Chiese, pievi e oratori

la Parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo

IMG 1378 ridottaLa chiesa di Isola Rizza sorge maestosa e isolata poco fuori il centro abitato su di un preesistente luogo di culto già indicato verso la fine del Quattrocento. Nel corso dei secoli subì modifiche e ammodernamenti e la struttura attuale risale all'inizio del diciottesimo secolo. Fu eretta al di fuori del centro abitato per servire alcune corti e residenze di nobili che possedevano ville nei paraggi.
In stile neoclassico, la chiesa pensata dall’ingegner Tramontini è databile al 1789 mentre le colonne in cotto intonacate con i capitelli in pietra tufacea, appartengono al pronao e portano la data del 1865. L’interno è a navata unica e contiene quattro altari laterali mentre dietro l’altar maggiore è ben visibile una tela raffigurante la “Madonna con i Santi Pietro e Paolo” attribuita da alcuni studiosi al pittore Pasquale Ottino (1578-1630), altri invece al grande pittore veronese Sante Prunati vissuto circa un secolo dopo, che fu maestro di Gian Bettino Cignaroli.
Dei quattro altari disposti lateralmente, il primo di destra è dedicato a San Carlo Borromeo e risulta essere presente in chiesa già nel 1630. La pala inserita nell’altare è un’opera comunque più recente ed è stata dipinta da Giovanni Chiarelli verso la prima metà del diciannovesimo secolo. Il secondo altare invece è dedicato a Sant’Antonio e all’interno di esso, in stile neoclassico, si trova una tela di Simone Brentana , pittore veneziano della seconda metà del 1600, dal titolo Sant’Antonio in gloria.
Sulla sinistra entrambi gli altari sono dedicati a Maria, il primo a Maria Assunta ed il secondo a Maria Addolorata. Una venerazione questa già presente nella tradizione religiosa locale alla fine dell’undicesimo secolo che la vede celebrata con i suoi cinque gaudi e con i suoi sette dolori.
Nell’altare intitolato a Maria Addolorata è presente all’interno di una edicola la preziosa statua lignea raffigurante appunto la “Madonna Addolorata con il Cristo morto tra le braccia”, un’opera realizzata nella prima metà del 1800 e recentemente restaurata. La statua è un perfetto connubio dell’uso di tre diversi materiali quali legno, stoffa e metallo. Una scultura di grande effetto che, nonostante abbia perso l’abbigliamento originario, mantiene il suo grande splendore. L’edicola è impreziosita da sette ovali oltre a un ottavo con dedica, frutto di una bottega artigianale veronese attiva a cavallo tra il 1700 ed il 1800, dove sono raffigurati i Sette dolori di Maria.
 

Oratorio di Santa Maria Janua Coeli

PICT0290 ridUn recente restauro ha riportato all’antico splendore questa chiesetta detta Oratorio in Piazza, o più correttamente, chiesa di Santa Maria Janua Coeli ben visibile proprio nel centro storico di Isola Rizza. La località doveva essere di un certo valore già nel XII secolo se si considera cha a quel tempo la parrocchiale di Isola Rizza aveva il titolo di pieve come viene ricordato da papa Eugenio III in una bolla. Allora il luogo di culto era intitolato agli apostoli Pietro e Paolo. Sembra accertato che questo oratorio godesse di un numero considerevole di beni e rivestisse una certa importanza all’interno della chiesa veronese. Di esso si parla con una certa frequenza in occasione delle visite pastorali di Matteo Giberti e dei suoi vicari dal 1529 al 1541. Della chiesa di Santa Maria si hanno ulteriori notizie grazie alla presenza di alcune confraternite come quelle citate nella visita del 1679 del Vescovo Sebastiano Pisani quali quelle del Rosario, della Santa Croce e della Cintura. Nel 1806, abolite le confraternite, l’oratorio perse la propria autonomia e, pian piano, la sua importanza andò diminuendo. La situazione era preoccupante e lo stato di degrado in cui versava era grave. Così, nel 1991, si provvide ad un’opera di intervento di restauro per riportarlo all’antico splendore.
Esternamente l’oratorio di Santa Maria Janua Coeli è caratterizzato dalla facciata a capanna con due pinnacoli laterali e un timpano superiore mentre al centro si trova un rosone. La porta d’ingresso è quattrocentesca ed è sovrastata da un affresco raffigurante Maria Assunta. Sulla destra, ben visibile, la torre campanaria che termina con sei bifore. Altrettante finestre a lunetta illuminano l’interno mentre le cappelle laterali furono costruite nel XVIII secolo.
L’interno è invece ad un’unica navata ai cui fianchi si aprono due finestre rettangolari. Gli altari sono di fattura barocca; quello maggiore ha un tabernacolo – ciborio con al centro una Madonna con il figlio Gesù sulle ginocchia in legno decorato; quello di sinistra è della Santa Croce mentre quello di destra, del Rosario, è di straordinaria bellezza. Sull’altare di Santa Croce, l’affresco incastonato al suo interno, raffigura i Santi Fermo e Rustico con una Verona del XVIII secolo sullo sfondo.
Durante i recenti lavori di restauro sono apparsi sotto l’intonaco una serie di affreschi databili al XV secolo. Sono visibili sulla sinistra Sant’Antonio Abate, San Benedetto, una Madonna con Bambino e una Madonna della Misericordia con Devoti. Sulla destra altri affreschi raffigurano invece San Giovanni Battista e altri tre personaggi: San Zeno, un Papa e San Pietro. Da ricordare anche San Cristoforo, una Madonna con Bambino che gioca tenendo un uccellino, San Martino di Tours mentre, sulla parete di Nord – Ovest, vi è Santa Apollonia con un libro e una tenaglia.