

L'origine del nome è alquanto incerta ed esistono diverse ipotesi. Mentre San Giovanni fu aggiunto in seguito all'istituzione della parrocchia, il termine Lupatoto potrebbe derivare da: lupum totum, un possibile nome latino di un accampamento romano durante l'occupazione dei territori lungo il tracciato Vicum Veronesins nel II secolo a.C., oppure, lupi ad totum, lupi dappertutto, che potrebbe risalire alla presenza di boschi selvatici infestati da lupi.

STORIA

Le popolazioni residenti in San Giovanni Lupatoto hanno origini antichissime; i primi abitanti furono gli Euganei, dei quali si trovano ancora tracce nella zona di Raldon, dove vi era situata una vasta area palafitticola. Per trovare scritto il nome del comune dobbiamo però aspettare un documento del 1178, che descrive la zona chiamata “Sanctum Jahannem ad lupum totum” che significa “San Giovanni presso il luogo tutto lupi”. Questa interpretazione etimologica è tra le più accreditate a tal punto che lo stemma comunale riporta un lupo in posizione araldica. Nel 1223 è ricordato un importante avvenimento storico: la Pace di Paquara. Per iniziativa di Fra’ Giovanni da Schio, si riunirono oltre 400.000 persone, con vescovi e principi per porre fine alle continue guerre fratricide nel periodo di transizione dai liberi Comuni alle Signorie. Nel XV secolo grazie alla coltura del gelso e l’avvio all’irrigazione si posero le basi di uno sviluppo sociale ed economico. Agli inizi del 1600 furono avviati, ulteriori, importanti progetti di irrigazione, ricordati come le famose “Bocche di Sorio”, fosse irrigue aperte presso la località Sorio. Nel 1630 la peste semina morte e distruzione, degli 800 abitanti censiti solo 271 sopravvissero. Viene attribuita la cessazione della peste ad un intervento miracoloso per intercessione della Madonna e la popolazione lupatotina eresse in suo onore la chiesa della Madonnina, costruita in stile rinascimentale. Solo nella seconda metà del 1800 si assiste alla rinascita del paese con numerose iniziative pubbliche, quali costruzioni di strade, traghetto sull’Adige, illuminazione pubblica, nuove scuole e l’istituzione di un mercato. Alla fine del XIX secolo sorgono le prime industrie: “La fabbrica Vetri”, la Manifattura “Festi e Rasini”. Agli inizi del secolo scorso San Giovanni Lupatoto ebbe un forte sviluppo industriale con l’insediamento di importanti fabbriche

ARTE

La chiesa parrocchiale di San Giovanni Lupatoto intitolata a San Giovanni Battista in NativitateLa chiesa parrocchiale di San Giovanni Lupatoto intitolata a San Giovanni Battista in NativitateSono numerosi i luoghi da visitare e degni di un certo interesse nel territorio di San Giovanni come la frazione dove è stato rinvenuto il più antico insediamento comunale: resti di una necropoli romana. A Sorio, invece, nei pressi della corte Sorio si trova una chiesetta dedicata alla Vergine Assunta ma ora conosciuta come oratorio di San Pietro Martire e San Giorgio, all’interno della quale si trovano dipinti e affreschi del XVII secolo. Un altro luogo da visitare è la Chiesa della Madonnina eretta nel 1630 dalla popolazione come voto alla Madonna per intercessione per la Peste. Un altro luogo di culto degno di interesse è la Chiesa di San Giovanni Battista costruita nel 1772 a croce latina con cupola e campanile. L’interno di impronta rinascimentale è dotato di decorazioni ed affreschi eseguiti negli anni ’50. Prezioso è l’organo realizzato nel 1910.

Tra gli edifici da segnalare vi sono poi il Palazzo Campagnola sede municipale dal 1932. All’interno, nella Sala del Consiglio: soffitto con affreschi decorativi; busto in marmo di Federico Garofoli (1789-1861). Nella sala della giunta municipale: carta topografica di Giovanni Nachius del 1625. Nell’ufficio del sindaco: gonfalone comunale costituito da un drappo azzurro con iscrizione e ornamenti in argento e con lo stemma raffigurante un lupo rampante; dipinto di Madonna con Bambino e San Giovanni Battista, opera del cittadino Alessandro Galbier; Villa Palazzoli, un edificio settecentesco, ricostruito dopo il 1820 ad opera di L. Castellani. La facciata si presenta austera, classicheggiante. Ai lati del grande portale d’ingresso due cariatidi sorreggono il balcone; Villa Wallner, interessante corte risalente al 1400 con annesso un bosco, raro esempio di paesaggio di San Giovanni Lupatoto di qualche secolo fa.

ECONOMIA

Negli ultimi decenni del XX secolo si registra la nascita di industrie dolciarie, alimentari, tessili, cartario, calzaturiero, elettronico, chimico e metalmeccanico ridimensionando notevolmente il ruolo della tradizionale produzione agricola di frumento, mais, fragole, mele e pesche.