Sanguinetto

Il maestoso lato sinistro del Castello di SanguinettoIl maestoso lato sinistro del Castello di SanguinettoGEOGRAFIA

Il comune di Sanguinetto occupa una superficie di 13,51 km² e ha un’altitudine media di 19 metri sul livello del mare. Dista circa 40 chilometri da Verona e si trova in direzione sud-est rispetto il capoluogo di provincia ed ha un territorio totalmente pianeggiante tipico della Pianura Padana. Sanguinetto confina con i comuni di Casaleone, Cerea, Concamarise, Gazzo Veronese, Nogara e Salizzole.

ETIMOLOGIA

Molto incerta è l’origine del suo nome. Forse deriva dalle sanguinose battaglie per la conquista del territorio che si sono succedute nei secoli oppure, come sostiene qualcuno, deriva dalla varietà di una pianta Cornus Sanguinea, detta volgarmente Sanguinello che è appunto un arbusto caducifoglio che produce bacche rosse. Unica cosa certa è comunque l’antichità di questo nome, il toponimo infatti è documentato già nel 930 come testimoniato da studiosi e ricercatori.

STORIA

Probabili insediamenti romani sorti in zona, fanno pensare che il nome di Sanguinetto derivi dalla lingua latina sanguinis con riferimento alle numerose battaglie combattutesi in queste terre. Un altro filone interpretativo asserisce che il nome del paese sia legato al vocabolo sanguina, pianta dalle bacche rosse anticamente molto diffusa nella Bassa Veronese. Il paese, nonostante fosse fortificato e munito di un castello, venne devastato dai mantovani nel 1232, in un periodo in cui la pianura padana era sconvolta da guerre tra città e città ed era attraversata dal movimento cristiano dell’Alleluia
In seguito il maniero cadde sotto l’amministrazione scaligera e assegnato in feudo al capitano di ventura Jacopo dal Verme. Nel 1377 è da quest’ultimo ceduta al capitano di ventura Gentile della Leonessa, che la suddivide tra le tre figlie, spose rispettivamente di un nobile Lion di Padova, di un Venier di Venezia e di un Martinengo di Brescia, legittimi proprietari del territorio fino al ‘700.
Nel 1751, per testimoniare in un processo, sosta a Sanguinetto Carlo Goldoni. Contro gli austriaci combatte nella zona alla fine di quel secolo, rischiando la vita, Napoleone Bonaparte, in visita al paese anche alla vigilia della sua incoronazione.
Il 15 settembre 1810 pernottarono all’albergo della “Posta” i poeti Ippolito Pindemonte, Alessandro Verri e Perticari. Da ricordare le sanguinose battaglie risorgimentale fra austriaci, francesi, esercito piemontese e spagnolo. Anche Garibaldi nel 1859 fu ospite a palazzo Betti così come Francesco Giuseppe nel 1848. A Sanguinetto si assegna il premio nazionale Gaetano Zinetti dedicato ai giovani musicisti che si affacciano alla ribalta nel mondo della musica e il premio nazionale di letteratura per ragazzi Premio Castello.
 

ARTE

Lunetta affrescata presente nel chiostro di Santa Maria delle GrazieLunetta affrescata presente nel chiostro di Santa Maria delle GrazieDa vedere è l’imponente castello scaligero situato nel cuore del paese. La sua mole richiama le memorie di avvenimenti storici, che hanno visto l’elegante maniero, assoluto protagonista dal Medioevo fino ai nostri giorni. Eretto per volere degli Scaligeri, fu donato al luogotenente Dal Verme, che lo passò al figlio Alvise e poi via via agli eredi e poi, di mano in mano, fino a noi. Attualmente parte del complesso è sede municipale se si esclude la torre Sud-Ovest di proprietà privata. Poco lontano dal castello troviamo il Convento di Santa Maria delle Grazie del XVII secolo, soppresso nel 1769 in seguito ad una legge del Senato Veneto che cercava di ridurre il potere degli Ordini Ecclesiastici sul territorio. Il Convento è stato completamente restaurato negli anni 2007-2008 con l'allestimento di sale museali e civiche. All’ingresso del paese invece, si trova la Chiesa della Rotonda risalente al XVIII secolo. Fu edificata nel 1747 su disegno dell'architetto Alessandro Pompei e venne intitolata alla Beata Vergine, ma è conosciuta come “Chiesa della Rotonda”o “Oratorio delle Tre Vie” Un altro luogo da visitare è la chiesa parrocchiale di San Giorgio Martire eretta sui resti di una precedente cappella, fu terminata nel 1835 su progetto del veronese Giovanni Canella. Fu benedetta nel 1826 e consacrata il 3 maggio 1835. Il pittore Gaetano Miolato tra il 1925-29 ha affrescato l'interno con 14 quadri della Via Crucis, “L'ultima cena” e “La moltiplicazione dei pani” ai lati dell'altare maggiore oltre al martirio di San Giorgio (patrono del paese) nel catino absidale. La “Risurrezione del Cristo” è opera del pittore Agostino Pegrassi come pure i disegni delle vetrate delle finestre.
Belli ed eleganti anche i palazzi presenti lungo il corso principale come; Palazzo Lombardi, Palazzo Betti e Palazzo Taidelli entrambi del XVIII secolo e Palazzo La Rangona del XVI secolo.
 

ECONOMIA

Netta la prevalenza della produzione artigianale e industriale su quella agricola e dell’allevamento. Il comparto del mobile in stile, basato sulla rete di aziende a conduzione familiare, garantisce forte competitività sui mercati esteri e di riflesso provoca l’apertura di botteghe altamente specializzate nel settore del restauro. Attivo anche il ramo delle confezioni e della trasformazione dei prodotti agricoli. Tipici di Sanguinetto sono “I Rofioi” un dolce sopraffino per assaggiare e gustare i quali è stata addirittura organizzata una festa.