Curiosità e personaggi illustri

Il bosco di Porto a Boschi Sant’Anna

bosco sannaA partire dall’anno Mille, il territorio del Basso Veronese si caratterizzò da due diverse situazioni ambientali separate dal fiume Adige. Alla destra infatti si estendeva la grande “valle paludosa”, mentre sul lato sinistro era presente un vasto territorio prevalentemente boschivo chiamato “il grande Bosco di Porto”. Il bosco iniziava proprio nelle immediate vicinanze del villaggio di Porto, ed era molto esteso (la sua superficie era indicata attorno ai 15 km) comprendendo grande parte del territorio dell’attuale comune di Boschi Sant’Anna. Per questo oggi potremmo chiamarlo anche con il nome di “bosco di Boschi”. Infatti molti sono i luoghi, le località o le contrade che ancora oggi ricordano la presenza di un’intensa vegetazione. Sono a Porto le località Ronchi, Borgofuro, Pioppa, Savinaro; a Minerbe le località Stopazzole, Ponte Coparo, Spin; a Bevilacqua le località Nuvolea, Fossette, Granze e a Terrazzo la località Torrano oltre agli stessi paesi di Boschi Sant’Anna, Boschi San Marco e Oni.
Oggi il grande bosco non c’è più, cancellato dai danni provocati dall’uomo durante le guerre, dallo sviluppo urbano e da un tipo di agricoltura sempre più intensiva. Della sua vastità e della sua imponenza però parlano ancora i toponimi testimoniati da alcuni documenti (mappe antiche e memorie) e dal nome dei luoghi.
Dopo lo sconvolgimento territoriale provocato dalla “rotta della Cucca”, la ripresa della vita organizzata nei centri abitati vicini al nuovo corso del fiume avvenne gradualmente. I documenti ci parlano della presenza nel territorio, tra il IX e l’XI secolo, di molte località che sono poste ai margini di una vasta zona più bassa, quella su cui si estende Sant’Anna, in cui le acque ristagnarono più a lungo. Qui, molto probabilmente, correva l’alveo di uno dei rami dell’Adige prima che ritrovasse il nuovo corso e qui si sviluppò spontaneamente un bosco di origine acquitrinosa.
Il primo documento nel quale si fa cenno al bosco è una pergamena conservata nell’Archivio di Stato di Verona risalente al Vescovo Tebaldo (1135 -1157), dalla quale risulterebbe che il bosco fosse concesso agli uomini di Porto per il fitto annuo di 100 moggi di frumento. In seguito esso seguì le vicende di Porto, i cui abitanti difesero la loro autonomia comunale finché non si unirono con Legnago in una sola comunità che rimase legata a Venezia fino alla sua caduta nel 1797.
Già a questa data però del bosco rimaneva ben poco; ridimensionato anche dalle guerre e dagli incendi, dagli scontri della lega di Cambrai e dai gravi danni provocati dagli eserciti che vi penetravano con una certa frequenza e che lo violentavano disboscando, incendiando o tagliando il legname. Tra le varie cause, non ultima fu quella legata alle necessità finanziarie che vide la Serenissima lottizzarlo e venderlo ai patrizi che lo trasformarono in terreno coltivabile. A completare l’opera di smembramento dell’esteso bosco, ci pensarono poi i vari centri abitati che pian piano erosero sempre più lo spazio occupato dalla vegetazione e dalle piante d’alto fusto, con campi coltivati e case sempre più numerose.
 

PERSONAGGI ILLUSTRI

ü  Monsignor Giovanni Battista Peloso (1840 – 1914), Vicario Vescovile del cardinale Bacilieri.

ü  Monsignor Luigi Culturato (1886 – 1946), Vescovo in Brasile.

ü  Gigi Busato (1932 - ), pittore e decoratore di fama internazionale.

ü  La famiglia veneziana Donà dalla Rose.

ü  Giampaolo Feriani (1938-2015), poeta