Nogara

Il fiume Tartaro in località Mulino de SoraIl fiume Tartaro in località Mulino de SoraGEOGRAFIA

Nogara si trova a Sud di Verona e vi dista 33 chilometri mentre è a 23 chilometri da Mantova. Il territorio comunale è pianeggiante ed è attraversato dai fiumi Tartaro e Tione. Ha una superficie di 38 kmq ed un’altitudine di metri 18 s.l.m. Le frazioni sono: Barabò, Brancon, Calcinaro, Campalano, Montalto, Motta e Caselle, mentre confina con i comuni di Sanguinetto, Gazzo Veronese, Erbè, Sorgà,Isola della Scala e Salizzole.

ETIMOLOGIA

Anticamente era “Nux-Nugaria” il cui toponimo deriva dalla fitta presenza di alberi di noci, che coprivano il territorio, pertanto, il nome ha origine dalla parola latina nogaria, che in italiano corrisponde alla pianta del noce, mentre nell’idioma veneto risulta nosara.

STORIA

Insediamenti dell’Età del Bronzo sono stati individuati in località Montalto e il località Palù, all’interno del paleoalveo del fiume Tartaro. Altri insediamenti abitativi risalgono alla Cultura Terramaricola (1650-1100 a. C.) con villaggi costruiti su palafitte dove si praticava l’agricoltura, l’allevamento, la pesca e la lavorazione della ceramica. In epoca preromana la zona  fu abitata da popolazioni venete-euganee con influenze etrusche che ebbero per centro della loro civiltà Este.  Durante la dominazione romana la strada consolare Claudia Augusta, che congiungeva la pianura padana con le terre tedesche, attraversava Nogara facendo diventare questo paese un’importante centro economico. La rilevanza strategica fu la causa dei numerosi scontri armati che nei secoli si succedettero, tanto che, nel X secolo re Berengario fece costruire un castello a difesa dalle continue scorribande degli Ungari. Nel Medioevo Nogara fu caposaldo dei Canossa e perciò fu messa sotto assedio dalle truppe di Enrico IV. Gli abitanti, con l’aiuto dei monaci benedettini, difesero strenuamente il castello uscendone vittoriosi. Le continue lotte contro i mantovani, i bolognesi, i modenesi e i saccheggi che il paese subì prima dell’arrivo della signoria Scaligera, portò all’estremo gli abitanti. Nel 1509, durante la guerra di Cambrai,  per mano degli spagnoli e dei Borgognoni il castello fu raso al suolo e non venne più ricostruito. Tornata la pace, per diversi secoli la nobiltà terriera si occupò della coltivazione risicola e della bachicoltura anche se nel 1630 a causa della distruttiva calata dei Lanzichenecchi, ci fu una pestilenza che sterminò metà della popolazione provocando per un certo periodo grosse difficoltà economiche. Con l’arrivo dei francesi Nogara entrò a far parte del governo centrale legnaghese e dopo il 1815, quando l’Austria divise la provincia di Verona in 13 distretti, Nogara venne ricompresa in quello di Sanguinetto. Durante le tre guerre d’indipendenza, Nogara, seppur fuori dagli avvenimenti militari e politici, diede alla causa un prezioso contributo in uomini. Agli inizi del XX secolo, in paese si stabilirono alcuni opifici che cambiarono, in parte, l’aspetto del paese. Nei primi anni successivi al Secondo conflitto mondiale ci fu un forte smembramento dei grandi  latifondi e la chiusura di alcune importanti fabbriche. Questa situazione provocò un notevole flusso migratorio che si concluse solo verso la metà degli anni 60 del secolo scorso, quando riprese l’industrializzazione del paese.

ARTE

Il grande salone di Villa ValmaranaIl grande salone di Villa ValmaranaIl paesaggio agricolo è punteggiato da corti, ville, chiese e antichi manufatti che fanno di Nogara una cittadina ricca di storia, tradizione e arte. A Calcinaro si può ammirare villa Valmarana e villa Perez, mentre in località Campalano troviamo Palazzo Cavalli e la chiesa intitolata a San Gregorio Magno consacrata nel 1533. La chiesa di Caselle costruita nel 1860 in stile neoclassico ed è intitolata a San Pietro. Nel centro di Nogara oltre alla Parrocchiale di recente costruzione troviamo: villa Marogna signorile dimora cinquecentesca edificata con i resti dell’antico castello; villa Betti sorta sui resti di un convento benedettino;; Palazzo Maggi del 1500 ora sede della biblioteca; l’oratorio di San Giuseppe trasformato in auditorium; il teatro comunale di recente restaurato; il palazzo del Municipio; l’oratorio della Santissima Trinità in località Brancon; Corte Serraglio, villa rurale settecentesca; Torre Perlara antecedente al 1500 in località Montalto e in via Mulino di Sopra, l’ultimo mulino e pila da riso ad acqua, ancora presente lungo le rive del fiume Tartaro. Un tesoro a cielo aperto è senz’altro la Necropoli dell’Olmo situata sulla sponda destra del fiume Tartaro. Essa risale alla fine del Neolitico ma conteneva sepolture a inumazione dell’Età del Bronzo medio, per fu usata fino ai primi secoli del medioevo. Di quel periodo sono rimasti alcuni perimetri di abitazione, delle strutture in legno e resti organici che costituiscono una rara testimonianza dell’ambiente e della vita presente nell’Italia settentrionale oltre 1400 anni fa.  

ECONOMIA

Nogara è uno dei centri più produttivi della provincia veronese, caratterizzato da un’imprenditoria industriale, artigianale e agricola vivace, la quale è agevolata dalla viabilità su gomma e su rotaia.