Roverchiara

Il ponte sul fiume BussèIl ponte sul fiume BussèGEOGRAFIA

Il comune di Roverchiara ha un’ampiezza di circa 20 km² ed un’altitudine di 20 mt s.l.m. e si trova a 34 km da Verona. Il paese si trova sulla sponda destra del fiume Adige, il quale delimita il confine orientale del territorio comunale, ed è attraversato dal fiume Bussè; altro importante corso d’acqua della Bassa Veronese. Oltre alla frazione di Roverchiaretta sono presenti sul territorio varie località. I comuni confinanti sono Isola Rizza, Albaredo d’Adige, Bonavigo, Aangiari, San Pietro di Morubio e Ronco all’Adige

ETIMOLOGIA

Il paese era anticamente chiamato “Fonzane”, derivante dal nome di una famiglia della zona. Esistono due ipotesi riguardo al toponimo di Roverchiara. La prima fa derivare il nome del comune dalla parola latina “rubiclus”, diminutivo di “rubus”, in italiano rovo, distesa di rovi, rovereto. La parola si sarebbe trasformata nel tempo in “Rublicus, Rovéclo, Rovechio, Rovecio, Roecio, Roeciara, Roverciara” e infine, in Roverchiara. La seconda fa derivare l’origine del nome da “Ripaclara”, ovvero associa il toponimo alla presenza sul fiume Adige di un porto con faro, che rendeva chiara la riva.

STORIA

Il ritrovamento di alcune monete fa supporre che questa zona fosse già abitata durante il periodo romano. Nei documenti ufficiali Roverchiara è citata a partire dal 700. Le prime notizie scritte risalgono all’813, anno di riferimento di un documento che racconta di una comunità cristiana chiamata la Schola Cantorum a cui il vescovo Rotaldo di Verona assegna delle rendite e dei possedimenti. La comunità religiosa contava un gran numero di religiosi al proprio servizio: 36 preti e altri prelati con ruoli minori. Il rapporto religioso ed economico tra vescovo e questa comunità si interruppe nel 1206 quando il comune di Verona si impossessò dei beni vescovili mettendo al confino, nel paese di Monteforte, il vescovo Adelardo II.
Nel 1234 Ezzelino da Romano, per superare con le sue truppe il fiume Adige e conquistare il comune di Albaredo, fa costruire un ponte di legno anticipando le gesta dei corpi dei genieri. Fra la fine del ’200 e il ‘300 queste terre sono soggette alla dominazione scaligera, successivamente passano sotto quella viscontea ed infine, per vari secoli, sono assoggettate a Venezia che sviluppa la navigazione fluviale e vi costruisce un porto. La liberazione dalla dominazione austriaca e l’annessione al Regno d’Italia avviene nel 1866, dopo la Terza guerra d’indipendenza ma ci vuole diverso tempo perché il paese riprenda un ruolo importante nell’economia della zona.
 

ARTE

L’altare con l’ottocentesca pala intitolata al “Transito di San GiuseppeL’altare con l’ottocentesca pala intitolata al “Transito di San GiuseppeLa Chiesa parrocchiale di San Zeno conserva un “Cristo crocifisso con i Santi Sebastiano e Rocco”, dipinto nella seconda metà del ‘500 da Paolo Farinati, e una “Madonna con i Santi Sebastiano e Rocco”, opera di Francesco Montemezzano. Da visitare, la parrocchiale di Roverchiaretta, il tempietto della “Madonna delle Grazie” del ‘600 dove all’interno ci sono importanti decorazioni. Sul territorio sono, inoltre, presenti corti e ville costruite tra il’500 e il ‘700: villa Guarienti-Brenzoni (1530), villa Pindemonti-Fiumi (1745) dove all’interno si possono ammirare gli interessanti soffitti lignei e visitare il museo dedicato al poeta Lionello Fiumi, attualmente, la villa è sede municipale. Villa Guerra del secolo XVII, villa e Corte Sagramoso Quartasola ora agriturismo, palazzo Brenzon in località Bogon, Corte Sabbionara in località Cappafredda, Corte domenicale Marogna in località Casalino e Corte Torre Gazzola.

ECONOMIA

Il settore economico trainante è l’agricoltura, infatti sono presenti numerose azienda agricole moderne e tecnologicamente avanzate. Vengono coltivati per la maggiore mais, frumento, barbabietole, tabacco, ortaggi e  frutta come mele, pere e kiwi. Sono inoltre presenti importanti allevamenti di bovini e suini oltre all’avicoltura e alla pescicoltura. Con la presenza della strada statale “Transpolesana” si è sviluppato anche il settore artigianale, commerciale e industriale.