Ville e palazzi

IL CASTELLO

nogarole 08La sagoma della Rocca si staglia possente nella pianura evocando ricordi e leggende di quell’epoca complessa e tragica che fu il Medioevo; in periodo storico in cui la vita umana era appesa ad un filo. In questo orizzonte si collocano avvenimenti locali che hanno alimentato un mondo in bilico tra realtà e fantasia proiettandolo nella dura lotta per la sopravvivenza. Secondo fonti narrative del XVI e XVII secolo la famiglia Nogarola avrebbe edificato il castello Nogarole nel X secolo. La prima citazione storica di un certo valore riguardante il castello risale al 1232 ed è riportata dalle antiche Cronache Veronesi. In quella circostanza il maniero fu assediato e rovinato dalle milizie mantovane. Avvenimenti del genere si susseguirono per oltre un secolo e quando la signoria scaligera, ormai afflitta da una grave crisi economica e politica, si accorse che le conveniva attuare una politica difensivistica, nel 1347 con Mastino II decise di edificare il Serraglio Scaligero: una lunga muraglia che, partendo da Valeggio sul Mincio, doveva congiungere i castelli di Villafranca e di Nogarole Rocca. Tale opera fortificata non fu mai completata poiché il terreno paludoso fra Grezzano e Nogarole Rocca non ne permetteva la realizzazione. In periodi così turbolenti, caratterizzati da continui scontri armati tra veronesi e mantovani, vennero realizzate due bastie cioè fortificazioni per il rifugio delle popolazioni rurali. In genere queste strutture erano appoggiate o poste poco lontano dai castelli. Diffuse nella pianura veronese verso il confine mantovano, erano munite di fossati, terrapieni, palizzate e di torri. Strutture simili sorgevano a Trevenzuolo, Fagnano, Erbè, Pontepossero, Isola della Scala, Vigasio e Valeggio. La rocca di Nogarole con tutte le sue proprietà, dopo la morte di Cagnolo Nogarola, il quale morì senza eredi maschi, passò alla signoria scaligera che ne rimase proprietaria fino al 1387. Da quella data e fino al 1394 passò sotto i Visconti i quali la donarono ad Alberico di Barbiano in segno di gratitudine.
Il 28 agosto 1392 Nicolò Diversi acquistava alla Camera Ducale la proprietà scaligera della Rocca.
Nella primavera del 1404 gli abitanti di Nogarole scacciarono i Visconti, ma nel maggio dello stesso anno la fortezza venne conquistata dai Carraresi. Nel novembre del 1404 la fortezza fu occupata dai Gonzaga che nel gennaio del 1405, la persero per mano di Jacopo dal Verme che la conquistò per conto dei Veneziani. Nel mese di gennaio del 1414, la Repubblica di Venezia pose in vendita, al Pubblico Incanto, tutte le possessioni di Nogarole ad eccezione della rocca e delle bastie che, per ragioni di sicurezza, volle mantenere sempre sotto il suo controllo insediandovi un castellano ed un presidio di guardie. Nel XVI secolo il perfezionamento delle armi da fuoco rivoluzionò le tecniche costruttive delle fortezze e pose quindi gli antichi castelli medioevali in una situazione di precarietà. Per tale ragione la Repubblica di Venezia il 5 gennaio del 1544 deliberò la vendita del castello di Nogarole al nobile veneziano Leonardo Boldù che, l’anno successivo, lo rivendette a Giovanni Battista Bevilacqua Lazise. Questi nel corso della seconda metà del XVI secolo, modificò quasi radicalmente l’originaria struttura del castello trasformandolo nella pacifica dimora signorile di un’aristocratica famiglia che aveva posto nell’esercizio delle attività agricole la propria potenza economica. Alla fine del XIX secolo il castello di Nogarole passò in eredità al conte Alessandro Lando il quale vendette negli anni 1878-79 il fondo di Nogarole a Benedetto Barbieri di Verona. La famiglia Barbieri rimase proprietaria del castello fino al 1973, anno in cui morì Maria Barbieri, ultima discendente di questa famiglia. Nel suo testamento designò erede del castello e dell’azienda di Nogarole Rocca l’Amministrazione Provinciale di Verona. Attualmente la struttura sta tornando piano piano al suo splendore.
 

Altre ville

portale daccesso a Corte Cappelloportale d'accesso a Corte Cappello

Accanto al Castello, sono da vedere Corte Porton di Ferro, in località Bagnolo, un edificio del  ‘400, con torre colombaia, porticati e soffitti a volto; Corte Castelletto, un’interessante corte del ‘700, classico ocmplesso con casa padronale, case dei contadini, aia e portici ad arco; Corte Colombara nel cui territorio si è ricostruita negli ultimi anni una vasta estensione di risaie dove proliferano rane, pesci ed altri animali palustri. D’estate, passeggiando a piedi o in bicicletta, è facile vedere stormi di aironi cenerini e di garzette (volatili della famiglia degli aironi), che vengono qui a pasturare prima di far ritorno nei luoghi di nidificazione, sulle rive del Mincio.