Chiese, pievi e oratori

La chiesa di San Celestino

P1010013 ridNichesola è un piccolo paese nato e sviluppatosi lungo le rive del fiume Adige. Con questo grande ed imponente corso d’acqua vive in simbiosi da centinaia e centinaia di anni ed il suo nome è legato ad una delle più importanti e conosciute famiglie veronesi: i Nichesola.
Ecco quindi come il gioiello artistico che questo piccolo centro conserva e custodisce trovi una logica spiegazione. Infatti la piccola ed accogliente chiesa intitolata a San Celestino, pur se modificata e trasformata nel corso dei secoli, rappresenta un’interessante ed importanza testimonianza della cultura e dell’arte veronese della seconda metà del 1300. Poche e scarse le notizie sulla chiesa che, pare abbastanza certo, fu edificata nel 1330. Molte erano le indicazioni che la chiesa fosse, in antichità, affrescata ed anche i registri parrocchiali andavano ad aumentare tale convinzione. La certezza venne però solo al termine del secondo conflitto mondiale quando, durante i lavori di sistemazione dell’edificio nel 1947, venne alla luce una zona interamente dipinta, della quale sono attualmente godibili solo limitate porzioni: le immagini di Santa Toscana e della Madonna. Fu una piacevole scoperta che, comunque, non rimase isolata. Infatti in occasione di altri lavori, nel 1980 apparvero altri 2 metri quadrati di decorazioni e figure che facevano parte della zona antistante all’abside nella primitiva chiesa. L’ultima scoperta è recente e risale al 1999 allorquando, volendo dare maggiore luminosità e respiro a quanto già messo in luce, vennero scoperte altre figure sacre.
Da tutte queste scoperte si arrivò pure alla conclusione che la parte affrescata, ora attigua alla zona d’ingresso della chiesa, era parte integrante di altar maggiore ed abside dell’antico luogo di culto e che quindi la chiesa fosse voltata di 180 gradi rispetto all’attuale; un intervento necessario dovuto forse alla bonifica del territorio.
Il triplice restauro ha reso possibile, seguendo l’insieme degli elementi stilistici ed iconografici delle superfici dipinte, l’esatta datazione delle opere tutte presumibilmente della seconda metà del quattrocento anche se altri due strati di intonaco e forse di pitture, si trovano sotto queste opere d’arte e sono attribuibili al 1300, anno di erezione della chiesa.
Oggi, entrando in chiesa è così possibile ammirare sulla destra la serie di affreschi raffiguranti una monaca, identificata in Santa Toscana; la Madonna in trono con il Bambino in grembo; un’altra Santa e San Celestino. Sulla sinistra, invece, spicca il viso squisito di un angelo ulteriormente ampliato con la scopertura di parte del suo vestito. Ad impreziosire il tutto troviamo pure alcuni brani decorativi del trittico dipinto in affresco.
 

La Chiesa di San Paolo

P1010016 ridLa parrocchiale di Terrazzo, intitolato a S. Paolo, ha origini molto antiche. Ad attestarne la vetustà, spicca ancora oggi il campanile in stile romanico, eretto attorno al 1100. Ai lati dell’altar maggiore, poco sopra le porte di entrata della sacrestia e della cappella invernale, si trovano due tele seicentesche di pregevole fattura dono delle varie famiglie nobili che si sono susseguite nella storia del paese. Quella di sinistra rappresenta S. Antonio da Padova con in braccio il bambino Gesù, ed è stata donata alla chiesa dalla famiglia Ripa insieme all’altare dedicato a San Rocco e a San Sebastiano, ora “Del Crocifisso”. Quella di destra, invece, raffigura San Bovo a cavallo, il Cardinale Borromeo, Santa Polonia con in mano la tenaglia e un dente e, in alto, la Madonna. Sotto la cavalcatura di San Bovo è riprodotta la chiesa di Terrazzo con la vecchia posta dei cavalli.L’altar maggiore è invece dedicato a San Paolo così come la chiesa e l’intero presbiterio è affrescato con scene raffiguranti episodi della vita dell’Apostolo: Predicazione in Atene; Prigionia in Gerusalemme; Partenza di Cesare; Tempesta nel Mediterraneo; Arrivo a Roma; Martirio.
I dipinti, realizzati nel 1946 da Gaetano Miolato, sono il risultato di un voto fatto dai parrocchiani in occasione del secondo conflitto mondiale. Contemporaneamente il pittore ha decorato lo splendido fonte battesimale con otto simboli: il pesce, il cervo, la colomba, il ramo d’olivo, la nave, l’albero della vita, la palma e la lampada. In alto è raffigurato “Il Battesimo di Cristo”.
 

L’Oratorio di San Carlo Borromeo a Villa FascinatoP1000820 rid

All’interno della proprietà di uno degli edifici più belli ed enigmatici del comune di Terrazzo, sorge un interessante oratorio dedicato al Cardinale Borromeo. Anche se quella che oggi possiamo ammirare è di recente costruzione (ha circa 120 anni), di sicuro una cappella privata sorgeva all’interno della villa. Infatti l’attuale proprietario, il signor Chiari, ricorda che una stanza al pian terreno era adibita a cappella privata intitolata alla Beata Vergine del Rosario, all’interno della quale trovava sistemazione un grande quadro, oggi scomparso, di natura religiosa che occupava un’intera parete. Studi effettuati da esperti ricondurrebbero la costruzione della Villa al periodo scaligero, la stessa lavorazione del cornicione che della corona potrebbe avvalere tale ipotesi. La villa, infatti, faceva parte di un sistema difensivo allestito dai Della Scala in una zona di confine “vicina” al poderoso castello di Castelbaldo e alla città fortificata di Montagnana, entrambi dominio dei Carraresi. Proprio all’interno del parco, ad est dell’intero complesso, si trova l’oratorio dedicato a San Carlo Borromeo. Don Bizzantino, parroco del vicino paese di Nichesola, a cavallo tra i due secoli, scriveva: “ nell’interno della Villa Fascinato al Torrano, vi è un oratorio privato, dedicato alla Beata Vergine del Santo Rosario.” Ancora più importanti sono le annotazione riferite all’oratorio di San Borromeo: “nel parco di detta Villa, sorge l’oratorio dedicato a San Carlo Borromeo. Venne eretto per volere della Signora Carlotta Fascinato. Lo benedì il Vicario Generale Monsignor Giovanni Battista Peloso il 3 ottobre 1912. Ora, nel 1954, è di proprietà dell’ing. Antonio Ferrighi di Milano. Vi si celebrano 24 Messe all’anno.”
Oggi l’oratorio è stato splendidamente recuperato: suntuoso l’esterno con fregi finemente lavorati e un doppio timpano con croce greca al centro di un rosone da cui entra buona parte della luce che illumina l’interno della chiesa. Molte opere d’arte presenti un tempo nell’oratorio sono andate perdute come i preziosi paramenti sacri. Oggi rimangono da vedere una Via Crucis e,sul soffitto, un affresco raffigurante don Carlo Borromeo in gloria; un prezioso altare dà l’idea dell’importanza di questo luogo di culto un tempo molto frequentato.
 

Chiesa di San Lorenzo Martire (Begosso) - XIX secolo

chiesa begossoLa nuova chiesa parrocchiale di Begosso venne costruita tra il 1845 e il 1856 su di una preesistente del Cinquecento che già era eretta su una precedente risalente al XI secolo. Sulla facciata spicca un grande mosaico realizzato nel 1951 e situato sopra il portale d'ingresso tra due delle quattro colonne che sorreggono il timpano dotato di cornice sporgente. Ai lati dell'opera sono scavate due nicchie vuote. Il campanile, molto interessante, risale al 1912 e sorge staccato dalla chiesa. E' dotato di cupola ottagonale che sovrasta la cella campanaria e l'orologio. All'interno dalla chiesa si può ammirare una preziosa tela raffigurante il martirio di San Lorenzo e una pittura ad olio che rappresenta i santi Sebastiano, Cristoforo e al centro Lorenzo Martire. L'edificio sacro inoltre è dotata di un bel pavimento e di un nuovo organo