Chiese, pievi e oratori

LA PARROCCHIALE DI SAN LORENZO

nogarole 11La vecchia parrocchiale di Nogarole Rocca, intitolata a San Lorenzo, risale al 1339 quando viene menzionata nel testamento di Bailardino da Nogarole. Tuttavia per avere notizie più dettagliate su di essa, è necessario rifarci alle visite pastorali di Gian Matteo Giberi agli inizi del 1500. Poco o nulla si sa dell'origine della parrocchia anche se le ricerche fatte sembra che i primi documenti ufficiali siano delle metà del 1400; ci troviamo in una zona di confine tra il veronese ed il mantovano e quindi i sacerdoti che avessero la parrocchia provengono non solo alla regione del Veneto ma anche da quella emiliana. Comunque 1500 in poi le notizie sono molto più chiare e già dalla prima visita pastorale si parla già della necessità di provvedere a mantenere il campanile ed il cimitero. Successivamente a queste visite si hanno notizie ancora più definiti sia nell'organizzazione della parrocchia, sia nell'inventario dei oggetti sacri. È comunque una parrocchia molto antica illimitata nel 1145 privilegio di papa Eugenio III tra le chiese dei territorio soggette all'autorità del vescovo di Verona. Essa figura già verso la metà del quattrocento come dire cioè come Chiesa dotata di cimitero e di battistero con diritto di decima e giurisdizione su altre cappelle ad essa dipendenti. Dalle visite pastorali si succedettero nel corso dei secoli, si desume che essa fu sempre ben tenuta in che già verso la metà 1500 aveva una bella pala opera di Domenico Brusasorzi raffigurante Cristo redentore con un donatore. Nel corso di questi anni la parrocchiale di San Lorenzo non aveva subito grandi modifiche sotto mantenne la propria struttura almeno fino agli inizi del 1700. Quando nel 1729 venne nominato parroco Don Giovanni Fantasia, il luogo sacro era l'estremo decadimento ed era stato spogliato di molti suoi beni. Furono quindi necessari drastici lavori come la riedificazione completa della zona absidale, il campanile e l'altare maggiore. Con molta probabilità furono rifatti anche due altari posizionati nelle cappelle mentre altri lavori riguardarono l'intero luogo di culto. Con gli inizi del 1800 la Chiesa viene trovata in una buono stato e tra le cose che vengono menzionate vi è la via Crucis realizzata riprendendo quelle di Agostino Ugolini. Con il 1900 il nuovo parroco, don Fortunato Federici provvede tra il 1942 il 1943 ad arricchire la Chiesa con 24 colonne di marmo reale dando l'aspetto attuale luogo di culto che oggi noi vediamo. Interessante è pure la copertura in marmo delle paraste che scandiscono l'intero edificio nella parte interna, i vari lavori di viti tintura del soffitto e delle cappelle laterali e la decorazione della volta del presbiterio. L'affresco del catino absidale è opera dell'artista che lavorò anche a Sanguinetto, Terrazzo e Villa d'Adige: Gaetano Miolato (1885-1960). L'opera raffigura Cristo Re tra i santi Lorenzo, Donato, Andrea Avellino e Leonardo. Tra le opere d'arte da ricordare una preziosa tela dell'altare del corpo di Cristo raffigurante il Cristo redentore con un donatore attribuita a Domenico Brusasorzi, un altare dedicato alla Madonna con i 15 misteri del Rosario e la Vergine del Carmelo opera di Biagio Falcieri. Originario della zona di Trento il pittore Falcieri (Trento 1628 Verona 1703) fu un valido artista dell'epoca Barocca, fu attivo fra  Venezia e Verona. Studiò con Pietro Liberi a Venezia e ritornò a Verona; si ricorda una sua tela riguardante il Concilio di Trento posta dietro alla facciata della Chiesa di Sant'Anastasia. Fu maestro di Andrea Voltolino, Alessandro Marchesini, Sante Prunati e Lorenzo Comendich.

La chiesa di Santa Maria Assunta in località Pradelle

La chiesa di Santa Maria Assunta in Pradelle di Nogarole venne edificata tra 1950 e 1957. Prima di allora gli abitanti del paese per secoli utilizzarono le antiche chiese di San Leonardo (diroccata), di San Giovanni di Cazzano (attestata dal 1339, ora scomparsa) e di San Donato di Varana (attestata dal 1339, secondo la tradizione edificata sulle rovine di un preesistente edificio di culto pagano, alienata nel 1970 e demolita a metà degli anni Ottanta). L’erezione in parrocchia risale al 31 dicembre del 1971. Esternamente l’edificio si presenta con facciata a capanna rivolta a sud-ovest. Impianto planimetrico ad unica aula rettangolare, con presbiterio quadrangolare rialzato di due gradini e concluso con abside a sviluppo semicircolare; lungo i fianchi dell’aula quattro semi-cappelle laterali accolgono l’altare di San Donato e l’altare della Madonna, sul lato settentrionale, e gli altari di San Leonardo e del Sacro Cuore sul lato opposto. L’interno della chiesa, dalle linee sobrie ed essenziali, presente le pareti ritmate da lesene lisce mentre la parete absidale è interamente decorata con un dipinto raffigurante la Vergine assunta in cielo. Copertura si presenta a due falde con travature lignee portanti e manto in coppi di laterizio, mentre il catino absidale è rivestito in lastre di rame. La pavimentazione della navata è realizzata in quadrotte di marmo Rosso Verona e marmo Biancone; il presbiterio è pavimentato con lastre di marmo Nembro beige-rosato.

La chiesa di San Martino in località Bagnolo

La chiesa di San Martino in Bagnolo è attestata a partire dal XIII secolo. Da un documento del 1351 veniamo inoltre a sapere della presenza presso S. Martino di chierici e di un “capitulum” , il che attesterebbe l’esistenza di un clero plurimo. Entro il 1484 venne riedificata in forme gotiche con il contributo della famiglia Lanfranchini, mentre tra gli anni settanta e ottanta del XIX secolo vennero rinnovate l’aula e la facciata su progetto dell’arch. don Angelo Gottardi. Nel 1932 fu aumentato lo spazio destinato ai fedeli con la costruzione di due vani a mo’ di transetto a lato del presbiterio. Risale al 2007 l’intervento di restauro dei prospetti esterni della chiesa e del campanile. Esternamente l’edificio si presenta con facciata a capanna rivolta ad occidente e la torre campanaria addossata al fianco meridionale della chiesa, parzialmente inglobata nel corpo di fabbrica della cappella feriale. Impianto planimetrico a croce latina, con unica aula a pianta rettangolare, presbiterio quadrangolare rialzato di due gradini con abside a sviluppo poligonale a tre lati, fiancheggiato da due aule minori; lungo i fianchi della navata si aprono due semi-cappelle laterali, di cui quelle prossime al presbiterio ospitano l’altare della Madonna, a sinistra, e l’altare del Sacro Cuore, sul lato opposto.
Al suo interno, degno di nota, è l’altare in marmo stile barocco ed un trittico sulla parete del coro, di scuola mantegnesca che raffigura i santi Martino, Erasmo e Zeno.
La navata è coperta da una controsoffittatura piana in canniccio intonacato con decorazione a finta cassettonatura. La pavimentazione dell’aula è realizzata in lastre di marmo Rosso Verona; il presbiterio è pavimentato in quadrotte alternate di marmo Biancone e marmo Rosso Verona posate a corsi obliqui.