Curiosità e personaggi illustri

LA PESTE DI SAN GIOVANNI

1325537223Con il 1600 San Giovanni Lupatoto registrò un considerevole incremento demografico. I dati si possono ricavare dalle visite pastorali che proprio verso la metà del 1500 documentano che da 600 anime si passò a circa 700 del 1595. Secondo il Merzari, l’intero territorio comunale prima della peste del 1630, contava forse 1300 abitanti mentre chi viveva nel centro del paese si aggirava sugli 800.
E sono proprio questi dati che attestano quanto fosse stata disastrosa la peste tanto da dimezzare il numero degli abitanti che passò dagli 800 ai 470. Circa metà del paese era stato spazzato via dal terribile flagello e ben pochi furono quelli che sopravvissero.
Ma come avvenne lo scoppio dell’epidemia e, soprattutto da dove o da chi giunse fino a noi.
Nel 1627, moriva a Mantova Vincenzo II Gonzaga, senza lasciare un erede diretto. Il cardinale Richelieu, appoggiò subito i Gonzaga-Nevers, un ramo della grande famiglia, stabilitosi da tempo in Francia; la Spagna che dominava il Ducato di Milano, non voleva nel cuore dell’Italia la presenza di una signoria di una Casa divenuta francese e mise avanti la candidatura di Ferrante Gonzaga, principe di Guastalla; invece l’imperatore d’Austria, Ferdinando d’Asburgo, col pretesto che Mantova era feudo imperiale, avocò a sé la decisione della contesa. Venne dichiarata guerra che prese il nome di “Guerra di Mantova”.
Carlo Emanuele I di Casa Savoia, si alleò con la Spagna e l’Impero e mentre gli Spagnoli ponevano l’assedio a Casale, dominio dei francesi, gli imperiali stringevano d’assedio Mantova dov’era entrato come duca, Carlo Gonzaga-Nevers ben visto dai francesi. Nel luglio del 1630 l’esercito imperiale dei lanzichenecchi conquistava a tradimento Mantova e per tre giorni la mise a ferro e fuoco ed una delle conseguenze maggiori di questo assedio fu il diffondersi dell’epidemia di peste che, nel 1630, causò una vera e propria catastrofe umana nell’intera Europa.
Anche San Giovanni Lupatoto così come quasi tutti i paesi della nostra provincia e della provincia di Mantova, registrò un numero elevato di contagiati e di morti causati dal “grande contagio” ed in una cronaca dell’epoca purtroppo andata perduta a causa di un incendio, vi fu una descrizione minuziosa di quanto avvenuto in paese.
Nei registri parrocchiali dei morti del 1630, si rileva che le prime vittime del morbo si ebbero nel mese di luglio. Dal giorno 5, al giorno 19 dell’agosto successivo, si riscontrarono 265 decessi; il 5 agosto, si ebbero ben 26 morti, un numero veramente alto se si considera che all’epoca gli abitanti del comune non superavano certamente il numero di 2.300.
Dopo il 19 agosto, la registrazione fu abbandonata e venne ripresa solo nel gennaio 1631 tuttavia, anche se difficile fare un conteggio preciso e puntuale, se si considera la quantità delle vittime in oltre 10 mesi di diffusione del morbo, pochi, secondo Merzari uno storico dell’epoca, furono dei 2.300 abitanti i sopravvissuti al contagio.
 

L’EFFIMERA PACE DI PAQUARA

paquaraNell’agosto del 1233, a ricordo di uno dei maggiori avvenimenti accaduti durante il Medioevo nell’Italia settentrionale, a San Giovanni Lupatoto venne fatta murare una lapide presso la corte Sorio. Sul marmo sono incise queste parole:

- QUI – SULLE RIVE DELL’ADIGE - GIOVANNI DA VICENZA – DOMENICANO -PREDICATORE DI CARITA’- ARBITRO DI PACE - COMUNI E SIGNORI - DA FIERE LOTTE AGITATI - IN FOLLA MAI VISTA - INSIEME ADUNAVA - NEL NOME DI CRISTO – AI 28 AGOSTO 1233 - IL SUBLIME DIVINO RICHIAMO - A TUTTI I POPOLI - PER TUTTI I TEMPI - EBBE VASTA E SOLENNE RISONANZA - L’ASPRA VICENDA - DEGLI UOMINI DI IERI E DI OGGI - NON NEGA MA ESALTA – IL SUPERBO CONTEGNO - LA STORIA – NE HA INCISO IL RICORDO - A CARATTERI D’ORO -

Per gran parte del XIII secolo l’Italia ed in particolare quella Settentrionale, fu turbata da accese e cruente lotte intraprese dai tiranni di turno, con il preciso tentativo di annientare l’avversario, per arrivare prima al potere e poi alla conquista dell’egemonia sociale. Il Concordato di Worms del 1122,tra l’imperatore Enrico V e il pontefice Callisto II, non risolse la questione su chi, tra i due contendenti, detenesse il primato nel mondo cristiano, creando una contrapposizione politica bipolare che si protrasse per tutto il tardo Medioevo, che vedeva da un lato i Ghibellini come difensori dell’impero e dall’altro i Guelfi come sostenitori della chiesa romana.
Oltre a guerre, violenze e soprusi, intorno agli anni Venti di quel secolo, una tremenda carestia attraversò le campagne, provocata, quasi sicuramente, da un’invasione di cavallette fameliche. Le autorità comunali non riuscivano a controllare la situazione e allora, con un’astuta mossa, papa Gregorio IX cercò di prendere in mano la situazione con l’aiuto dei così detti frati pacieri. Uno di questi era il famoso predicatore domenicano, Frate Giovanni da Vicenza inviato nel Veneto come legato pontificio. Dopo esser stato a Padova, Belluno, Feltre, Treviso, Conegliano Veneto, verso la metà del mese di luglio del 1233, giunse a Verona costringendo gli Ezzelini ed altri capi famiglia, a ritirarsi, momentaneamente, dalla ribalta politica.
Acclamato come Rettore e Podestà per riuscire a giungere ad una pace definitiva, convocò un’assemblea alla quale parteciparono i tanti signorotti che ambivano a contendersi l’egemonia di gran parte del Veneto. Si stabilì che il 28 agosto di quell’anno il raduno si fosse tenuto in una pianura situata a pochi chilometri da Verona, sulla sponda destra del fiume Adige, in località Paquara.
Al grido di: “Pace! Pace nel nome del Signore Dio”, intervennero i vescovi di Verona, Padova, Treviso, Vicenza, Brescia, Bologna, Reggio Emilia, Modena, il Patriarca di Aquileia, il Marchese d’Este, i Signori da Romano, i Montecchi ed altra nobiltà. Tutti accompagnato con il proprio numeroso seguito. Un autore di quell’epoca, Paride da Cerea, pur non essendo presente all’avvenimento, scrisse che erano presenti più di 400.000 persone; in realtà si può stimare una folla sì considerevole, ma con al massimo 20.000 persone che, per quell’epoca, erano comunque tantissime. Si presentarono all’appuntamento quasi tutti senza armi e fra Giovanni, fatto erigere un pulpito, si rivolse ai presenti con le parole del Cristo: “Io vi do la mia pace, io vi lascio la mia pace”, minacciando i presenti di scomunica qualora avessero rotto il patto di pacificazione.
Ma come tutte le cose imposte dall’alto, anche se la gente comune voleva fortemente la pace, le lotte ripresero ancora durante la smobilitazione dei vari accampamenti e proseguirono sempre più feroci fino a raggiungere il culmine l’anno dopo. Mantovani e Bresciani penetrarono in profondità nel territorio veronese mettendo a ferro e fuoco gli abitati di Zevio e Oppeano, sciogliendo così in modo definitivo, l’effimera “pace di Paquara”.
 

Le celebrità legate a San Giovanni

San Giovanni Lupatoto, terra di artisti, imprenditori e sportivi. In questo modo si potrebbe sintetizzare la lunga carrellata di personalità legate al comune veronese, note in tutto il territorio nazionale e oltre confine. A partire dal grande attore Gastone Moschin, nato a San Giovanni nel 1929, conosciuto soprattutto dai cultori della commedia italiana per aver interpretato l’architetto Rambaldo Melandri nella pellicola di Mario Monicelli “Amici Miei”. L’attore è stato anche uno dei protagonisti del fi lm “Signore & signori” di Pietro Germi. Ma il comune scaligero è stato il paese natale anche di due importanti pittori, come Augusto Manzini e Carlo Zinelli, esponente dell’Art Brut. A quest’ultimo è stata dedicata anche una Fondazione. Indimenticabile e amatissima pure la fi gura di Dino Coltro, morto pochi anni fa, nel 2009, che ha dedicato gran parte della sua esistenza alle antiche tradizioni popolari e regionali. Famosissimo, tra i suoi lavori, il suo “Lunario Veneto”. Al comune di San Giovanni Lupatoto sono legate anche alcune importanti personalità imprenditoriali, come Giovanni Rana e Giuseppe Vicenzi. Infine, si ricorda il calciatore Giovanni Battistoni, nato nel comune scaligero nel 1910, che ha militato in nazionale nel lontano 1939.

Carlo Zinelli, un grande esponente dell’Art Brut

Carlo Zinelli portret 470x639Tra i grandi personaggi nati a San Giovanni Lupatoto c’è da menzionare senza dubbio anche il pittore Carlo Zinelli. Una storia tragica, quella dell’artista nato nel comune scaligero il 2 luglio 1916, che però ha trovato
una sua redenzione e una forma espressiva nella pittura e nell’arte. Dopo un’infanzia trascorsa al lavoro nei campi, Zinelli si trasferisce a Verona nel 1934 per lavorare al Macello Comunale. Due anni più tardi, concluso il servizio militare, viene arruolato nel Battaglione Trento dell’11° Reggimento del corpo degli Alpini e mandato a combattere nella guerra di Spagna. Sarà questo l’evento che lo segnerà per tutta la vita, costituendo una sorta di spartiacque nella sua vita: rimpatriato dopo due mesi per turbe psichiche, dal 1941 al 1947 viene sottoposto a numerosi elettroshock, per essere poi ricoverato in maniera permanente all’Ospedale Psichiatrico di San Giacomo alla Tomba di Verona. Qui, nel 1957, inizia a frequentare l’atelier di pittura voluto dallo scultore scozzese Michael Noble e dal professor Mario Marini: in 18 anni realizzerà oltre 2mila opere, divenendo nel corso degli anni uno dei nomi più celebri dell’Art Brut. Della sua opera hanno scritto intellettuali come Dino Buzzati e i suoi quadri sono stati esposti in tutto il mondo. Zinelli è morto nel 1997 per una polmonite.
 

PERSONAGGI ILLUSTRI

ü  Giuseppe Pietro Maria Fiocco, letterato e storico dell’arte

ü  Ferruccio Cusinati, compositore e direttore di banda e di coro

ü  Padre Orfeo Mantovani, padre missionario

ü  Alberto Donella, deputato e sindaco di Verona

ü  Dante Bossi, notaio

ü  Eufemia Carrirolo, benefattrice ed istitutrice della Casa di Riposo e della Casa di Infanzia

ü  Felicino Sordo, maestro e presidente della Banda Filarmonica

Persone legate a San Giovanni Lupatoto

  • Marco, Marcelliano      Marcello, poeta, critico, librettista
  • Giovanni Battistoni,      calciatore
  • Gastone Moschin, attore
  • Dino Coltro, scrittore,      poeta
  • Augusto Manzini, pittore
  • Carlo Zinelli, pittore
  • Giovanni Rana, imprenditore
  • Giuseppe Vicenzi,      imprenditore
  • Sonohra, gruppo musicale