Chiese, pievi e oratori

LA PARROCCHIALE DI SAN GIOVANNI LUPATOTO

parrocchiale san giovanni lupatoto ridVi sono notizie che attestano come, fin dal 1300, esistesse a San Giovanni Lupatoto, una casa canonica “murata, solarata e coppata”. Ma altri documenti certificano che già agli inizi del 1300 a San Giovanni Lupatoto vi fosse una chiesa riconsacrata nel 1354, come risultava da un’iscrizione presente in chiesa ed ora andata perduta.
Era molto più piccola dell’attuale con solo due altari, poi divenuti tre. Con il passare dei secoli il paese e quindi anche il luogo di culto aumentarono d’importanza e già verso la metà del 1400, esso assunse maggior potere tanto da divenire, nel 1669, Vicaria Foranea dalla quale dipendevano: Ca’ di David, Mazzagatta, Buttapietra, Raldon, Bovo, Vallese, San Giacomo di Tomba. Nel 1741, invece comprendeva solamente Buttapietra e affidata a un curato, Ca’ di David e Vallese. La primitiva cappella, che servì fino al 1772, doveva comunque essere molto piccola visto che dai documenti della parrocchia il centro non era esteso e tutte le anime presenti non superavano il numero di 700.
Il numero aumentò comunque progressivamente fino a superare i 1.100 abitanti verso la metà del 1700. La vecchia chiesa non era quindi più sufficiente ed il parroco don Giuseppe Svaizer (1764-1776) in accordo con la comunità decise nel 1765 di dare avvio all’iter per intervenire prima con l’idea di allungare quella vecchia, poi, visto i vari problemi sorti, con la convinzione di dover provvedere all’erezione di un nuovo edificio.
Veniva quindi dato il benestare e nel marzo 1772 la nuova chiesa era pronta. Fu consacrata tre anni dopo da monsignor Morosini. Costruita in stile dorico composito risultò di belle proporzioni. Aveva cinque altari: l’altare maggiore, quelli della Beata Vergine, di San Giuseppe, di San Luigi Gonzaga, di San Rocco e, più tardi, ne fu aggiunto un altro dedicato a Sant’ Antonio. Ad essa furono fatti, in varie epoche, alcuni rifacimenti e fu arricchita di pregiati dipinti, tra cui una bella tela rappresentante San Giuseppe che fugge in Egitto, di autore ignoto della metà del 1600, e un’altra del Farinati. Ulteriori opere sono dello Zusi, del Chiarelli e di Paolin Caliari. Grazie ad alcuni restauri inoltre, fu riconosciuta ed attribuita un’altra tela il cui autore era Della Rosa. Rappresenta la Vergine col Bambino attorniata da San Giovanni Battista e San Pietro.
Ma tali lavori non risultarono sufficienti e, con i primi anni del 1900 si rese necessario un altro intervento che registrò un ulteriore ampliamento.
A quell’epoca l’edifico sacro corrispondeva solamente all’attuale braccio centrale e si estendeva fino ad una striscia di marmo scuro posta a indicare il punto di congiunzione del vecchio edificio con la parte nuova. Siamo tra il 1908-1911 e quando terminarono i lavori, l’edificio che ne uscì era una chiesa a croce latina con una grandiosa cupola in cemento armato.
Nel 1954 grazie al parroco don Romolo Olivati la chiesa fu decorata da Pietro Negrini e affrescata con le figure degli apostoli nelle vele sottostanti la cupola; venne inoltre arricchita con quattordici quadri della Via Crucis del pittore Alessandro Galbier nato a San Giovanni Lupatoto il 26 maggio1902 e morto il 5 marzo 1980, mentre nel 1959 si provvide al rivestimento esterno della cupola con lamiere di rame. Ultimamente si è provveduto a restaurare tutta la parte esterna dell’edificio sacro rendendolo più luminoso e piacevole alla vista.
 

LA CHIESA DI SORIO

oratorio sorio ridLa chiesa di Sorio, chiamata anche oratorio di San Pietro Martire e San Giorgio, è un piccolo oratorio probabilmente basato su di una forma architetturale di stampo romanico ed ampliata successivamente in tempi diversi. Dedicata alla Vergine Assunta, si trova ai piedi del terrazzo dell'Adige, in un luogo di solitudine e di preghiera. L'edificio fu eretto nel 1585 con lo scopo di essere utilizzato come chiesa padronale. La decadenza della chiesetta iniziò nell' 800 quando, con il potenziamento dei collegamenti stradali e la caduta della Repubblica Veneta, la navigazione fluviale perse la sua importanza e di conseguenza anche la chiesa non fu più un punto di riferimento. Viene restaurata nel 1982 e parzialmente restaurata in epoca recente. La chiesa fu edificata nel 1585 per iniziativa della nobile signora Isotta Borghetti, moglie del nobile signor Guglielmo Guarienti, come chiesa padronale. Inizialmente fu messa sotto la giurisdizione della Santa Congregazione del Clero Intrinseco che ne nominava il cappellano. Qui vi si celebravano due messe feriali settimanali e tutte le feste di precetto e di devozione secondo la volontà del coniugi Borghetti. Nel 1900 il papa Leone XIII concesse alla chiesetta l’indulgenza plenaria applicata per sette anni ai defunti e a tutti i fedeli che, dopo essersi confessati, visitavano l'oratorio nella festa di San Pietro Partire o in uno dei sette giorni seguenti, pregando per la concordia dei principi cristiani, per l'estirpazione delle eresie, per la conversione dei peccatori e per l'esaltazione della santa Madre Chiesa. In questa chiesa vennero anche sepolti i nobili signori Borghetti-Cartolari. Durante il periodo in cui Monsignor L. Boscani era parroco, i nobili Cartolari donarono alla parrocchia di San Giovanni Lupatoto l'oratorio, la casa annessa e i due orti che affiancano la chiesa. Nel 1982 la chiesa fu stata restaurata completamente.

CHIESA DI S. MARTINO A BAGNOLOOratorio di Bagnolo rid

Particolare attenzione nella chiesa dedicata a San Martino e costruita nel 1530, viene data all’altare in marmo in stile barocco e ad un trittico posto sulla parete del coro di scuola mantegnesca, raffiguranti i santi San Martino, San Erasmo e San Zeno.

Il Santuario della beata vergine dello staffalo dei Mori o dei Tedeschi - Chiesa della Madonnina

Chiesa della Madonnina ridIl sorgere del Santuario della Madonnina è contrassegnato da due eventi avvenuti nel periodo della Guerra dei 30 anni (1618-1648) tra il regno di Francia e l’Impero Germanico alleato con la Spagna. L’Imperatore tedesco mandò 30.000 soldati mercenari conosciuti come i Lanzichenecchi ad assediare Mantova alleata dei Francesi. Le truppe portarono rovina, devastazione, carestia e morte tramite la peste che imperversò su queste terre da maggio fino a Natale dell’anno 1630. A Verona perirono 32.795 persone; a San Giovanni, dal 5 luglio al 19 agosto, si ebbero 265 decessi. Il comune che prima della peste era abitato da circa 1300 persone, 40 anni dopo se ne contavano appena 470. Inoltre, le truppe imperiali per rifornirsi di viveri e per foraggiare i cavalli, di diedero da fare saccheggiando, incendiando e violentando, tanto che la gente li temeva ancor più della peste.
Alcune bande di cavalleria tedesca entrarono ne territorio veronese e si avvicinarono al borgo di San Giovanni provenendo dalle mura di Verona. Arrivati alle prime case, dove c’era un capitello della Madonna, non entrarono in Paese, ma si ritirarono senza recare danno. La popolazione si sentì miracolosamente salvata dalla Madonna ed immaginò che i cavalli si arrestassero trattenuti da una forza misteriosa. Per questo miracolo e per intercedere la cessazione della peste, gli abitanti di San Giovanni L. fecero voto di erigere nel sito del capitello una chiesetta che comprendesse l’affresco dell’immagine di Maria. Subito si misero all’opera ed il 17 agosto del 1630 furono poste le fondamenta. La chiesetta durante i secoli fu rimaneggiata parecchie volte, ma mantenne la forma originale neo classica. Le ultime ristrutturazioni avvennero: nel 1945 con l’esecuzione di affreschi eseguiti dal pittore Giuseppe Resi, mentre nel 1972 furono tolti gli altari laterali, sostituiti da due pale provenienti dalla chiesetta di Sorio.
 

La Chiesa di San Gaetano da Thiene  frazione Pozzo

Pozzo Ex chiesa parrocchiale ridIl primo edificio di culto di Pozzo di San Giovanni Lupatoto venne edificato tra 1912 e 1913. Nella seconda metà del XX secolo, visto l’aumento demografico della popolazione del borgo, si rese necessaria la costruzione di un edificio più ampio. I lavori presero il via nel 1990 e terminarono nel 1992. Oggi l’edificio si presenta con facciata di forma rettangolare, preceduta da una vela intersecata verticalmente da un volume cilindrico a pianta ottagonale in muratura, nel cui basamento è collocato il fonte battesimale. Due gli ingressi, a lato del suddetto corpo verticale. Interno ad unica ampia aula rettangolare movimentata da quattro cappelle laterali. Presbiterio rialzato rispetto alla quota della navata, concluso da un abside emergente a fondale piatto. Pavimentazione in lastre rettangolari di marmo Nembro Rosato e marmo Rosso Verona.

La Chiesa di Raldon

Una prima cappella venne edificata a Raldon nel corso del XV secolo. Tra 1572 e 1573 venne costruito un nuovo edificio, più capiente dotato di campanile e cimitero, la chiesa divenne parrocchia nel 1574. L’edificio sacro attuale, intitolato a Santa Maria Maddalena, venne edificato su quello cinquecentesco tra 1960 e 1962. Esso si presenta con facciata contemporanea rivolta ad Ovest. L’interno è un’ampia aula unica rettangolare. Lungo i fianchi si aprono sei semi-cappelle emergenti a pianta poligonale. Presbiterio a pianta quadrata con deambulatorio perimetrale da cui risulta separato dai pilastri della struttura portante.
Ai lati del presbiterio si collocano, a settentrione la cappella feriale dedicata alla Vergine del Rosario, mentre sul lato opposto vi è ubicata la sacrestia; entrambi gli ambienti sono in collegamento diretto con la navata ed il deambulatorio.
Pavimentazione in lastre rettangolari e in pietra calcarea della Lessinia.
 

La Chiesa di San Giovanni Battista  frazione Raldon

Raldon Le due chiese ridDi fronte alla moderna parrocchiale c’è la chiesa intitolata a San Giovanni Battista, costruita nel 1772 sul luogo di un’antica chiesetta risalente al 1300 e ampliata successivamente tra il 1908 e il 1911. L’edificio si presenta a croce latina con cupola e campanile, che nel 1772 fu sopraelevato, pur mantenendo la preesistente cupola, con pietra e mattoni in cotto, mentre la parte più antica sottostante è in tufo, mattoni e ciottoli. L’interno, d’impronta rinascimentale, è dotato di decorazioni ed affreschi eseguiti negli anni ’50 del secolo scorso. Risulta prezioso l’organo realizzato nel 1910 dal concittadino Farinati, utilizzando materiali pregiati. Entrando, a sinistra, c’è l’altare di San Rocco che contiene la tela di Paolo Farinati (1524-1606) raffiguranti i santi Giovanni, Anna e Rocco. In sagrestia troviamo una pala con Vergine e i Santi Giovanni Battista e Pietro (sec. XVIII), opera di Saverio Dalla Rosa (1745-1821). Nella sacrestia di questa chiesa è custodito il registro nascite risalente al 1521, il quale risulta essere il più antico registro battesimi di tutta la diocesi di Verona.

L’Oratorio di Pontoncello

Oratorio di Pontoncello ridL’Oratorio di Pontoncello, sorto nel 1618 nel lato orientale del palazzo per volere dei Bevilacqua-Lazise fu restaurato nel 1945. L’edificio è dedicato a San Girolamo. All’interno, sopra l’altare è installata tela dipinta intitolata La visione di San Girolamo del XVII secolo, proveniente dalla bottega del pittore veronese Felice Brusasorci. Nei pressi della contrada Pontoncello c’era il capitello della Madonna del Ponte, eretto nel 1946 dalla popolazione del luogo, in segno di gratitudine, dopo essersi salvata da uno scontro tra tedeschi e americani il 26 aprile del 1945. All’interno della nicchia c’era l’antica statua della Madonna con Bambino, seduta su alcuni sacchi.

Oratorio del SS. Sacramento

Oratorio SS. Sacramento ridL’oratorio del SS. Sacramento venne edificato nei primi anni del XVII sec. Tra 1910 e 1912 la facciata venne rinnovata in stile neoclassico. Recentemente restaurato ed adibito a cappella feriale, si colloca sul fianco occidentale della chiesa parrocchiale di S. Giovanni Lupatoto, prolungandosi fino a collegarsi con il volume emergente della cappella della Beata Vergine. Pianta ad unica aula rettangolare con presbiterio rialzato di un gradino. L’ambiente interno è coperto da una controsoffittatura piana La pavimentazione della navata è realizzata in piastrelle quadrate di gress porcellanato, posate a corsi obliqui; Il presbiterio è pavimentato con piastrelle rettangolari di marmo trani.