Villa Bartolomea

Veduta dall’argine del fiume AdigeVeduta dall’argine del fiume AdigeGEOGRAFIA

Il territorio del comune di Villa Bartolomea occupa una superficie di 53,23 km² e ha un’altitudine media di 14 metri sul livello del mare. Dista circa 45 chilometri dalla città di Verona e si estende lungo l’asse Nord – Sud tra il fiume Adige e il fiume Tartaro con gran parte della campagna inserita nelle Grandi Valli Veronesi. Ha tre frazioni: Spinimbecco, Carpi di Villa Bartolomea e San Zeno in Valle e confina con i Comuni di Legnago, Castagnaro, Terrazzo (in provincia di Verona), Castelnovo Bariano e Giacciano con Baruchella (in provincia di Rovigo).

ETIMOLOGIA

Villa, ampliamento del termine latino vicus “organizzazione di famiglie associate”. Nella Legge Salica il termine indica piccolo borgo, villaggio. Perciò quando il nome apparve in una scrittura del IX secolo si può dedurre che il borgo fosse già presente e che probabilmente era dedicato a San Bartolomeo.

STORIA

Risalgono all’Età del Bronzo i primi insediamenti umani, infatti nel 1968 venne casualmente alla luce una vasta necropoli con all’interno centinaia di tombe allineate e suddivise in più livelli. Il rito funebre con cui venivano sepolti i defunti rileva una tecnica mista e cioè ad inumazione e a cremazione.
In località Fabbrica dei Soci è emerso un interessante villaggio arginato, mentre da pochi anni è stato individuato e studiato, in località Lovara, un villaggio paleoveneto.
Resti di fortificazioni, di centri agricoli, pavimenti musivi, quantità industriali di laterizi e le tracce ben visibili della strada consolare Aemilia – Altinate, testimoniano una forte e duratura presenza romana.
Nel 589 si registra una delle più rovinose inondazioni del fiume Adige che modificò l’andamento del corso d’acqua trasformando la campagna in una distesa paludosa. Il nome del paese è citato per la prima volta sul finire dell’ 800, in un atto di donazione siglato da re Berengario in favore del monastero della Vangadizza di Badia Polesine. Intorno al Mille si strapparono alla palude le terre alte, dove sorsero alcuni villaggi con l’aiuto dei monaci benedettini. Nel 1405 la Serenissima donò gran parte di queste terre al capitano di ventura Luigi Dal Verme che passeranno poi alla famiglia Barbarico e a Ottobono Terzi. Per eredità matrimoniale il feudo di Villa Bartolomea finisce nelle mani dei Sanbonifacio che per secoli determinarono e condizionarono il destino di queste terre. La costante e tenace determinazione a bonificare la palude, conclusasi con l’impiego delle idrovore sul finire del 1928, limitarono il fenomeno dell’emigrazione sorto dopo l’annessione del Veneto all’Italia nel 1866. Agli inizi del secolo scorso apparve un’altra forma di emigrazione, quella degli stagionali che durò fino alla metà degli anni Sessanta.
 

ARTE

Il restaurato Teatro Sociale di Villa BartolomeaIl restaurato Teatro Sociale di Villa BartolomeaPartendo dal primo nucleo storico, localizzato in prossimità dell’Adige, è possibile vedere l’antica Palazzina in stile gotico-veneziano del XV secolo, prima dimora dei conti Sambonifacio arricchita da una torre quadrangolare. Di fronte alla Palazzina, sorge Villa Sambonifacio, costruzione imponente e prestigiosa realizzata nei primi del Novecento, circondata da un grande parco nel quale è collocata la Colonna della Giustizia, testimonianza del potere esercitato per secoli dalla famiglia. A pochi passi si trova la parrocchiale dedicata a San Bartolomeo costruita tra il 1841 e il 1855 su progetto dell’architetto Cerini e in stile rinascimentale, attaccati alla chiesa sono presenti l’abside quadrata e il campanile della chiesa romanica del XII-XIII secolo. Adiacente alla chiesa si trova il Centro Parrocchiale ristrutturato nei primi anni Novanta del secolo scorso
Lungo il Corso principale del paese intitolato ad A. Fraccaroli provenendo dall’argine si incontra l’Ex Scuola di Musica, in stile neoclassico, fatta costruire alla fine dell’Ottocento dal conte Milone di Sambonifacio come sede della Banda Musicale. Più avanti, il Teatro Sociale realizzato nel 1913 e decorato in stile liberty da un prigioniero di guerra boemo, Joseph Pikora di Manchersten. Proseguendo si trova anche l’Edificio Scolastico costruito negli anni 1913-14 con davanti gli spaziosi giardini con il Monumento ai Caduti e quello ai Granatieri; il Municipio realizzato nel 1878-79 e infine Villa Ghedini, caratteristica dimora padronale di fine Settecento, con annesse dipendenze e Oratorio dedicato a Sant’Anna.Nella frazione di Spinimbecco di particolare interesse è la chiesa parrocchiale dedicata a Santa Maria Assunta con di fronte il campanile. Di particolare rilievo storico inoltre è La Pila, importante opificio sorto nel 1733 sullo scolo Cagliara, al centro di un complesso di costruzioni utilizzate in parte come abitazioni e in parte come magazzini per la raccolta e la lavorazione del riso. Nella frazione di Carpi è possibile visitare la parrocchiale dedicata a Santa Margherita con a fianco il superbo campanile e una particolare meridiana.
 

ECONOMIA

Interamente basata nel passato sulla produzione di barbabietole, frumento, mais, soia, tabacco, patate, fagioli, fagiolini, ortaggi, pere e mele. Dagli anni ’70-’80 l’economia di Villa Bartolomea trova nuove opportunità con la nascita della piccola e media impresa, soprattutto alimentare e tessile, e con lo sviluppo della zona industriale, dove sorgono aziende specializzate nel settore della carpenteria, degli impianti di riscaldamento e refrigerazione, dell’elettronica e della produzione di macchine utensili per la lavorazione del legno.