IL CASTELLO DI NOGAROLE ROCCA E LA NOBILDONNA SEPOLTA

Castello Nogarole RoccaLa storia di una giovane nobildonna sepolta viva nel castello di Nogarole Rocca, è forse la leggenda più famosa che aleggia intorno a quello che resta dell’antico maniero. Apparteneva alla famiglia Nogarola e sarebbe stata sepolta viva con tutti i suoi tesori in un luogo segreto del castello. E a causare questa atroce fine fu l’ira del padre che non volle perdonare il rifiuto della figlia a sposare un cavaliere scelto dal padre e di sicuro un buon partito per la giovane.
E così la ragazza venne sepolta viva in una stanza segreta ed impenetrabile del castello, un luogo segreto e sconosciuto a tutti dove portò con sé anche la sua ricca dote. La storia comunque non finisce qui, infatti si racconta che per questa crudele ed inumana punizione, la famiglia della giovane fu in seguito colpita da un numero impressionate di sventure capitate proprio per punire il genitore crudele.
Da questa storia e dall’alone di mistero che la circonda, nacque così la leggenda che racconta del suo spirito incatenato che vaga tra le mura del fortilizio dentro il quale ancora oggi si ode lo strepitio delle catene appartenenti a questo giovane spirito inquieto. È una storia pittoresca sulla quale già nell’Ottocento molto era stato scritto ed era stato riportato diffusamente il fatto. La scrittrice Zambusi ricordava come già da tempo: “Si racconta di una donna sepolta viva fra quelle muraglie, si dice che il suo spirito va girovagando di notte fra quegli eremi recessi, e vi si oda strepito di catene” e continua: “tuttavia nessun scheletro vi fu rinvenuto, e quei lamenti notturni son delle tante fole immaginate da un’età fantastica per circondare del mistero quella tomba di un’antica grandezza”.
Per gli studiosi e in particolare per Renato Randoli, la leggenda molto probabilmente è solo la deformazione divenuta storia di un tragico fatto del quale fu protagonista proprio la famiglia Nogarola e che vide coinvolta anche la famiglia dei Della Scala nella figura di Antonio e Bartolomeo. Le cronache dell’epoca raccontano che la notte tra il 12 e 13 luglio del 1381 Bartolomeo Della Scala mentre riposava nel suo palazzo, fu aggredito e ucciso con Galvano di Poiana, suo amico, da alcuni sicari mandati dal fratello Antonio della Scala. Compiuto il delitto, i sicari provvidero non a far “sparire i corpi” bensì a portarli in spalla fino all’abitazione dei Nogarola per far incolpare la famiglia della morte dello scaligero. Il motivo era legato ad un rapporto amoroso che Bartolomeo Della Scala aveva con una figlia di Antonio Nogarola. Con questo omicidio si voleva far credere che il padre della giovane, scoperta la tresca, avesse deciso di lavare l’onta uccidendo il giovane Bartolomeo per assicurare l’onore della figlia. Ma il complotto era ancora più complesso; infatti un altro giovane, il marchese Spinetta Malaspina, era segretamente innamorato della fanciulla e quindi si volle far credere che avesse partecipato anche lui all’omicidio per eliminare un concorrente “scomodo”. Così quando all’alba i due cadaveri furono scoperti, la notizia si diffuse a Verona in un baleno, Antonio Della Scala fece arrestare e volle fossero condotti alla sua presenza per un interrogatorio sommario, la giovane Nogarola, Spinetta Malaspina con i suoi fratelli e i parenti più stretti.
Era un modo drastico per cercare di nascondere il suo orrendo delitto, ma Antonio non fu contento. Infatti i prigionieri furono trasferiti nelle prigioni di Castelvecchio e sottoposti ad atroci torture per confessare un delitto mai commesso. Anche la giovane Nogarola venne prima condotta in catene nella prigione, poi trasferita in un luogo del tutto sconosciuto dove fu uccisa. I colpevoli non vennero mai catturati mentre le persone accusate ingiustamente, dopo una breve prigionia, furono scarcerate. Così il Malaspina e Antonio Nogarola poterono riconquistare la libertà ma furono posti al bando ed i loro beni confiscati. Ed è proprio questa tragica vicenda che coinvolse ingiustamente la famiglia Nogarola e la giovane che venne rinchiusa in un luogo misterioso dal quale non ritornò più, che grazie alla fantasia popolare prese corpo, molto probabilmente, la leggenda della fanciulla sepolta viva.
Le mura del castello di Nogarole Rocca racchiudono però un altro mistero, quello legato all’esistenza di passaggi segreti, dei cunicoli misteriosi nascosti sotto le mura del maniero. Secondo la tradizione orale, sembra che non solo questi esistessero ma che addirittura collegassero tra loro le rocche ed i castelli della zona. Sono fonti narrative del 1500 e del 1600, che si tramandano ancora oggi ma che non trovano riscontri oggettivi in quello che resta dell’antico castello della famiglia Nogarola.