Oasi della Bora (Povegliano)

 

Oasi della BoraOasi della Bora

Questo lembo di terra di1,2 ettari lungo300 metri nel punto massimo e largo 50, è delimitato a Nord dal fiume Tione-Tartaro e a Sud dalla fossa Bora che qui ha origine fra tre piccole risorgive. Gestito dal WWF Veneto tramite il Gruppo WWF di Villafranca e Povegliano sulla base di una concessione della proprietà, questo fondo coltivato a  cereali fino all’estate del 1991 è stato progressivamente riconvertito per riformare un agglomerato vegetale di specie autoctone per fini sia conservativi che didattici. Il terreno su cui si è formata l’Oasi è di proprietà del Consorzio per la depurazione delle acque tra i comuni di Villafranca e Povegliano Veronese. Di origine alluvionale, il terreno è composto nello strato profondo da ghiaia e sabbie e in superficie da terreno agricolo. Uno scavo archeologico effettuato nel 1992 ha confermato la presenza nell’area di un abitato dell’Età del Bronzo. Da tempo si è stabilito di ospitare nell’Oasi gran parte delle specie arboree e arbustive che, probabilmente, popolavano l’antica foresta della pianura veronese. A tutt’oggi sono state messe a dimora oltre 500 piante tra alberi, arbusti e rampicanti appartenenti a 41 diverse specie. I più adattati sono l’Olmo, Pioppo bianco e Pioppi ibridi, l’Acero campestre, il Prugnolo, il Biancospino e il Sambuco. Fauna: sono presenti varie specie di pesci d’acqua dolce come il Luccio, la Carpa, il Pasce Gatto. Anfibi: Rana verde, Rana diLlataste, Raganella, Rospo comune, Rospo smeraldino. Rettili: Biscia dal collare, Biscia tassellata, Biacco, Lucertola dei muri, Ramarro. Uccelli: Martin pescatore, Gallinella d’acqua, Usignolo, Usignolo di fiume, Cinciallegra, Ballerina bianca, Cutrettola, Luì piccolo,   Beccaccino, Fagiano, Capinera, Averla piccola, Allodola, Civetta. Mammiferi: Toporagno, Talpa, Arvicola, Donnola, Lepre, Nutria, Volpe.L’area è caratterizzata da tre piccole risorgive artificiali che danno origine alla Fossa Bora. Il confine nord è costituito dalla Fossa di Sant’Andrea, canale scavato in epoca medioevale per portare le acque del fiume Tione dei Monti a defluire nel fiume Tartaro.

Informazioni: Data la piccola superficie le visite sono possibili solo con  guida o su appuntamento permettendo, nell’arco di un’ora, di osservare varie specie di piante e piccoli animali, o le loro tracce.

Informazioni:  www.wwfsudovestveronese.it