Curiosità e personaggi illustri

 GLI AFFRESCHI DI PALAZZO MONETA

Affresco posto all'interno di Palazzo MonetaAffresco posto all'interno di Palazzo MonetaLa descrizione architettonica e pittorica di Palazzo Moneta ci narra di un edificio con un aspetto esteriore che richiama più un palazzo di città che una villa di campagna. E’ infatti una struttura cubica compatta, costituito di tre piani di cui quello terreno lavorato a bugnato che evidenzia in modo particolare i portali d’accesso delle facciate simmetriche a nord e a sud. Sui portali d’accesso sono ancora visibili i mascheroni sulla chiave di volta degli ingressi, e particolare interessante, è la presenza di due logge davanti e dietro il salone centrale, a cui si accede attraverso i portali suddetti.
All’interno vi è un ricco apparato decorativo dell’epoca della costruzione della villa, costituito da affreschi e stucchi di artisti famosi quali Paolo Farinati , il Falconetto e Bartolomeo Ridolfi. Al piano terra nei vestiboli sono visibili decorazioni a motivi vegetali; in un oculo al centro della stanza era visibile il “Ratto d’Europa” ormai irrimediabilmente compromesso dalle infiltrazioni d’acqua piovana. Nel salone centrale a doppia altezza, al centro della volta è visibile una formosa figura femminile, forse Jo amata da Giove, ai lati della cornice della figura pendono immagini di altre divinità: Diana, Venere, Giunone, e forse Amore con Psiche. Lungo le pareti laterali, racchiusi in lunette, sono visibili numerosi angioletti che suonano strumenti musicali seduti sulla finta balaustra che circonda il salone. Nelle pareti principali sono raffigurate due grandi scene di battaglia e trionfo, opera del Farinati, la cui firma è venuta alla luce con il
restauro del 1800, ed anche il motivo della chiocciola, sigla del pittore. Dal salone centrale, attraverso un corridoio con copertura a volta affrescato con una pergola di vite ed un altro con decorazioni a grottesche, si accede alla stanza “delle quattro stagioni”. In questo locale sono notevoli le decorazioni a stucco attribuite a Bartolomeo Ridolfi. L’artista veronese rappresenta nei quattro medaglioni le stagioni e nei riquadri rappresentazioni a grottesca, che mostrano una vigorosa cultura popolare, con scene di vita reale, inusuali per questo tipo di decorazione.
Nell’ovale al centro del soffitto si vede Apollo e le muse tra le nuvole, ed attorno in cornici triangolari sono raffigurate altre divinità dell’Olimpo: Diana, Marte, Mercurio, Giove, Saturno, Giunone ed ancora Apollo che guida il carro del sole. Al piano primo è celebre la stanza degli “amori illeciti” per il tema delle raffigurazioni: Venere e Marte davanti all'alcova mentre Apollo avverte Vulcano, la leggenda di Priamo e Tisbe, altri due amanti che amoreggiano tra le acque di un laghetto. Il soffitto è a cassettoni in legno con rosoni dorati ed in fregio corre un motivo con figure femminili che una ad una fronteggiano rispettivamente un cagnolino. Sul camino è rappresentato lo stemma dei conti Moneta con ai lati due putti che lo sostengono.

 

LA LEGGENDA DI PRIAMO

DSC 0621 ridProprio dalla leggenda di Priamo e Tisbe raffigurata a Palazzo Moneta, alcuni autori sostengono sia nata l’ispirazione di Shakespeare per il suo “Romeo e Giulietta”: il tragico amore tra gli amanti babilonesi, riportata poi da Ovidio, e quindi da Matteo Bandello, venne probabilmente riletta dal bardo inglese che ne trasse l’idea per il dramma degli innamorati veronesi.
Nel Palazzo, un particolare architettonico originale è dato dalla “scala dei mussi” , scala elicoidale in mattoni disposti a coltello ed a spina di pesce con dei bordi in pietra. Attraverso essa salivano ai granai le bestie da soma con il carico da immagazzinare. Tale opera ingegneristica è conservata soltanto nelle ultime rampe a partire dal primo piano. Tutta la proprietà è stata sottoposta a restauro a metà del 1880 da Giovan Battista Cressotti, avvocato in Verona, e del medesimo è conservato nei granai del Palazzo un calco in gesso della statua che troneggia al cimitero Monumentale di Verona: era costui un celebre avvocato, tanto che viene rappresentato nell’atto dell’arringare. Il complesso del Palazzo è oggetto di un’opera di restauro iniziata nell’anno 2003 e tuttora in corso di esecuzione. 

 

PERSONAGGI ILLUSTRI:

Don Beniamino Bendinelli, parroco di Belfiore che nel 1929 acquistò mille piantine di melo negli Stati Uniti d'America.