Ville e Palazzi

Il Castello

DSC 2587 ridIl Castello di Bevilacqua fu costruito nel 1336 da Guglielmo Bevilacqua e completato dal figlio Francesco per conto degli Scaligeri, signori di Verona. Fu concepito come fortezza per difendersi dalle signorie confinanti, i Carraresi e gli Estensi. La famiglia Bevilacqua proveniva da Ala di Trento come attesta il disegno di un'ala d’uccello posta al centro dello stemma.
Abile commerciante di legname Guglielmo Bevilacqua, alla corte di Can Grande Mastino della Scala, aveva consolidato il suo prestigio economico, tanto da ricevere regolare investitura di vassallo dal vescovo di Verona. Il castello fu danneggiato all’epoca della lega di Cambrai e perse la sua funzione difensiva durante il dominio della Repubblica di Venezia. Nell’ala ovest del maniero, staccato dalle quattro torri merlate che lo difendono, sorge un antico oratorio chiamato “oratorio del castello”
L’edificio venne sistemato nel 1532 ad opera dell’architetto Sanmicheli che lo trasformò in residenza nobiliare. Nel 1756 Gaetano Ippolito Bevilacqua restaurò e rimodernò parte dell’interno del castello, ricavando i grandi saloni del primo piano. Non passò nemmeno un secolo che l’edificio venne dato alle fiamme dall’esercito austriaco nel 1848. Il castello fu restaurato a più riprese dalla contessa Felicita Bevilacqua assieme al marito il generale Giuseppe La Masa, venne abbellito con un coronamento a merli e tutto il complesso acquistò un’immagine neogotica in assonanza con il gusto romantico del tempo. Il patrimonio del castello, dopo la morte dei coniugi, fu lasciato in beneficenza alla fondazione “Bevilacqua – La Masa” che dopo alcuni anni avrebbe trasformato il maniero, ad opera dell’ingegner Mutto, in “Asilo di Quiete Bevilacqua - La Masa”, una sorta di residence per anziani e bisognosi. Durante la Seconda Guerra Mondiale fu occupato dai tedeschi come postazione comando e trasmissioni. Dopo la fine del periodo bellico l’edificio divenne collegio salesiano fino al 1966 quando, per lo scoppio di una caldaia, il castello per la terza volta nella sua storia, fu devastato dalle fiamme. Abbandonato dai religiosi fu ceduto a privati. Solo dopo il 1990 l’edificio, acquistato dalla famiglia Cerato, ha ripreso il suo antico splendore in seguito a minuziosi restauri.
Attualmente il castello di Bevilacqua è gestito dalla famiglia Iseppi – Cerato, che ha saputo riportare all’antico splendore gli interni sanmicheliani, il giardino pensile e il cortile interno circondato da armoniosi porticati ed impreziosito da una signorile vera da pozzo.
 

Antica stazione di posta di Bevilacqua – XV secolo

P1010554 ridSorto nella metà del Quattrocento come edificio comunque annesso al castello dei Bevilacqua, esercitava la funzione di osteria e luogo per il riposo dei cavalli. La facciata dell'edificio è dotata di sei grandi archi e sei finestre a volta ed è sovrastata da due imponenti camini sul tetto. Anche in ogni lato è presente un arco che immette nel porticato dell'edificio. Sul lato che guarda ad est è visibile ciò che resta di un'antica meridiana. Altri elementi rilevanti sono i soffitti in legno, un prezioso camino e resti di mura merlate nella parte posteriore.

 

  

Villa Bevilacqua – XVI secolo

P1010403 ridL'edificio è situato di fronte all'imponente castello nelle immediate vicinanze del fiume Fratta che segna il confine con la provincia di Padova, un tempo territorio dei Carraresi. Villa Bevilacqua, risalente al XVI secolo, fu in passato una delle tenute della famiglia di Santa Anastasia, appartenente, come la famiglia dei SS. Apostoli, al ramo dei Bevilacqua; la sua funzione era quella di casa di villeggiatura, con annesse le scuderie, la cantina ed il porticato. L’origine della famiglia di Santa Anastasia è rappresentata da Guglielmo III (1418-1486) capostipite della famiglia di Santa Anastasia, viene ricordato per il suo passato di condottiero presso il marchese di Mantova che combatté per i Veneziani. Fu inoltre uno dei rappresentanti veronesi che a Venezia, nel 1452, resero omaggio all’imperatore Federico III. I contrasti economici e la prevalenza politico-economica della famiglia dei SS. Apostoli di Verona rispetto alla famiglia di Santa Anastasia, destò molto più interesse da parte degli storici; per questa ragione le informazioni a nostra disposizione sono ridotte. Il periodo più interessante, per quanto concerne i rapporti tra le due famiglie, è sicuramente l’Ottocento: le battaglie giudiziarie e le vicende patrimoniali si susseguirono durante tutto il secolo. L’entità delle proprietà avute in eredità dai Santa Anastasia, ed alcune acquistate, erano in quantità molto inferiore rispetto a quelle in mano alla famiglia dei SS. Apostoli, ma in concreto le due famiglie erano proprietarie di tutti i terreni e gli edifici del paese di Bevilacqua. L'elegante villa presenta una forma simmetrica e la facciata, con mattoni a vista, è dotata di cinque aperture per piano. Il piano nobile è raggiungibile oltre che dall'interno, esternamente da una scala balaustrata che immette nell'enorme parco antistante la villa arricchito da eleganti fontane. Un tempo questo parco era circondato da altre costruzioni andate distrutte soprattutto durante la seconda Guerra mondiale.