Chiese, pievi e oratori

LA PARROCCHIALE DEI SANTI PIETRO E PAOLO

chiesa parrocchiale ridLa chiesa parrocchiale di Mozzecane è intitolata ai Santi Pietro e Paolo. La sua origine è legata alla pieve di Grezzano dalla quale dipendeva come cappella così come le cappelle di Tormine e San Zeno ed era intitolata inizialmente alla conversione di San Paolo che veniva celebrata il 25 gennaio.
Secondo quanto riportato da Italo Martinelli, sembra che la vecchia chiesa del paese sulla quale andò ad ampliarsi al comunità, fu molto probabilmente la chiesetta di San Faustino che oggi si trova nei pressi del cimitero e che a quei tempi risultava inserita nella via che da Verona attraverso Villafranca portava a Mantova.
La pieve di Grezzano intitolata a San Lorenzo da cui dipendeva sia l’originaria chiesa di Mozzecane sia le cappelle di San Zeno in Mozzo e Tormine oltre alle chiese campestri di San Martino e di Sant'Andrea distrutte nel 1594 e nel 1533, era molto conosciuta e godeva di tanta devozione essendo considerata la pieve originaria. Essa venne più volte modificata e mentre l’attuale edificio fu eretto in stile barocco tra il 1678 e il 1682 ed i lavori vennero pagati da Alvise Canossa.
La chiesa parrocchiale di Mozzecane invece, quando la pieve di Grezzano era il centro religioso del terriorio, era una semplice cappella, intitolata inizialmente solo alla conversione di San Paolo. Nel 1533 all'interno della chiesa erano presenti un fonte battesimale e due altari: quello maggiore dedicato a San Paolo e il secondo alla Vergine. Avere un proprio fonte battesimale già agli inizi del 1500 sta a significare come già allora la chiesa fosse quasi del tutto autonoma a quella di Grezzano. A questi altari se ne aggiunsero altri tre e l’aumento avvenne entro la fine del 1500: uno intitolato a SantaLucia, uno a Santa Apollonia e l’ultimo ai santi Faustino e Giovita che, secondo la tradizione, sarebbero gli originari proprietari della chiesa. Il numero degli altari rimase pressoché invariato per circa 150 anni, almeno fino alla visita pastorale del 1730 quando sia alla struttura della chiesa, sia l’intitolazione del luogo di culto erano gli stessi. Ma il paese si stava ampliando e la chiesa non riusciva più a contenere i fedeli che partecipavano alle funzioni religiose e alle cerimonie. Così Nel 1747 l'assemblea dei capifamiglia votò per l'ampliamento e per il rifacimento di alcune parti della struttura, tra le quali la facciata che dava già allora sulla strada pubblica. I lavori di ampliamento e di abbellimento iniziarono quasi subito e da quel lontano 1747 ad oggi l'edificio non ha subito particolari modifiche. All’esterno la facciata è elegante, delimitata da paraste con capitelli corinzi sovrastate da un frontone curvilineo. Per dare luce ed armonia alla facciata sono state inoltre ricavate due grandi finestre delimitate da un timpano, che sovrastano il portale d’accesso abbellito da lavorazioni barocche. A lato svetta il campanile che termina con un lanternino poligonale e cupola a cipolla.
L'interno è a navata unica con copertura a botte e ed ha dislocate lungo la grande navata, quatto cappelle con quattro altari laterali. . Oltre all'altare maggiore in marmo, sono presenti gli altari intitolati ai Santi Faustino e Giovita, a Sant'Antonio di Padova, alla Concezione e al Rosario, ai Santi Innocenti. Tra le opere più significative conservate in chiesa troviamo la Strage degli Innocenti , opera del 1616 ed eseguita dal pittore Giovanni Battista de Levis; la pala dedicata a Sant’Antonio da Padova e alla Madonna Opera del pittore veronese Francesco Lorenzi, mentre degno di nota è un crocifisso ligneo datato al XVI secolo, alcune statue lignee della Madonna in trono, di San Sebastiano e di San Rocco, del 1500. Infine la chiesa conserva anche un lacerto di affresco raffigurante una Crocifissione, quasi sicuramente dell’antica parrocchiale prima del suo ampliamento settecentesco.
 

LA PARROCCHIALE DI GREZZANO: Un gioiello del barocco veronese

mozzecane barocco veronese ridQuasi di fronte al neoclassico Palazzo Canossa realizzato da Adriano Cristofali (1718-1788), si erge ariosa la parrocchiale di Grezzano dedicata a San Lorenzo e riedificata su progetto dell’architetto Vincenzo Pellesina (1637-1700), tra il 1678 e 1682. L’opera è uno degli esempi più significativi del barocco veronese voluta dal marchese Luigi di Canossa. L’architetto Pellesina realizzò un complesso monumentale che ricalcava il modello ormai consolidato dettato dalla chiesa controriformista dopo il Concilio di Trento (1542-1563), con la presenza di un’unica navata e di cappelle laterali. L’estro artistico dell’architetto si manifestò nella ricca facciata, ripartita in due ordini, tramite un esuberante apparato decorativo con la realizzazione dei quattro cartigli, nei capitelli festonati delle paraste, nelle volute di raccordo tra la parte inferiore e quella superiore, nelle elaborate fasce del portale che si collegano con quelle della nicchia sovrastante, la quale accoglie e protegge la statua di San Lorenzo. Uno degli elementi che attirano maggiormente l’attenzione è dato dai cartigli lapidei murati nell’ordine superiore della facciata che mostrano lo scudo araldico dei Canossa, a sinistra, e quello dei Martinengo-Colleoni a destra. Con la medesima corrispondenza, ma nell’ordine inferiore, un’epigrafe ricorda che Luigi di Canossa, marchese di Calliano e Rossignano, domestico cesareo e commissario dell’impero in Italia, memore della pietà degli avi, in onore del culto e a comodo della popolazione, eresse il tempio e lo dedicò al martire Lorenzo nel 1682. L’altra epigrafe che si trova sulla destra del portale, è invece una testimonianza d’amore per la moglie la contessa Beatrice Martinengo, la cui bontà d’animo Luigi volle ricordare assieme alla sua, felice di eternare per sempre su di un’unica pietra, i loro nomi nel 1682.

Chiesa di Sant’Antonio Abate

L’esistenza della chiesa di Sant’Antonio Abate è documentata a partire dal 1420, anno in cui la famiglia Bordoni, allora proprietaria del feudo di Tormine, concesse in locazione ad un abitante della zona alcuni beni in ora ecclesie Sant’Antonii. Originariamente cappella soggetta alla pieve di San Lorenzo in Grezzano di Mozzecane, fu eretta in parrocchia tra il 1530 ed il 1533. La chiesa attuale risale al XIX secolo. Esternamente si presenta con facciata a capanna rivolta ad occidente con torre campanaria addossata al fianco settentrionale del presbiterio. Impianto planimetrico ad unica aula rettangolare, con un profondo presbiterio a fondale piatto rialzato di due gradini e articolato su più livelli; lungo i fianchi dell’aula due semi-cappelle laterali ospitano l’altare di San Luigi, già del Sacro Cuore, a sinistra, e l’altare della Madonna, sul lato opposto. I prospetti interni sono scanditi da lesene con capitelli modanati su cui si imposta l’alta trabeazione sommitale; le pareti sono decorate con fregi, immagini di santi ed episodi sacri dipinti da don Remigio Leardini, parroco dal 1939 al 1949. L’aula è coperta da una volta a botte a sezione semi-ellittica decorata a tempera con finte cornici modanate ed elementi ornamentali; il presbiterio è sovrastato da una volta a botte decorata al centro con un dipinto raffigurante il Cristo Risorto. La pavimentazione della navata è realizzata in piastrelle di cemento decorate; il piano del presbiterio è pavimentato in quadrotte di marmo Rosso Verona e pietra calcarea bianco-rosata, e con lastre di marmo Rosso Verona.