Curiosità e personaggi illustri

villa piccoli a bionde ridVilla Piccoli a Bionde

Le Bellezze delle località di Bionde e Engazzà

Bionde deriva dal latino “Blondis visegna”, dove “Blondis” significa Bionda e “Visegna” Vicina, nome attribuitogli con grande probabilità per la sua vicinanza ad Engazza e Bionde. Nella frazione di Bionde emerge per bellezza, il Mezzo Palazzo ex Valmarana, ora Brutti, dove, al suo interno, è possibile ammirare un pregiato soffitto a cassettoni finemente decorato ed un’elegante scala esterna.
Ma non sono di meno importanti i palazzi Bertelè (ora in gran parte ricostruito), Scipioni ex Serego-Alighieri (costruito in stile sanmicheliano), Cartolari, ora Scipioni, in pianta veneta che presenta un’antica ghiacciaia, la chiesetta di San Giuseppe e casa Betti del 1400 con una torre colombaia.
Si trova al centro del paese il Palazzo della famiglia Campagna, costituito da due torri di cui una con merlatura ghibellina. Tale residenza fu soggetta di cessioni tanto che dai Campagna passò ai conti Portalupi, poi ai Chiaramonte ed infine ai Scipioni.
Oltre alle residenze signorili, importante è anche la chiesa parrocchiale che conserva al suo interno due pale dei pittori Felice Brusasorzi e Zeno Donise e sull’altare maggiore è visibile un dipinto di G. Francesco Caroto. Tutte opere che di recente sono state oggetto di un attento restauro.
Il nome di Engazzà invece, deriva dal grande bosco in cui si trovava in tempi antichi, denominato già in età Longobardo-Franca “"Gazi et Hengazate Nogarie".
Notizie riguardanti il periodo romano non se ne hanno, rimane, però, a testimonianza di una cultura artistica, la Chiesa Parrocchiale di Santa Maria Assunta, le cui prime notizie risalgono al 1460, quando fu visitata dal vescovo Matteo Canato, anche se probabilmente era già presente da non oltre cinquant’anni prima.
 

LA FAMIGLIA DEI “DELLA SCALA” E VERDE DA SALIZZOLE

Oltre al castello scaligero, Salizzole è importante perché proprio qui ebbe i natali la moglie di chi diede inizio ai fasti di una delle più grandi ed illuminate signorie del Veneto: i “della Scala”.
Alberto della ScalaAlberto della ScalaVerde da Salizzole infatti non solo fu moglie di Alberto della Scala che, nel 1277, diede inizio alla signoria scaligera, ma fu anche madre di Bartolomeo, Alboino, Cangrande, Costanza e Caterina.
Poco si sa sulle origini di questa famiglia che la tradizione vorrebbe essere legata ai conti di Salizzole. Infatti Verde viene sempre chiamata moglie di Alberto ed il suo legame con il paese nasce dal fatto che proprio qui la famiglia aveva una splendida dimora, ma risulta pure che ne avesse un’altra casa ad Angiari e qui la questione si lega ad uno dei tanti misteri a cui ulteriori ricerche cercheranno di dare una risposta: quello di scoprire se effettivamente la famiglia Verde fosse di Salizzole o se con la famiglia dei Salizzoli, da cui si dice prese il nome il paese, avesse legami diretti.
Dell’origine praticamente sconosciuta della famiglia di Verde, alcuni studiosi fanno rilevare come il motivo possa ricondursi al fatto che essa probabilmente non rivestisse un ruolo di rilievo tra le famiglie nobili, prima del matrimonio con i “della Scala”. Infatti non era data particolare rilevanza per gli scaligeri, almeno nelle prime generazioni, al fatto che le future mogli appartenessero a famiglie nobili o molto conosciute. La prova è che, accanto ad Alberto I, anche i suoi fratelli Mastino I e Federico Bocca, avevano sposato donne appartenenti ad ignote famiglie veronesi. Fu solo con i figli di questi che si iniziò a pensare alla magnificenza dell’apparato di corte e alla ricerca di matrimoni tra famiglie di alto rango.
Se forse da un lato forse Verde della Scala era poco conosciuta, dall’altro disponeva di un notevole patrimonio personale specialmente ad Angiari e ad esso Verde era molto legata mentre altre proprietà possedeva sia a Nogara che ad Orti. Era inoltre una donna alquanto influente e poteva contare su rapporti di grande valore con le maggiori istituzioni ecclesiastiche cittadine. Grazie a questo, poté giocare un ruolo fondamentale nella politica ecclesiastica del marito Alberto I. Verde morì a Verona il 25 dicembre del 1305.
 

IL FANTASMA DI VERDE DA SALIZZOLE RIVIVE NEL SUO CASTELLO

verde da salizzole ridLa contessa Verde de' Saliceli era una giovane e bella donna proprietaria di terreni sia a Salizzole sia in altri comuni del Basso Veronese come ad Angiari ed assunse, verso la prima metà del 1200, un ruolo fondamentale nella storia e nella politica veronese andando in sposa ad Alberto della Scala. Una donna importante quindi il cui nome risulta legato al grande complesso fortificato ancora oggi presente a Salizzole: il castello scaligero attualmente sede di biblioteca e municipio del paese.
Costituito da due torri poste ai lati del corpo centrale, presenta uno sviluppo orizzontale in gran parte rifatto nel XVII secolo. La torre occidentale è merlata e risale al XII secolo, quella orientale, alta 30 metri, nella quale si trova il portale d’ingresso con ghiera ornata da una fascia in cotto con motivi geometrici, viene attribuita all’intervento effettuato da Alberto della Scala. Le sorti di questo importante e strategico maniero con molta probabilità passò nelle mani degli scaligeri già agli inizi del 1300, subito dopo la morte della contessa. Verde de' Saliceli, oltre a sposare Alberto I della Scala dando inizio alla Signoria scaligera nel 1277, fu madre di Alboino, Cangrande, Costanza e Caterina. Voce di popolo racconta che il fantasma di questa giovane donna non voglia lasciare la sua originaria dimora apparendo ancora oggi a chi voglia visitare e dimorare tra le mura del castello. E' accaduto di recente, infatti sono stati rilevati degli strani fenomeni proprio al primo piano della torre occidentale dell´antico complesso. In una piccola stanza con volta a botte, arredata in stile ottocentesco, dove la luce penetra da piccole feritoie, fra arazzi e litografie d´epoca, un calamaio rovesciato, una evidente macchia di inchiostro blu che imbratta dei fogli sparsi sulla scrivania, sono i segni di misteriosi fatti vissuti da alcuni visitatori che di recente hanno voluto trascorrere una notte tra le mura della torre occidentale del castello medioevale per voler incontrare il fantasma di Verde de’ Saliceli. Strani rumori, colpi secchi ed ovattati nel silenzio totale delle possenti mura e questo calamaio rovesciato su dei fogli dopo che lo stesso era stato accuratamente riposto dalle persone che hanno trascorso la notte nel castello, sono alcune delle tante stranezze che si aggirano tra le mura. Come quella di una giovane donna il cui viso sembra sia apparso a più d'una persona ed anche al presidente di un Club, quello degli “Insonni”, che cerca di far rivivere le tradizioni e la storia di questa importante donna e del suo castello.
Infatti, trascorrendo parecchio tempo tra le mura del maniero, i segnali e le immagini che sono state viste da più occhi, testimoniano che qualcosa di strano e di misterioso si aggira tra le mura dell'antico maniero e più di qualcuno ha avvicinato questi segni proprio alla presenza della contessa nel castello. Strani fenomeni rilevati prevalentemente al primo piano della torre occidentale e che permise a chi dormì nella stanza della torre, di intravvedere per qualche istante il volto di una giovane donna ornato di riccioli, forse proprio quello di Donna Verde. Altri testimoni avrebbero poi avvertito altri fenomeni, per il momento inspiegabili. Un mistero che aumenta ancora di più la curiosità su di un castello che nella sua storia non assunse mai un vero ruolo difensivo sotto il dominio scaligero, diventando invece un luogo residenziale; infatti le architetture interne presentano soffitti con volte a crociera e costoloni marcati da nervature ogivali, oltre che da aperture ornate da ghiere in cotto e tufo.
Il pregevole complesso oggi in parte pubblico ed in parte privato, rimase per molti anni in uno stato di assoluto abbandono fino a quando, nel 1980, è divenuto proprietà del comune di Salizzole, che ha portato avanti una costante opera di restauro per riportare questo simbolo all’antico splendore. Sulle origini della famiglia di Verde, che la tradizione vorrebbe essere legata ai conti di Salizzole non si sa quasi nulla, infatti Verde viene sempre nominata come moglie di Alberto ed il suo legame con il paese nasce dal fatto che proprio qui la famiglia possedeva una splendida dimora, come pure ad Angiari. Ad ogni modo se da un lato Verde della Scala era poco conosciuta, dall’altro disponeva di un notevole patrimonio personale specialmente ad Angiari a cui risultava molto legata, mentre altre proprietà le deteneva a Nogara e ad Orti. Era inoltre una donna molto influente e poteva contare su rapporti di grande valore con le maggiori istituzioni ecclesiastiche cittadine. Grazie a questo, giocò un ruolo fondamentale nella politica ecclesiastica del marito Alberto I. Verde morì a Verona il 25 dicembre del 1305.
 

PERSONAGGI ILLUSTRI

 ü  Verde da Salizzole, sposa di Alberto Della Scala

ü  Renato Chiaramonte, ideatore della corsa ciclistica Vicenza-Bionde