Curiosità e personaggi illustri

santuario madonna uva seccascavi archeologici presso santuario Madonna dell'uva secca

Povegliano Veronese è ritenuto dagli studiosi un importante luogo di ritrovamenti preistorici ed i numerosi reperti archeologici, databili dall'eneolitico (2500 a.C.-1800 a.C.), indicano con certezza una continuità di vita a partire dall'età del bronzo (1800 a.C.- 900 a.C.).


L'ASCIA DI GAMBARELLA 

L'ascia di Gambarella fu ritrovata nel 1967 in località Gambarella. Il manufatto, in rame e lungo cm. 27, è ben conservato. A causa della mancanza di un preciso contesto è difficile la sua attribuzione cronologica e problematica l'interpretazione archeologica. Una necropoli preromana della media età del bronzo venne scoperta tra il 1876 e 1877 in località Gambaloni presso il condotto della fossa Gambisa durante l'escavazione della ghiaia. Nel 1880 furono riportate alla luce sepolture della tarda Età del Ferro nei campi magri della Bora e dell'Ortaia. Scavi più recenti hanno fatto emergere importanti ritrovamenti della media età del Bronzo in località Muraiola e un grande numero di tombe celtiche, romane e longobarde presso l'Ortaia.

IL CAVALLO ED I LEVRIERI

Il cavallo con i due levrieri è stato ritrovato nell'agosto del 1986 in una necropoli longobarda del VII secolo d.C. È una sepoltura rituale: il cavallo, ritrovato acefalo, è stato tumulato su un fianco con i due cani accucciati vicino. Le ossa dei tre animali sono state restaurate e consolidate in un istituto universitario e rimontate su appositi supporti nella posizione originaria. Questo e molti altri reperti archeologici sono esposti al pubblico in una mostra permanente presso villa Balladoro.

IL CORPO BANDISTICO

banda poveglianoLa nascita e la rapida, progressiva affermazione e diffusione del fenomeno bandistico nel territorio della provincia di Verona, si fa risalire al periodo dell'occupazione francese (1796-1814) e ai primi decenni della successiva amministrazione del governo imperiale austro-ungarico. È del 1797, infatti, la prima notizia della presenza nella città di Verona della BANDA DELLA GUARDIA NAZIONALE. La costituzione di questo corpo militare di cittadini volontari, finalizzato anche a garantire l'ordine pubblico, era immancabilmente accompagnato da un proprio corpo bandistico. La sua sicura presenza in tutti i distretti amministrativi, in cui allora era diviso il territorio della provincia, fa presumere anche l'esistenza delle relative bande che li accompagnavano nelle pubbliche manifestazione e sfilate. La quasi certa origine militare dei vari corpi bandistici, che troviamo attestati al primo ventennio del XVIII secolo è testimoniato pure dalla foggia delle prime divise, con tanto di spadino e kepi, oltre che dalla dotazione di strumenti musicali adatti più a ritmare marce ed inni di parata che a suonare melodie. Il professor Paolo Rigoli nei suoi scritti "Origini e fortuna del fenomeno bandistico nella bassa 1800-1930" in "Momenti di vita e cultura popolare nella bassa veronese" -I corpi musicali più antichi di cui si abbia conoscenza, sorti tra il 1812 e il 1830 circa, sono quelli di Povegliano, Sanguinetto, Legnago, Villafranca e Valeggio.".
Povegliano Veronese vanta la presenza di un importante corpo bandistico e gruppo di majorette intitolato a Santa Cecilia. Nata nei primi anni dell'Ottocento, è una delle realtà musicali attualmente attive più datate nell'intera provincia veronese. Un documento del 1831 attesta la registrazione del corpo bandistico presso il Distretto di Polizia di Villafranca di Verona. Per quanto riguarda la data di fondazione del corpo, attualmente, è possibile indicare l'anno 1812, data deducibile indirettamente in seguito al ritrovamento di un manifesto commemorativo per il centenario della nascita del gruppo musicale, datato il 30 novembre 1912. Il Corpo Bandistico Santa Cecilia di Povegliano Veronese è costantemente impegnato in manifestazioni pubbliche sia provinciali che nazionali, svolgendo un ampio repertorio tra musica tradizionale ad arrangiamenti contemporanei.

 

SQUADRA SUONATORI DI CAMPANE

Almeno dal 1844 esiste a Povegliano Veronese la Squadra di Suonatori di Campane (i canpanari, in dialetto veronese), che negli anni hanno mantenuto la loro rilevanza nella quotidianità e nelle feste sacre. La tipologia di suonata è ovviamente quella a Sistema Veronese (vd. Campane alla Veronese), famosa e celebrata in tutto il mondo. Mentre un tempo l'attività del campanaro era pressoché quotidiana, negli ultimi anni si è diradata per lasciare posto solamente a due appuntamenti. Il martedì sera per la scuola di suonatori e la domenica mattina per la suonata sacra prima della celebrazione dell'ultima messa. Oltre a questi appuntamenti i suonatori di campane si esibiscono in occasione di tutte le feste sacre. Dal 2009, oltre all'iscrizione all'Associazione Suonatori di Campane a Sistema Veronese, i campanari si sono costituiti in un'associazione denominata "Associazione Campanari Povegliano El Batòcolo". La torre ospita sei campane in tono di Reb3, la maggiore delle quali pesa circa 12,8 q.li. Smontate durante la seconda guerra mondiale per realizzare col bronzo nuovi cannoni, non furono fuse a scopi bellici ma comunque tornarono rotte e inutilizzabili. Gli stessi bronzi vennero fusi dalla ditta Cavadini di Verona nel 1946 e costituiscono, per le caratteristiche armoniche, uno dei complessi migliori della provincia.

La leggenda della “Madonna dell’Uva Secca”

uva seccaUn importante e ricco nobile possedeva un rigoglioso vigneto carico di grappoli d’uva dorata, tanto da suscitare l’invidia a tutti quelli che passavano nei pressi di questo podere. Geloso della sua uva e malfidente, rimaneva giorno e notte a fare la guardia al suo vigneto armato di bastone, perché temeva che qualcuno gli rubasse, anche, un solo grappolo d’uva. Alcuni giorni prima che iniziasse il periodo della vendemmia, passò per di li una povera vecchietta e, fermatasi ad ammirare quanta grazia di Dio pendeva dalle vigne, si rivolse al padrone: «Mi scusi se la disturbo, ma potrebbe donarmi un grappolo d’uva tanto da bagnarmi la bocca e allo stesso tempo sfamarmi?» Il padrone la guardò male e rispose seccato in maniera negativa. Allora la vecchietta con voce supplichevole disse: «In nome di Dio mi faccia la carità di un solo piccolo grappolo d’uva.» A questa semplice richiesta l’uomo indispettito brandendo il bastone con fare minaccioso rispose: «Ma quale carità, l’uva è mia e non la do a nessuno, tantomeno a una vecchia stracciona. Uscite dalla mia proprietà e subito, prima che vi bastoni.» Mortificata la vecchietta rispose: «Grazie lo stesso, ma Dio saprà darvi la giusta ricompensa.» Detto, fatto. Il cielo si oscurò, un vento impetuoso e gelido si avviluppò attorno alle vigne e, tornato il sole, si vide che il vigneto si era rinsecchito. Secondo il parere delle persone del luogo, Dio volle punire il cuore duro e malvagio di quel gran tirchio, e pensando che quella povera vecchietta potesse essere la Madonna, per riparare l’oltraggio fecero erigere, sul luogo dove era piantato il vigneto, una chiesa intitolandola alla Madonna dell’Uva Secca.

LE PIANTE OFFICINALI

Piante officinali contro la cellulite su vertical dynPovegliano Veronese è un paese che si connota per la coltivazione di piante officinali. Sono un organismo vegetale che viene utilizzato nelle case farmaceutiche, per la produzione di specialità medicinali prive dell’utilizzo di un principio attivo. Tali piante vengono usate, in gran parte, per correggere il sapore sgradevole di una medicina per cui vengono dati i sapori al gusto di limone, o fragola o arancia a seconda di ciò che si desidera per sciroppi e pastiglie.
Talvolta, nel linguaggio comune, si tende a sovrapporre il termine “pianta medicinale” con “pianta officinale”, che indica, però, due cose diverse. Infatti, la pianta medicinale è un organismo vegetale che contiene sostanze che possono essere utilizzate a fini terapeutici, quella officinale no.
Ma una stessa specie vegetale che può accomunare entrambi i termini, a seconda dell’uso che se ne fa, è la menta: se viene utilizzata come correttore avrà la funzione di pianta officinale, se viene usato il suo principio attivo, il mentolo, avrà l’accezione di pianta medicinale.
 
 

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