Oasi palude del Busatello (Gazzo Veronese)

 

Entrata del BusatelloEntrata oasi Busatello con la joelette, la carrozzina per disabili

La progressiva antropizzazione della pianura padana ha portato, nel corso del tempo, alla distruzione o alla profonda trasformazione di molti ambienti naturali e, di riflesso, alla drastica riduzione o addirittura alla scomparsa di molte specie animali e vegetali. In alcuni casi però gli interventi dell'uomo sull'ambiente si sono rivelati di fondamentale importanza nel determinare la sopravvivenza di zone altrimenti destinate a scomparire. E' questo il caso della “Palude del Busatello”, un fazzoletto di terra e acqua diviso tra Veneto e Lombardia, sopravvissuto, pur tra mille difficoltà, alle grandi trasformazioni che hanno interessato le aree umide italiane a partire dal 1800, proprio grazie allo "sfruttamento" operato dall'uomo. Da tempi lontanissimi infatti le popolazioni locali "coltivano" la palude per tagliare le carici e la canna palustre impedendo in questo modo il progressivo degrado ambientale della palude stessa. Il Busatello non corre più il rischio di scomparire; infatti, nel 1996  il comune di Gazzo Veronese, ha acquistato la parte veneta della palude e l'ha concessa in gestione al WWF Italia ed è una delle poche zone umide d'acqua dolce rimaste dopo la bonifica delle 'Valli Grandi Veronesi". Complessivamente essa si estende su un territorio di circa 81 ettari a cavallo delle province di Verona (comune di Gazzo Veronese: 46 ha) e Mantova (comune di Ostiglia: 35 ha). A causa della bonifica dei terreni circostanti e del conseguente compattamento dei sedimenti, la palude si presenta oggi pensile rispetto al piano di campagna; l'acqua, prelevata da canalizzazioni di fondi agricoli come il Busatello, vi arriva  pompata da un'idrovora. La regimazione delle acque prevede un notevole apporto di acqua in primavera e in autunno e una situazione invece di secca in estate e in inverno, in corrispondenza ai momenti del taglio rispettivamente delle carici e della cannuccia di palude. Il biotopo confina con terreni agricoli a coltura intensiva. I protagonisti della vita animale della Palude del Busatello sono senz'altro i vertebrati e in modo particolare gli uccelli che nidificano numerosi durante l'estate; comuni sono comunque anche i mammiferi, i rettili, gli anfibi e i pesci. Elencare tutte le specie animali presenti sarebbe lunghissimo; basti pensare che nella palude e nelle aree limitrofe sono state raccolte o segnalate oltre 1000 specie animali. Tra gli uccelli meritano di essere ricordati il Tuffetto, il Tarabusino, il Porciglione, la Gallinella d'acqua, il Cuculo, la Cutrettola capocenerino, l'Usignolo, l'Usignolo di fiume, il Beccamoschino, la Salciaiola, il Forapaglie, la Cannaiola verdognola, la Cannaiola, il Cannareccione, il Basettino, il Pendolino e il Migliarino di palude. Sono specie stanziali o migratrici che trovano all'interno della palude un ambiente favorevole per nidificare e allevare i loro piccoli. A queste vanno però aggiunte altre specie che usano l'area solo per motivi trofici come ad esempio la Garzetta, la Sgarza ciuffetto, l'Airone cenerino, la Nitticora, il Barbagianni, la Civetta, il Rondone, la Rondine, il Balestruccio. Durante i passi primaverile e autunnale sono numerosi uccelli che  sorvolano, in cerca di cibo, la palude, i corsi d'acqua e i terreni circostanti sostando solo per pochi giorni. Tra questi il Falco pescatore, il Falco cuculo, l'Albanella minore, la Poiana e numerosi anatidi quali il Germano reale, il Codone, il Moriglione e la Moretta.

Casetta del pescatoreCasetta del pescatore

 

Tra i mammiferi degna di nota è la presenza dell'Arvicola di Savi, specie endemica italiana, del Toporagno acquatico, specie in Italia rara e localizzata, e la Nutria, roditore originario dell'America meridionale, ormai completamente naturalizzato in Italia, che dal 1987 in poi, grazie a inverni miti e alla mancanza di predatori naturali, ha avuto un vero e proprio "boom" demografico. Tra i rettili merita particolare rilievo la presenza della Lucertola vivipara, specie legata alle zone umide della regione alpina per la quale il Busatello rappresenta uno dei limiti meridionali di distribuzione in Italia. Tra gli anfibi ci sono il Tritone punteggiato, il Rospo comune, la Rana di Lataste, la Rana toro e la Rana esculenta. Nelle acque della palude e dei canali circostanti sono poi presenti 22 specie di pesci, appartenenti soprattutto alla famiglia dei Ciprinidi. Ricco e vario è infine anche il gruppo degli invertebrati con numerose specie di grande interesse soprattutto tra gli insetti.
L'aspetto della palude, così come appare dall'argine esterno, è quello di una grande distesa di carici (Carex elata e, in misura assai minore, Carex riparia), interrotta da fasce piuttosto strette di Phragmites australis e Typha angustifolia, con infiltrazioni di specie ruderali soprattutto lungo gli argini perimetrali e interni. Solo nel cuore della palude, lungo le rive del fiume Busatello, si è conservata una ricca vegetazione che non ha subito il massiccio intervento dell'uomo e che presenta specie paludicole rare come: Leuconjum aestivum, Salvinia natans, Euphorbia palustris, Pedicularis palustris, Senecio paludosus, Cirsiwn palustre e Cicuta virosa. I canali sono ricoperti, in gran parte, da vegetazione galleggiante per cui manca quasi completamente, ad eccezione di qualche colonia di Ceratophyllum demersum, quella sommersa. Completamente assenti sono inoltre le zone alberate e questo sia per la struttura stessa del biotopo, sia perché i numerosi Olmi, un tempo presenti, si sono ammalati e sono stati abbattuti.

 

Per informazioni e visite guidate ci si può rivolgere al Centro Visite di San Pietro in Valle, dal 25 aprile al 31 ottobre, dal lunedì al venerdì – ore 15.30-17.30 – tel. 0442550012; e-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.  tel. 045 917514