Legnago

GEOGRAFIA

Legnago AereaLegnago: Veduta AereaLegnago occupa una superficie di 79,27 km² e ha un’altitudine media di 16 metri sul livello del mare. Dista 43 chilometri da Verona ed è la città di riferimento per la parte posta a meridione della provincia assieme alla vicina Cerea. Fino a pochi anni fa era, dopo il capoluogo, il secondo comune per abitanti nella provincia. È vicina anche a Mantova, Rovigo, Vicenza, Padova e Ferrara, in una posizione di interscambio strategico della Bassa Veronese. Legnago, inoltre, è l'ultima delle città del veronese, attraversate dal fiume Adige. Ha come frazioni Canove, Porto, San Pietro, San Vito, Terranegra, Torretta, Vangadizza e Vigo e confina con i comuni di Angiari, Bonavigo, Boschi Sant’.Anna, Cerea, Minerbe, Terrazzo e Villa Bartolomea nel veronese; con Bergantino e Castelnuovo Bariano, in provincia di Rovigo.

ETIMOLOGIA

Secondo la leggenda, il nome di Legnago deriverebbe da un mitico personaggio greco di nome Lematho giunto probabilmente dalla lontana Grecia traversando l’Adriatico e risalendo l’Adige. Quando si fermò nella nostra terra, trovando queste campagne assai fertili, l’aria salubre e il luogo ben disposto, decise di fermarsi con i suoi uomini chiamando la zona Lemniacum. Secondo gli storici, invece, il nome Legnago deriverebbe da "legna" o "ligna", fornita in gran quantità dai boschi fluviali e presente, come tronco d'albero, nell'antico stemma municipale già in uso nel Quattrocento. Altri sostengono poi che il nome della città debba essere ricercato nelle presunte origini romane e precisamente nel "Forum Allieni" citato da Tacito e nel "l'Anejanum" dell' Itinerarium Antonini del II secolo. L'ipotesi, formulata da Theodor Mommsen, trovò un convinto sostenitore in don Giuseppe Trecca secondo il quale il nobile romano Allieno Cecina, sostenitore dell'imperatore Vitellio, avrebbe ottenuto il privilegio di un mercato a lui intitolato, "Forum Allieni", da cui "Forum Allieniacum", poi "Allieniacum" e quindi Leuniac, Liniaco, Leniaci/cum, Lignago, Legnago.

STORIA

Tracce di un villaggio di palafitte trovato nel 1931 confermano la presenza dei primi insediamenti umani nella preistoria, mentre nel Museo Civico Fioroni sono conservate testimonianze della civiltà dei Veneti e degli Etruschi. Si vuole identificare il luogo dove sorge Legnago col Forum Allieni di cui parla lo storico latino Tacito. Per la difesa del ponte sull'Adige, vengono costruiti nel 932 sulla sponda destra il castello di Legnago e sulla sinistra quello di Porto. La roccaforte è conquistata dai Longobardi, dai Franchi e dagli imperatori tedeschi. Intorno al Mille, diventa proprietà del vescovo veronese che la cede nel 1207 al comune di Verona in cambio di Monteforte d'Alpone e Tregnago. La cittadina diventa possedimento di Ezzelino IV da Romano, degli Scaligeri fino al 1387, dei Visconti e dei Carraresi. Nel 1405 gli abitanti decidono l'annessione alla Repubblica di Venezia, che nel 1528 affida all'architetto civile e militare Michele Sanmicheli il compito di consolidare le fortificazioni, ridisegnandole a pianta stellare. La fortezza diventa una delle roccaforti del Veneto, attrezzato nodo fluviale per la presenza lungo le rive dell'Adige del porto, della lunga catena di mulini e del ponte mobile, progettato per il passaggio dei natanti, e centro culturale, con scuole, un'accademia letteraria e un teatro. Le fortificazioni vengono in gran parte smantellate nel 1801 per ordine di Napoleone. Insieme a Mantova, Peschiera e Verona Legnago rappresenta dal 1814 uno dei capisaldi del quadrilatero, dove gli Austriaci organizzano le loro truppe fino al 1866, quando viene proclamata l'annessione del Veneto al Regno d'Italia. Due anni dopo si registra una rovinosa inondazione dell'Adige, che si ripete nel 1882. L'abitato, semidistrutto dai bombardamenti nel corso della Seconda guerra mondiale, ricalca nel centro storico l'impostazione urbanistica data dal Sanmicheli.

ARTE

L’abside della pieve di San SalvaroL’abside della pieve di San SalvaroPresso il museo Archeologico della Fondazione Fioroni è da visitare la ricchissima raccolta di reperti archeologici, testimonianze, documenti e cimeli di varie epoche storiche. Il Torrione di piazza Libertà è l'unica testimonianza delle quattro torri della rocca del 900. La chiesa di San Salvaro edificata nel 1100 in località San Pietro, è una fra le più antiche strutture romaniche del veronese. Dello stesso secolo, la Pieve romanica a San Vito. Opere del 1400 di Ranuccio Avari sono la tavola "Madonna con bambino", detta "Maria della Misericordia", conservata nella chiesa dell'Assunta, e il dipinto della "Madonna dell'Umiltà", salvato assieme ad alcuni affreschi dopo il bombardamento del 1945 dell'antico Santuario della Madonna della Salute. Nel 1400 sorge il palazzo Scodellari, già palazzo Bianchi probabile sede "De' Provveditori e Capitani", sulla cui facciata in stile gotico veneziano spicca un'elegante bifora. L'antica pieve di SanMartino si arricchisce di elementi preziosi, quali una "Vergine con Santi" attribuita al Mantegna, una “Pietà” policroma, un fonte battesimale, e altari con dipinti di Antonio Balestra, mentre i veneziani controllano il "bosco" di Porto dalla casa- torre, decorata con mascheroni in pietra posti agli angoli. Al 1532 risalgono i sette “ Leoni di San Marco”, opera sanmicheliana e distribuiti nel cuore di Legnago e Porto. Nello stesso secolo, vengono realizzati il campanile, la torre visibile accanto all'attuale duomo, la chiesetta del convento di Sant’ Antonio dei frati minori Osservanti, il piccolo santuario di San Tomaso, interessante per le tracce di epoca romanica, e in località Serraglio la corte rurale, con torre abbellita dallo stemma del casato dei Pompei. Contemporaneamente, Domenico Riccio, detto il Brusasorci, dipinge una “Madonna” nella parrocchiale di Vigo, Paolo Farinati firma una "Deposizione" nella chiesa di SantaMaria di Vangadizza, dove si possono ammirare anche una "Madonna col Bambino" di Claudio Ridolfi, due opere di scuola veneta, alcuni trittici in bassorilievo e una lunetta con “Cristo benedicente”, e infine Daniele dal Pozzo affresca la chiesa di San Salvaro in località San Pietro. Del 1600 sono il campanile di San Rocco con lanterna ed altarino, in stile barocco e attorniato da edifici della stessa epoca ma ristrutturati, palazzo Sanbonifacio e la grande tela raffigurante “San Rocco e Santi” nella chiesa dell'Assunta, opera di Claudio Ridolfi . Proveniente dalla pieve romanica di San Martino demolita in epoca napoleonica, nel duomo inaugurato nel 1814, si conserva una “Pietà” policroma, un fonte battesimale del 1400 e una tavoletta del 1500 detta "Disciplina". Dell'800 le fortificazioni austriache, con la più bella porta detta "Veronesa", Palazzo Accordi, attuale sede del Museo Fondazione Fioroni e della Biblioteca comunale. In stile liberty, le ville inizio1900 di viale dei Tigli. Su progetto di Giovanni De Stefani, viene costruito in stile umbertino nel 1902 il Palazzo municipale e nel 1925 il Teatro Salieri.

ECONOMIA

Legnago sta tentando di offrire una nuova immagine sotto il profilo economico, aspirando a diventare, oltre che tradizionale centro agricolo,anche polo commerciale e industriale. Perno del primo settore è la coltura del mais, frumento, soia e barbabietole realizzata con sofisticate tecniche ecocompatibili. Ma sono l'insediamento di nuove realtà produttive e il potenziamento della rete viaria le scommesse del futuro. La "Città del riscaldamento e del condizionamento d'aria", all'avanguardia in campo internazionale, da un forte impulso anche a svariate attività commerciali e artigianali, nate dal boom degli anni '80, e incoraggia insediamenti industriali nel settore metalmeccanico, enologico, chimico e alimentare.