Oppeano

Corte FinilettoCorte FinilettoGEOGRAFIA

Oppeano si trova a Sud-Est di Verona e vi dista 25 Km. Il comune si estende su  una superficie di 46,82 Kmq e ha un’altitudine di 26 m s.l.m. Oltre al capoluogo ci sono le frazioni di: Ca' degli Oppi, Vallese, Mazzantica e Villafontana condivisa con Bovolone e Isola della Scala. Il comune è lambito dai fiumi Bussè, Piganzo e Menago che sono affluenti del fiume Tartaro. I comuni confinanti sono San Giovanni Lupatoto, Zevio, Palù, Ronco all’Adige, Isola Rizza, Bovolone, Isola della Scala, Buttapietra.

ETIMOLOGIA

Le primi citazioni scritte riguardanti Oppeano risalgono alla fine del IX – X secolo anche se il toponimo non compare ancora in maniera univoca: “Opdanum”, “Oppidanum  e “Castropedanum” rimandando all’idea di borgo fortificato. Il nome della frazione di Cadeglioppi deriva da  “Domus Oppiorum”, “casa dell’acero oppio”, un albero della famiglia degli aceri, Infatti, la zona era caratterizzata da una vegetazione abbondante di aceri campestri o oppi, querce, noccioli ed olmi.

STORIA

La presenza del bosco vicino al fiume ha favorito l’insediamento dei primi uomini e numerose sono le tracce di palafitte dell’Età del Bronzo disseminate nella zona interamente coperta da paludi. Resti di una necropoli del 1300 a.C. registrano la presenza del primo nucleo abitato. Molto più importanti e più ricchi sono i segni lasciati dalla civiltà Atestina. Gli oggetti trovati nelle necropoli attorno a Oppeano sono oggi conservati in vari musei: Este, Verona, Oppeano e Legnago oltre che a Roma e Firenze dove si trova il famoso “elmo di bronzo” del secondo periodo della civiltà atestina. Nel 589, la rotta della Cucca determina lo straripamento dell’Adige che si incanala nell’attuale alveo obbligando gli abitanti a trasferirsi sulla fascia di terra prosciugata, e così nell’alto medioevo nasce il “Castrum Euppedanum”, un campo trincerato che in età feudale e comunale verrà rinforzato e completato con un modesto castello. Di questo ne rimane solamente una torre mutilata e quasi irriconoscibile. Dopo aver sconfitto Federico Barbarossa, Verona diventa libero comune e include nel proprio distretto Oppeano e Mazzagatta, l’attuale Mazzantica. Nel 1100 si decide di bonificare la palude che da Vallese giungeva fino a Ronco all’Adige. Nel 1230, su queste terre, avviene la sconfitta dei Mantovani ad opera di Ezzelino da Romano. Successivamente Oppeano viene sottomesso prima al podestà di Verona e poi dalla signoria scaligera. Dopo la caduta di quest’ultima e alcuni avvicendamenti di altre signorie dal 1405 al 1796 resta sotto il dominio della Serenissima Repubblica di Venezia. In questa epoca sono bonificati e disboscati terreni ancora incolti e paludosi da destinare alla coltivazione del riso e del gelso. Si sviluppano importanti corti rurali e si edificano sfarzose dimore che ancora oggi costellano il paesaggio locale. Nel XVII e XVIII secolo oltre alla povertà, alle pestilenze, il brigantaggio, lasciano il loro segno le guerre.  Dopo la caduta della Serenissima, nella Campagna d’Italia le truppe napoleoniche si accampano a Vallese e Cadeglioppi. Dopo il congresso di Vienna, il Veneto passa sotto l’amministrazione austriaca e Oppeano va incontro e gravi sacrifici per aver partecipato a più sommosse. Terminato il dominio asburgico si passa sotto l’egida del Regno d’Italia, e in quegli anni si verificano grossi problemi politici, sociali, sanitari ed economici spingendo la popolazione oppeanese ad emigrare. Durante la Prima Guerra Mondiale è presente, a Cadeglioppi, un’aviosuperficie sede dell’XI Gruppo del Corpo Aeronautico del Regio Esercito.

ARTE

Il cinquecentesco Palazzo TurcoIl cinquecentesco Palazzo TurcoLa pieve di Mazzantica conserva la struttura muraria del 1000 e al suo interno costudisce tele del 1600. A Bagnolo, la chiesa romanica di Sant’Antonio Abate consacrata alla fine del 1300 e ampiamente affrescata, conserva un prezioso crocefisso ligneo. Nella parrocchiale di Santa Maria Addolorata, sorta nell’800 e interamente ricostruita nel 1841, pregevoli sono l’altare del 1631 e una pala di Felice Brusasorci, pittore attivo nella seconda metà del ‘500, oltre a interessanti pale di Pasquale Ottimo dell’inizio del ‘600, una “Vergine del Rosario” di autore ignoto e un “Battesimo di Cristo” con lo stemma dei Fracastoro, la famiglia cui appartiene l’omonimo palazzo. Numerose e un tempo sfarzose le ville dei nobili veneziani sparse nel territorio come:  villa Altichieri del 1800 con all’interno decorazioni liberty , villa e corte Montara del 1700 e con facciata decorata, villa Guarnieri a Vallese del 1700 restaurata di recente e villa Guasteverza Benciolini del 1700 in località Villafontana. Non possono mancare di menzione corti come:  Corte domenicale Fracastoro, Corte Baughi Peccana in località Finiletto recentemente restaurata, Corte Bongiovanni Mocenigo residenza padronale di sobrie forme del tardo ‘700 con adiacente la pila da riso del 1739, Corte Turco del ‘700 con la cappella barocca , Corte Giona Carli a Trambellarè, Corte Farfusola a Cadelferro, Corte Nichesola a Cadeglioppi e infine Corte Rossa o Canossa. Presso il Municipio  ha sede il Museo della Civiltà paleoveneta.

ECONOMIA

La ricchezza d’acqua favorisce l’agricoltura che punta su culture specializzate come: cereali, tabacco, foraggio, ma soprattutto mele, pere, pesche e radicchio rosso. E’  molto sviluppato l’allevamento dei bovino, suinicolo e avicolo. L’industria, l’artigianato e il commercio hanno avuto negli ultimi quaranta anni un forte e significativo incremento.