Sorgà


Le scuole elementari di SorgàLe scuole elementari di Sorgà
GEOGRAFIA

Sorgà dista 28 chilometri da Verona. Rispetto al capoluogo è in posizione sud ovest. Confina con la provincia di Mantova, ed è attraversato dal fiume Tione. Occupa una superficie di 31,54 km² e ha un’altitudine media di 25 metri sul livello del mare. Ha come frazioni Bonferraro, Pontepossero, località Pampuro, Torre Masino. Confina con i comuni di Trevenzuolo, Erbè, Nogara, Gazzo Veronese, Villimpenta (Mn), Castel d’Ario (Mn), Bigarello (Mn) e Castelberlforte (Mn).

ETIMOLOGIA

Poco o nulla si sa sull’origine del suo nome, l’unica cosa certa è che il nome è attribuito a questa località fin da tempi remoti e quindi non si sa se possa o meno essere avvicinato il toponimo alla produzione di sorgo, oppure, alla presenza di un qualche edificio che sorgesse in tale area. L’unica cosa certa è l’esistenza di numerosi corsi d’acqua e di produzioni agricole che riconducono al nome del paese.

STORIA

Terra di risaie al confine tra Veneto e Lombardia, questo territorio fu conteso per secoli fra veronesi e mantovani diventando testimone di guerre e scorribande sanguinose. La preistoria del comune non fu diversa da quella di altri paesi sorti lungo le sponde del fiume Tione con ritrovamenti occasionali risalenti all’Età del Bronzo sia a Sorgà sia nella frazione di Bonferraro. Sempre nei pressi di un antico mulino che fu dei conti Cipolla, fu portato alla luce notevole materiale che attesta la presenza di un abitato Paleoveneto databile fra il VII – VI secolo a.C.. Il territorio di Sorgà era anticamente denominato Suregada, Soregade, Sorgada e lo si trova scritto nei manoscritti dell’Alto Medioevo dove viene considerato una Corte a testimonianza della sua origine rurale. Allora comprendeva il vicariato di Sorgà, posto sotto la giurisdizione del monastero di Santa Maria in Organo di Verona; il vicariato di Pontepossero, il vicariato di Bonferraro soggetto a quello di Nogara, il vicariato di Marotica posto sotto la giurisdizione del monastero di San Zeno di Verona e il vicariato di Pampuro soggetto a quello di Bigarello che si trova in territorio mantovano. Sotto la dominazione veneziana gran parte del territorio entrò a far parte dei possedimenti della famiglia Murari della Corte e della famiglia Grimani. Comune rimasto, in parte, legato all’agricoltura, conserva ancora oggi tradizioni culinarie risalenti al passato che sono il segno della festa di una comunità ormai disancorata dal contesto che ha prodotto queste tradizioni.

ARTE

Il Palazzone detto “Palazon del Diaolo”Il Palazzone detto “Palazon del Diaolo”Nel territorio comunale sono da vedere la chiesa parrocchiale di Sorgà, di Pampuro, di Pontepossero, la casa natale del pilota automobilistico Antonio Ascari, Corte Bragantin, Corte Gelmi, Corte Toajar, Villa Grimani ed il parco, Villa Bogna, Corte Murari Brà, Corte Pindemonte, Palazzo Bodoni, il Palazzone, il Museo della Civiltà Contadina e dei Lavori Artigianali e il mulino sul fiume Tione. Degne di essere visitate pure la parrocchiale dedicata alla Natività di Maria, del XVI secolo, la chiesa di Pontepossero con fonte battesimale quattrocentesco e la chiesa di Bonferraro, con elementi del quattrocento. In merito alle ville, Villa Grimani, un edificio padronale del ‘700 edificato nella frazione di Pontepossero abitata dai Nuvolari, famiglia del famoso corridore automobilistico, ancor oggi conserva un è bel parco. Anticamente era centro di un latifondo per la produzione del riso e possedeva un mulino per la brillatura e una ruota per la macina del granoturco. Il Palazzon del Diavolo, un palazzo del ‘500 intorno a cui si sbizzarrisce la fantasia popolare da molto tempo. Una leggenda narra infatti che l’edificio era anticamente luogo di orge e festini. Una notte qui si incontrarono, narra sempre la leggenda, le forze del Bene (una processione religiosa) e quelle del Male (il gruppo di festaioli).

ECONOMIA

E’ l’agricoltura il perno dell’economia locale, che mantiene viva, oggi a livelli tecnologici avanzati, la tradizione delle risaie (produzione del violone nano) e degli allevamenti (bovino, suino, avicolo, ittico). Intorno ad essa ruota l’industria, impegnata nella trasformazione dei prodotti agricoli e dell’allevamento.