Itinerari e luoghi naturalistici

PERCORSO:

Villa Balladoro: annoverata nell’elenco delle Ville venete, trova origine fm dal 1500 fatta erigere dall’antica e celebre famiglia Zoni di origine reggiana. L’eleganza e la maestosità della splendida abitazione veniva completata dall’incantevole parco che vi si estendeva alle spalle, ricco di statue, corsi d’acqua (oggi non più visibili) e dalla fontana di marmo bianco che ancor oggi possiamo ammirare all’interno del parco. La villa è oggi di proprietà del Comune di Povegliano.
Particolari e di pregio sono gli affreschi che si notano nelle stanze del piano terra e del primo piano, come altrettanto di prestigio è la biblioteca ricca di numerosi volumi antichi. Il cortile della villa è sede, la prima domenica di ogni mese, del mercatino dell’antiquariato ed è il contenitore ideale per le varie manifestazioni organizzate dalle associazioni di volontariato e dai gruppi culturali del paese.
 
santuario3Santuario di Madonna Dell’Uva Secca: riedificato ad opera dell’arciprete Francesco Priori nel 1611 su un precedente e più antico tempietto d’epoca romana, come ne testimoniano i reperti ritrovati durante l’opera di restauro avvenuta nei primi anni 80. Di notevole valore storico culturale è l’affresco posto al centro dell’altare maggiore raffigurante “La dormizione della Vergine prima di essere assunta in cielo”, attribuito alla scuola di Altichiero e Avanzo da Zevio. Sopra e sotto questo affresco vi sono due tele che rappresentano la Vergine che sale in cielo e la sua solenne incoronazione. Ai lati vi sono due altari: quello di destra, in tufo, con tela attribuita alla scuola dell’orbetto, fatto erigere da Gio Filippo Pellegrino nel 1663; quello di sinistra, in marmo, dedicato a S. Antonio con una tela del Falceri (1628-1701), apparteneva alla famiglia Erbisti.
Nello spiazzo antistante il Santuario, ogni anno in concomitanza col 15 agosto, si svolge la sagra denominata “Festa Titolare dell’Assunta”. Oasi della Bora: è una delle tre oasi in provincia di Verona gestite dal WWF. Essa si trova nel Comune di Povegliano Veronese a poche centinaia di metri dal centro abitato ed è una striscia di terreno lunga m. 300 e larga, nel punto massimo m. 50 con una superficie complessiva di 12500 mq., è delimitata dal corso del Fiume Tione dei Monti, che qui confluisce nel Tartaro e dalla Fossa Bòra che trae origine da tre piccole risorgive all’interno dell’oasi. Da anni il WWF ha attuato un lavoro di ripristino naturale con lo scopo di far crescere gran parte delle specie arboree e arbustive che probabilmente popolavano l’antica foresta della pianura veronese. Oltre a quanto messo a dimora, per esempio la farnia, l’acero, il frassino, l’ontano, il biancospino e il prugnolo, altre specie arboree (olmi, pioppi, aceri, prugnoli, biancospini) crescono spontaneamente. L’Oasi è dotata di un sentiero per la visita.
 

RISORGIVE

ambiente 2 ridPovegliano Veronese sin dalla preistoria visse sulle paludi, come testimoniano le tante palafitte ritrovate durante i vari scavi archeologici. La complessa opera di bonifica fu iniziata non prima del 1400, se si eccettua un primo intervento operato dai monaci Benedettini nel 1200. L'escavazione su larga scala delle risorgive e la bonifica del suolo, anche con l'incanalamento delle acque stagnanti, furono iniziati nel XV secolo, quando i patrizi veronesi e veneziani intrapresero la coltivazione del riso nella media e bassa pianura e nel 1500 quando ci fu un notevole sviluppo della praticoltura. Cominciò allora quella che a partire dai primi decenni del Cinquecento sarebbe diventata "la corsa all'acqua", che indusse i proprietari a scavare quanti più fossi possibile.
Dalle famiglie nobili prendono nome alcune fosse: ad esempio, la Liona dai conti Lion, la Draga dai Draghi, la Giona prese il nome dai conti Giona che la escavarono per irrigare la loro campagna di San Bernardino di 1800 campi veronesi tra Vigasio e Trevenzuolo.
Le rive dei gorghi e dei condotti di alcune fosse sono più alte rispetto a quelle di altri corsi di risorgiva: il motivo è da ricercarsi, oltre che nella conformazione idrogeologica del terreno, anche nel calo di oltre due metri della falda freatica che si verificò verso la metà dell'Ottocento: questo fatto costrinse i proprietari di alcuni fossi ad abbassare il fondo delle risorgive e il letto dei condotti. In quello stesso periodo per ottenere più acqua furono aperti alcuni pozzi artesiani nei gorghi con tubi di 10 cm di diametro infissi fino ad intercettare la seconda falda. L'acqua, da sempre presente nel territorio, suggerì l'adozione della libellula (volgarmente chiamata cavaoci o sbusaoci) quale simbolo sullo stemma comunale attualmente in uso.
 
I corsi d'acqua di risorgiva che nascono a Povegliano Veronese sono:
il fiume Tartaro con la sorgente principale al Dosso Poli e secondarie: al Soco, ma conosciuta dalla popolazione loca come el gorgo del Segretario, nel fossetto Cavazzocca e nei tre gorghi delle Riare;
  • la fossa Calfura con le due sorgenti in località di Madonna dell'Uva Secca;
  • la Giona con il gorgo alla Pioppa;
  • la Bora con tre gorghi presso la corte Livello, el Liél, uno a fianco del Gresanìn e due alla Muraiola;
  • la Draga con la sorgente principale, "el gorgo dela Salveregina". Vicino al Tartaro sulla via per Vigasio ed una secondaria (oggi asciutta) dietro la corte Pignolà;
  • la Liona con nove sorgenti nelle vicinanze di quella principale della Draga;
  • la Moretta con due gorghi nei pressi di Sant’Andrea;
  • la Ladisa che nasce vicino al confine con il comune di Mozzecane;
  • l'Acqua Bassa sul confine con il comune di Mozzecane;
  • la Gambisa con il gorgo ed il gorghetto al Cason;
  • la Fossona con quattro sorgenti ed un gorghetto a sinistra e sotto i Boschi di Sopra;
  • l'Acqua Bassa con due gorghi ed un gorghetto a sud in località Boschi di Sopra;
  • La Fossona, l'Acqua Bassa ed un ramo della Bora, al ponte dei Mulinei formano un'unica fossa chiamata Gambarella che, nella zona più a sud del paese, riceve l'acqua di un'ultima risorgiva.
 

LOCALITÀ FONTANÌN

Il Fontanin è una risorgiva situata nel Comune di Villafranca in località Sant’Andrea nei pressi del confine del Comune di Povegliano Veronese. Quest’area è delimitata a nord dal fiume Tione e ad ovest dal Canale Raccoglitore del Conagro che riporta in Adige le acque non utilizzate nei campi. Nel porre le basi di un traliccio, gli operai dell’ENEL portarono alla luce le fondamenta di una chiesa (che secondo L. Bonizzato fu eretta nel IX secolo), uno scheletro ed alcuni gradini che conducevano alla cripta. Inoltre, il Bonizzato scrive di una colonna in pietra, presso Palazzina Vecchia, sormontata da una statua dell’Apostolo Sant’Andrea, a conservare il ricordo di un culto scomparso già dal XII secolo.

OASI DELLA BORA

risorgiva della Bora itinerari ridNel comune di Povegliano Veronese poco a sud dell’abitato del paese, sulla strada per Nogarole Rocca si trova l’Oasi della Bora. Situata al limitare del fiume Tione-Tartaro, rappresenta un luogo importante dedicato alla flora e fauna tipiche delle nostre zone. E’ un lembo di terreno di 1,2 ettari lungo 300 metri nel punto massimo, largo 50, delimitato a nord dal fiume Tione-Tartaro e a sud dalla fossa Bora che qui ha origine da tre piccole risorgive. Gestito dal WWF Veneto tramite il Gruppo WWF di Villafranca e Povegliano sulla base di una concessione della proprietà, è un terreno coltivato a cereali fino all'estate del 1991 e progressivamente riconvertito per riformare una associazione vegetale di specie autoctone sia per fini sia conservativi che didattici. Il terreno su cui si è formata l’oasi è di proprietà del Consorzio per la depurazione delle acque tra i Comuni di Villafranca e di Povegliano Veronese che ha anche contribuito in più occasioni nell’acquisto di attrezzi e materiali. Di origine alluvionale, il terreno è composto nello strato profondo da ghiaie e sabbie e in superficie da terreno agricolo. Uno scavo archeologico effettuato nel 1992 ha confermato la presenza nell’area di un abitato dell'Età del bronzo. Dal punto di vista culturale è interessante il sistema di manutenzione delle fosse di risorgiva che è ancora quello tradizionale.
Flora: il terreno era stato coltivato a cereali fino all'estate del 1991, perfino le rive dei fossi erano state private di qualsiasi tipo di vegetazione spontanea. E' stato stabilito di ospitare nell'oasi gran parte delle specie arboree e arbustive che probabilmente popolavano l'antica foresta della pianura veronese. A tutt'oggi sono state messe a dimora oltre 500 piante tra alberi, arbusti e rampicanti appartenenti a 41 diverse specie. Aspetti forestali: Si stanno ricostituendo gruppi di alberi e arbusti che hanno cominciato a riprodursi in modo autonomo. I più adattati sono: olmo, pioppo bianco e pioppi ibridi, acero campestre, prugnolo, biancospino, sambuco.
Fauna: sono state osservate le seguenti specie. Pesci: Esox lucius, Gasterosteus aculeatus, Cobitis tenia, Padogobius martensi, Alburnus al burnus, Phoxinus phoxinus, Leuciscus souffia, Cyprinus carpio, Leuciscus cephalus. Anfibi: rana verde, rana di lataste, raganella, rospo comune, rospo smeraldino. Rettili: biscia dal collare, biscia tessellata, biacco, lucertola dei muri, ramarro. Uccelli (più frequentemente osservati): martin pescatore, gallinella d'acqua, usignolo, usignolo di fiume, cinciallegra, ballerina bianca, cutrettola, luì piccolo, beccacino, fagiano, capinera, averla piccola, allodola, civetta. Mammiferi: toporagno, talpa, arvicola, donnola, lepre, nutria, volpe.
Geomorfologia: l’area è caratterizzata da tre piccole risorgive artificiali che danno origine alla Fossa Bora. Il confine nord è costituito dalla Fossa di S. Andrea, canale scavato in epoca medioevale per portare le acque del fiume Tione a defluire nel Fiume Tartaro. Il terreno è di origine alluvionale. A una profondità di circa cm.80 esiste uno strato di torba.
Data la piccola superficie le visite sono possibili solo con una guida e su appuntamento. La visita, di circa un’ora, permette di osservare varie specie di piante e i piccoli animali, o le loro tracce, che si incontrano su di esse. Si ha la possibilità di soffermarsi sugli aspetti riguardanti le risorgive. Dai bordi dello stagno didattico si possono osservare le rane e, con un po’ di fortuna le bisce d’acqua.
 

Mercato settimanale

DOVE: piazza Municipio
GIORNI: sabato
ORARIO: dalle 8 alle 13
 
 

Luoghi da visitare:

  • Chiesa parrocchiale intitolata a San Martino Vescovo
  • Santuario Madonna dell’Uva Secca
  • Oratorio dedicato alla Concezione della Beata Vergine
  • Oratorio della Pignolà
  • Palazzetto Balladoro
  • Palazzo Cavazzozza
  • Palazzo Venturi
  • Villa Balladoro

Museo

  • - Museo Archeologico Villa Balladoro via A. Balladoro n. 15 – tel. 0457971035 Orario di apertura: prima domenica del mese 10.00-12.30 / 14.30-18.00

Luoghi naturalistici:

  • - Parco di Villa Balladoro
  • - Risorgiva la Bora
  • - Fossa Calfura
  • - Fossa La Giona
  • - Pista ciclabile

Luoghi acquisto prodotti tipici:

  • - Agriturismo Cascina Croce via Piave n. 71 – tel. 0457970158

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