Itinerari e luoghi naturalistici

PRIMO PERCORSO

Storico (percorso km 3)

Partendo dalla chiesa della Madonnina sul lato destro della strada principale in direzione sud si prosegue fino alla centralissima piazza Umberto I dove si trova l’acquedotto pubblico eretto nel 1917 ed il monumento ai caduti, opera dell’artista lupatotino Fulvio Sandri, eseguita nel 1973. Sempre in direzione sud sul lato sinistro troviamo Villa Palazzoni, edificio settecentesco (abitazione privata) a pochi metri dalla quale è situata la chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista costruita nel 1772 sul luogo di un’antica chiesetta risalente al 1300. Nel suo interno presso l’altare di San Rocco, tela di Paolo Farinati (1524-1606) raffigurante i Santi Giovanni Battista e Pietro 8sec. XVIII), opera della Scuola del Brentana 8sec. XVII) rappresentanti il riposo “nella fuga in Egitto”, dipinto di un angelo custode (sec. XVII), antico registro delle nascite risalente al 1521. In via Guglielmo Marconi in un capitelo è racchiuso un antico affresco seicentesco raffigurante la Madonna addolorata. Nella parte inferiore si trovano una lapide ed una palla di cannone a ricordo dello scontro tra austriaci e francesi avvenuto in paese nel 1798. Continuiamo il percorso in direzione sud fino in località Punta dove possiamo ammirare una piccola cappella sorta nel 1925 per iniziativa della popolazione della contrada. Costruzione a base quadrangolare, di carattere classicheggiante con qualche elemento barocco. All’interno una nicchia contiene la statua di San Rocco.

SECONDO PERCORSO

Ambientalistico (percorso km 3)

Partendo da via Porto in località “Corte Sorio”, antico insediamento agricolo con fabbricati risalenti alla fine dl e1500, proseguiamo verso l’Adige dove troviamo il Porto, che ospitava il traghetto fino agli anni ’70, ora parco recentemente sistemato con piante e fiori per opera di un volenteroso abitante del luogo. Ci dirigiamo in direzione sud sull’argine costeggiando il lato ovest del fiume fino alla diga. Sempre verso sud troviamo sul lato destro “la casa bombardata” casa bombardata dagli americani durante la seconda guerra mondiale. Ritorniamo quindi verso la strada provinciale in località Ponticello in prossimità di un ponticello, fu eretto nel 1946 il capitello della Madonna del Ponte per opera della popolazione scampata da un terribile evento durante la guerra (1945). All’interno della nicchia: antica statua della Madonna con Bambino seduta su alcuni sacchi.

Itinerario del Parco Pontoncello

pontoncello ridPartenza da San Giovanni Lupatoto – Lunghezza 10 km in bici ma si può fare anche a piedi.
E’ un itinerario ad anello che si svolge su strada sterrata lungo l’argine destro dell’Adige, su pista ciclabile e solo in parte su strada.
L’itinerario parte da Piazza Umberto I, sistemata nel 1876 e in varie riprese rimodernata. Nella parte centrale sorge un Monumento ai Caduti (1973) con scultura bronzea di Fulvio Sandri.
Si prosegue verso la torre-serbatoio dell’acquedotto comunale, costruzione innovativa del primo ’900 alta 27 m. e che poteva contenere 100 mq d’acqua.
Da qui si attraversa la strada principale e s’imbocca via Porto, dove all’inizio a destra troviamo delle case raggruppate. In mezzo al cortile c’era una cappella, oggi proprietà privata, sulla cui fiancata c’è un piccolo busto che pare raffiguri Napoleone Bonaparte; è risalente alla prima campagna napoleonica in Italia, poiché le truppe francesi erano alloggiate anche a San Giovanni Lupatoto.
Superato l’incrocio con via Grolette, dove le lavandaie si recavano per il bucato sulla Fossa Contarina, svoltiamo a destra per una piccola deviazione in località Paquara, dove, il 28 agosto 1233 si tenne una grande adunata di pace, convocata dal religioso Giovanni da Schio. Settecento anni dopo (il 28.08.1933) fu posta in uno degli edifici di corte Sorio una lapide commemorativa.
Arrivati alla fine della via cieca Pace Paquara, si ritorna in via Porto e si prosegue oltrepassando il vecchio ricamificio sulla sinistra. Ci si dirige quindi in località Sorio.
All’inizio della strada che porta alla chiesetta si vede solo il basamento rimasto della croce originale dei tre frati, ora all’interno della chiesetta.
Il termine Sorio deriva da San Giorgio (Soario), nome del Monastero di Verona che già nel secolo XII aveva qui alcune proprietà.
La Chiesetta di Sorio, restaurata nel 1982, è dedicata alla Vergine Assunta, ma è conosciuta come oratorio di San Pietro Martire e San Giorgio. L’aspetto attuale è databile al 1585 su iniziativa della nobildonna Isotta Borghetti come oratorio pubblico sebbene di proprietà della famiglia Borghetti.
Proseguendo si raggiunge corte Sorio, uno dei più antichi e vasti insediamenti agricoli esistenti nel territorio comunale. La corte è un fabbricato risalente alla fine del 1500. Dai Borghetti essa passò successivamente in proprietà ai Cartolari. Attualmente risulta modificata rispetto alla costruzione originale. Un tempo, fino al 1871, c’era una stradina che garantiva l’accesso fluviale congiungendosi alla scomparsa strada della navigazione, detta “cavallara”, la quale costeggiava il fiume per consentire il traino lungo la riva delle imbarcazioni che risalivano il fiume Adige cariche di merci varie.
Si risale in via Porto e si prosegue verso l’Adige; superando la centrale elettrica si raggiunge l’area attrezzata per pic-nic e sulla sinistra possiamo osservare “El Pegano“, l’antico palo che sosteneva la fune del traghetto per raggiungere l’altra sponda dell’Adige.
Siamo qui in zona Porto, dove ogni anno si tiene la “Festa delle Bocche”, creata nel XVII secolo per l’inaugurazione delle paratoie (bocche) delle fosse che prendono i nomi dalle nobili famiglie Veneziane che le fecero scavare: Sagramosa, Bongiovanna e Contarina.
Proseguendo lungo l’argine superiamo la diga e poi un vecchio edificio in rovina sulla destra: era il magazzino idraulico del Pontoncello, costruito dopo la piena del 1882 come osservatorio del fiume.
Svoltiamo verso Pontoncello, località anticamente detta “Ponton Paquaro”. L’insediamento risale al secolo XIV, con la corte del 1409. Nel 1600 era proprietà dei Bevilacqua Lazise, nel 1700 dei Mocenigo Contarini. L’edificio padronale, ora in fase di restauro, presenta una facciata di gusto rinascimentale. Proseguendo vediamo sulla destra l’Oratorio di Pontoncello, sorto nel 1618 nel lato orientale del palazzo per volere dei Bevilacqua Lazise e restaurato nel 1945. L’edificio è dedicato a San Girolamo. All’interno, sopra l’altare, tela rappresentante la Visione di San Girolamo (sec. XVII), ed è attribuita alla bottega del Brusasorci. Nei pressi della contrada Pontoncello c’era il capitello della Madonna del Ponte, eretto nel 1946 dalla popolazione del luogo, scampata ad uno scontro tra tedeschi e americani il 26 aprile del 1945, il giorno dopo la liberazione. All’interno della nicchia si trovava l’antica statua della Madonna con Bambino, seduta su alcuni sacchi.
A questo punto è possibile una deviazione per vedere il Mulino dei Sassi che sfruttava l’acqua come forza motrice, ed ora è in disuso. Da qui proseguendo per via Pontoncello si giunge sulla strada provinciale molto trafficata, che si oltrepassa, seguendo le indicazioni per Albaredo.
Dalla località Pontoncello si torna a ritroso lungo l’’argine che si percorre fino alla prima deviazione a sinistra (via Ausetto). Dopo il maneggio, prima di oltrepassare il canale, si supera la sbarra costeggiando il canale stesso.
Dopo pochi metri si supera un’altra sbarra per giungere in località Bassa, antico insediamento rurale. Sulla sinistra è visibile un edificio dotato di colombaia, in parte del 1500. Sulla facciata rimangono tracce di antiche decorazioni.
Risalendo via Bassa si raggiunge la provinciale, che si oltrepassa, svoltando a sinistra sulla pista ciclabile in direzione Zevio. Sulla sinistra, ma dall’altro lato della strada di via Guglielmo Marconi, c’è il capitello della Madonna della Pace. Gli elementi classici e settecenteschi racchiudono un antico affresco seicentesco, raffigurante la Madonna Addolorata. Nella parte inferiore troviamo una lapide e una palla di cannone, a ricordo dello scontro fra austriaci e francesi avvenuto in paese nel 1798. Pochi metri dopo la fine della pista in località Punta, troviamo il capitello di San Rocco, sorto nel 1925 per iniziativa della popolazione della contrada. La costruzione, a base quadrangolare, è di carattere classicheggiante con qualche elemento barocco. All’interno, una nicchia contiene la statua di San Rocco.
Ritornati sulla pista ciclabile si prosegue verso il paese si può ammirare il palazzo Campagnola sede municipale dal 1932. All’interno, nella sala del Consiglio, con soffitto affrescato c’è il busto in marmo di Federico Garofoli (1789-1861). Nella sala della Giunta municipale troviamo la carta topografica di Giovanni Nachius del 1625 e nell’ufficio del Sindaco si trova il gonfalone comunale con lo stemma raffigurante un lupo rampante con l’immagine di Madonna con Bambino e San Giovanni Battista, opera del concittadino Alessandro Galbier.
Di fronte, merita una sosta la chiesa parrocchiale intitolata a San Giovanni Battista, costruita nel 1772 sul luogo di un’antica chiesetta risalente al 1300 e ampliata successivamente (1908-1911). L’edificio è a croce latina con cupola e campanile, che nel 1772 fu sopraelevato con pietra e mattoni in cotto mantenendo la preesistente cupola; lo strato sottostante è invece in tufo, mattoni e ciottoli.
L’interno, d’impronta rinascimentale, è dotato di decorazioni ed affreschi eseguiti negli anni ’50. Prezioso è l’organo realizzato nel 1910 dal concittadino Farinati, utilizzando materiali pregiati.
Sulla sinistra, sull’altare di San Rocco, c’è la tela di Paolo Farinati (1524-1606) raffiguranti i santi Giovanni, Anna e Rocco. In sagrestia troviamo una pala con Vergine e i Santi Giovanni Battista e Pietro (sec. XVIII), opera di Saverio Dalla Rosa (1745-1821). Nella sacrestia della chiesa è custodito il registro nascite risalente al 1521 ed è il più antico registro battesimi di tutta la diocesi di Verona.
Si ritorna sulla pista ciclabile e dopo pochi metri ci si trova in piazza Olmo, così chiamata perché nel 1797 i soldati dell’esercito francese ma per altri un soldato-poeta di San Giovanni Lupatoto, decisero che l’albero rappresentante la libertà doveva essere un antico olmo.
Da Piazzetta Olmo, imboccando via Carlo Alberto, si può fare un’altra deviazione per visitare la Pia Opera Ciccarelli, fabbricato sorto alla fine del secolo scorso. Subì successivi ampliamenti e restauri. Nel cortile interno troviamo il monumento del fondatore, mons. Giuseppe Ciccarelli, insigne figura di parroco a San Giovanni Lupatoto (1875-1902). Nella chiesa si può ammirare il prezioso affresco del 1600, attribuito alla scuola di Gianfranco Caroto, raffigurante la Madonna Addolorata con in braccio il Cristo deposto dalla croce; c’è anche una pregevole Via Crucis opera del concittadino Alessandro Galbier.
Di fronte a piazzetta Olmo c’è Villa Palazzoli, edificio settecentesco ricostruito dopo il 1820 ad opera di Luigi Castellani. Ai Palazzoli, attuali proprietari, la villa appartenne dalla seconda metà del 1800. La facciata si presenta austera, classicheggiante. Ai lati del grande portale d’ingresso, due cariatidi poste sui basamenti di pietra sorreggono il balcone del piano nobile.
 

La necropoli

Sul territorio lupatotino, in località Pontoncello, sono state rinvenute delle necropoli risalenti all’Età del Ferro e attribuibili a popolazioni celtiche. A Raldon, nelle terre di proprietà del Marchese Jacopo Muselli, furono rinvenute una necropoli ed una casa romana risalente al I secolo La necropoli, destinata alla tumulazione dei plebei, aveva come perimetro un quadrato delimitato approssimativamente dalle attuale strada che da Verona porta a Bovolone, l’atra strada che da Raldon porta a Santa Maria di Zevio e infine, quella che da Pozzo porta a Vallese. Alcuni dei reperti provenienti dalla necropoli si possono vedere presso il Museo Archeologico del Teatro Romano di Verona, ma la maggior parte degli oggetti è andata dispersa nel periodo napoleonico.

Traghetto a “passo volante”

Il traghetto a passo volante, come era chiamato nel 1871, anno in cui entrò in funzione, era uno dei collegamenti esistenti fino agli inizi degli anni 60 del secolo scorso fra le rive del fiume Adige e nello specifico collegava i comuni di San Giovanni Lupatoto con San Martino Buon Albergo ed era situato, di poco, a monte dello sbarramento della diga di Santa Caterina – Pontoncello (ex SAVA) nella cosiddetta area del porto di San Giovanni.

Il porto fu costruito nel 1871 con lo scopo di aprire una via di comunicazione con l’Est veronese e di migliorare gli interscambi commerciali. La decisione di costruirlo fu dovuta dalla necessità di dare lavoro a tanti poveri contadini privi di occupazione: si rivelò fin da subito una soluzione indovinata, tanto che gli abitanti della basse di San Michele erano soliti raggiungere il centro di San Giovanni Lupatoto invece di risalire verso Verona. Purtroppo il vecchio traghetto naufragò sul fiume Adige nel 1970 e ad oggi si sta tentando di rimetterlo in moto, data la sua importanza come congiunzione dell’anello di piste ciclabili e collegamento tra le due sponde del fiume.

 

Mercato settimanale

DOVE: via Ugo Foscolo
GIORNI: venerdì
ORARIO: dalle 7 alle 14
 
 

Luoghi da visitare:

  • Chiesa parrocchiale intitolata a Gesù Buon Pastore
  • Chiesa della Madonnina
  • Oratorio Vergine Assunta (Corte Sorio)
  • Palazzo Campagnola (sede municipale)
  • Villa Palazzoli
  • Villa Wallner
  • Corte Pasti in località Camacicci
  • Corte Sorio
  • Oratorio di Pontoncello

Luoghi naturalistici:

  • - Il Porto in destra Adige
  • - Pista ciclabile
  • - Parco di Pontoncello con area attrezzata per pic-nic

Luoghi acquisto prodotti tipici:

  • - Azienda Agricola Albertini Paola via Gabbiola n. 3 - tel. 0458778132
  • - Azienda Agricola Marcantoni Maria Elisa via Bassa n. 12 – cell. 3474264262
  • - Pastificio Rana – Spaccio aziendale via Pacinotti n. 25 – tel. 0458587311

v Pro loco tel. 045 8751428