Artigianato locale

artigianatoNel Basso Veronese oltre a Cerea, nascono le realtà di Bovolone, Sanguinetto, Casaleone, San Pietro di Morubio ed accanto a veri e propri stabilimenti, troviamo piccole imprese e restauratori di pezzi di antiquariato. Dal 1955 produttori e commercianti si ritrovano nella “Mostra del Mobile” di Cerea; una vetrina importante per il settore. Ma bisogna pure difendere l’immagine ed ecco nascere il “Marchio del Mobile d’Arte” ed aprono, a Cerea e Bovolone, le scuole del legno, specializzate a far crescere e maturare giovani appassionati ed esperti mobilieri.

L’Associazione Culturale “Appio Spagnolo” di Cerea gestisce il museo etnografico sulla lavorazione artigianale del legno e organizza corsi, seminari e convegni specifici sul mobile d’arte ( per informazione www.appiospagnolo.it ). Oltre al mobile d’arte si sono sviluppate lavorazioni come quella del ferro battuto, l’arte del vetro e delle vetrate artistiche. In attrezzati laboratori si possono vedere e acquistare meravigliose creazioni, frutto di un abile lavoro artigianale, ottenute usando antichi procedimenti di forgiatura e cesellatura.

La scuola di ebanisteria A Bovolone opera una scuola di ebanisteria unica nel Veneto che, con metodi all'avanguardia, prepara i giovani a diventare ebanisti (falegnami che costruiscono mobili, mobiletti ed altri manufatti); laccatori e doratori (artigiani o artisti che scolpiscono il legno apprendendo tutte le tecniche necessarie); disegnatori (artigiani capaci di arredare ogni stanza e darne un tocco unico ed originale); restauratori (restauro conservativo e di rifacimento del mobile d'epoca). (Centro di Formazione Professionale Regionale per l'Artigianato, Piazza Donatori di Sangue - Bovolone, tel. 045/7101775).

Tra gli oggetti prodotti dall’uomo i mobili hanno un’importanza particolare in quanto documentano la storia e la vita quotidiana di ciascuno di noi. Il mobile nella Bassa Veronese ha avuto grande successo commerciale basandosi sulla riproduzione, nei materiali e nelle tecniche di lavorazione, di modelli di varie epoche storiche.  La lavorazione del mobile ebbe inizio nel paese di Cerea.

Quest’arte trasformò un tranquillo paese di campagna prevalentemente dedito all’agricoltura, in un centro di mobilieri, intarsiatori e restauratori. La storia cominciò nel 1920. Fu infatti in tale periodo che l’ingegnere Bruno Bresciani commissionò a Giuseppe Merlin in restauro di un antico e prezioso mobile del ‘600 e fu proprio lui che, indirettamente, diede avvio all’attività che segnerà per buona parte del Novecento, la storia di Aspretto, suo paese nativo, e dei centri limitrofi.

A quel tempo ciascuno sapeva fare un po’ di tutto e ogni uomo era “un po’ carrettiere, agricoltore, meccanico, fabbro, falegname” e così prese avvio questa nuova attività.

artigianato 2La figura dell’artigiano – artista iniziò proprio con Merlin e con lui partirono una trentina di apprendisti capaci comunque di restaurare e portare a termine mobili d’eccezionale pregio. È da ricordare come la differenza tra i vari stili non venisse appresa dai libri, ma con l’esperienza e con una attenta osservazione. Così la conoscenza o meglio, la scoperta di diversi stili come il Veneziano o l’Impero, il Barocco e lo Spagnolo divenne frutto di tanta esperienza e capacità. Le ore trascorse nella bottega erano (e sono ancora oggi) molte, forse troppe, ma si imparava l’arte, se ne faceva tesoro e si arrivava a trasmettere l’eredità ai figli e spesso ai nipoti. Il lavoro aumentava e si moltiplicarono anche gli artigiani del legno.

Negli anni ’30 del secolo scorso, le piccole botteghe rappresentavano una realtà considerevole ad Asparetto e a Cerea. Con la guerra la produzione rallentò; troppi i giovani al fronte e troppa la fame e la miseria a casa. Ma, terminato il conflitto, ecco riesplodere l’attività con un ventennio di grandi affari. Siamo tra gli anni Cinquanta e Settanta ed i mobili di Cerea non solo sono conosciuti in tutta Italia ma in Germania ed in altri Paesi europei

Presso il Museo Maniscalchi-Erizzo, di Verona, sono esposti “Antichi mobili veronesi” con esemplari che vanno dal  ‘500 al ‘700.