Chiese, pievi e oratori

LA CHIESA DI BUTTAPIETRA E L’INVENZIONE DELLA CROCE

parrocchiale ridDella chiesa di Buttapietra intitolata all' “Invenzione della croce”, si hanno notizie già nella prima metà del 1500, in occasione delle visite pastorali del vescovo diocesano Ermolao Barbaro. Da studi fatti si presume quindi che l'erezione a parrocchia della chiesa risalga almeno alla metà del 1400. Tuttavia il più antico documento fino ad oggi rinvenuto sull'esistenza della chiesa di Buttapietra risale al 13 ottobre del 1244, poiché questa viene spesso ricordata nei testamenti degli abitanti del luogo. Al più antico edificio è poi da collegare con molta probabilità una trecentesca “Madonna in trono con bambino”, un’opera affrescata e recuperata, di recente, tramite la tecnica dello stappo, da sotto un volto di mattoni per essere trasferita in chiesa e collocata sul lato sinistro del arco trionfale.
Del luogo di culto, comunque, notizie più complete si hanno solo con le visite pastorali del 1500 e, in effetti, da allora anche i dati in nostro possesso aumentano sensibilmente. A quell'epoca la pieve più vicina era quella di Vigasio mentre risultano molto stretti i rapporti con la chiesa di San Luca a Verona. Dalla sua erezione e per alcuni secoli, l'edificio fu soggetto a numerosi interventi di sistemazione e di restauro. È annotato un importante ampliamento della parrocchiale nel 1769, anno in cui si rese necessario ingrandirla perché ormai insufficiente a contenere una popolazione in continuo aumento. L'intervento vide anche coinvolta la facciata della chiesa le cui mura laterali rischiavano di andare in rovina e necessitavano di un urgente consolidamento strutturale.
Anche l'interno nei secoli subì varie trasformazioni e modifiche; nel 1662 accanto all'altare maggiore infatti si trovava una altare intitolato alla Beata Maria Vergine, detta anche la Madonna da Basso o dell'Annunciazione; nel 1716 troviamo un altare dedicato alla Beata Vergine del Rilievo ed un altro intitolato al Santissimo Rosario. A distanza di una cinquantina d'anni, si pensò di sistemare il coro e i relativi lavori interessarono anche il tetto della chiesa. Si giunge così agli inizi dell'Ottocento quando troviamo la chiesa ornata da quattro piccole cappelle addossate alle pareti laterali erette in onore: della Beata Vergine Maria, di San Giuseppe, San Gaetano da Thiene e Sant'Antonio da Padova. Di un certo interesse sono anche i quadri presenti in chiesa come tre tele dipinte da Giovanni Chiarelli nella prima metà del 1800 che raffigurano L'invenzione della croce un Miracolo di sant'Antonio da Padova e un san Gaetano che distribuisce l'elemosina ai poveri. L’artista Giovanni Chiarelli era nato a Verona alla fine del 1700 ed era uno stimato socio parte dell'Accademia di Pittura Scultura Cittadina.
affresco del XIII secolo parrocchiale ridaffresco del XIII secolo Tornando alla parrocchiale buona parte dell'aspetto ottocentesco dell'edificio si venne a perdere nel 1931, quando si provvide ad allargare la Chiesa e a costruire un nuovo campanile. Per restituire alla memoria l’aspetto di come fosse prima di tale data, ci vengono incontro alcune vecchie fotografie in bianco-nero che la documentano bella, elegante e molto decorata. Infatti alla fine del 1800, si registrano ulteriori sistemazioni degli altari laterali mentre nel 1884, veniva terminata la decorazione della chiesa compreso il medaglione del soffitto eseguito dal pittore Luigi Stegagnini. A dirigere i lavori di ampliamento della nuova chiesa fu chiamato l'architetto Francesco Banterle coadiuvato dall'ingegner Bruno Ridolfi che, d'intesa con il parroco don Angelo Fabbri, pensarono ad aumentare la volumetria dell'edificio alzando il corpo centrale, prolungandolo di circa 20 metri oltre l'abside e inserendovi due ali laterali. Questa modifica avrebbe portato la vecchia chiesa disposta a navata unica, in una nuova a croce latina. I lavori iniziarono rapidamente ma, a causa delle limitate disponibilità finanziarie e a seguito degli eventi bellici, furono più volte interrotti e l'edificio rimase incompiuto per alcuni decenni. La nuova struttura muraria risultò così finita solo verso il 1950 con l'erezione di due grandi cappelle completate dagli altari dell'Addolorata, oggi chiamato del Santissimo Sacramento e di San Giuseppe. La decorazione interna fu affidata al pittore soavese Adolfo Mattielli (1883-1966), che provvide a decorare la cappella mentre sulle pareti laterali si trovano alcune scene affrescate che rappresentano lo Sposalizio di san Giuseppe e il Transito di san Giuseppe. Nel 1953, viene realizzata la decorazione a fresco della chiesa ad opera del Mattielli, definito dalla critica il poeta del colore e della dolcezza pittorica, e di alcuni suoi allievi che provvidero ad affrescare la controfacciata, la volta centrale, l'arco di accesso alla crociera, i pennacchi della cupola ed il catino absidale. Un altro intervento porta la data del 1971 quando il parroco diede l’incarico di sistemare la zona absidale, seguendo i dettami del Concilio Vaticano Secondo, facendo trasferire il settecentesco altare maggiore nella cappella dell'Addolorata, e sostituendolo con un altare nuovo realizzato in marmo travertino e rivolto verso i fedeli. Ultimamente il campanile presentava evidenti segni di deterioramento tanto che ci fu bisogno di restauro conservativo.
 

La chiesa di Santissimo Redentore frazione Marchesino di Buttapietra

chiesa marchesinoLa chiesa del Santissimo Redentore a Marchesino venne edificata ex novo nel 1971. Il 3 ottobre dello stesso anno venne eretta parrocchia autonoma, smembrandone il territorio dalla parrocchiale di San Giovanni Battista in Cadidavid. Esternamente si presenta con facciata rettangolare, con paramento in mattoni faccia a vista, preceduto da un diaframma di setti murari in cemento. L’interno è ad aula unica, terminante con presbiterio a pianta rettangolare ed abside a fondale piatto. Una controsoffittatura realizzata con una listellatura lignea collegata ad una struttura portante costituta da travature. Copertura in pannelli di fibrocemento su travi in cemento armato. Pavimentazione in piastrelle squadrate di marmo intersecate centralmente da una fascia in marmo Nembro rosato. Discrete le condizioni di conservazione dell’edificio. All’interno sono conservate due pale raffiguranti l’Annunciazione della Vergine attribuite rispettivamente a Sante Prunati (Verona, 1656 – 1728) e Simone Brentana (Verona1656 – Verona 1742) e una Presentazione di Gesù al Tempio, attribuita al pittore Nicola Marcola (Verona, 1740 – 1793).

Chiesetta di San Carlo Borromeo località Magnano

chiesa magnanoLa chiesetta dedicata a San Carlo Borromeo venne edificata tra 1614 e 1628 dalla famiglia Filippi . Oggi è proprietà della parrocchia di Marchesino, nel cui territorio ricade. Infelice la collocazione, ai margini della Strada Statale 12. Esternamente si presenta con facciata a capanna rivolta ad ovest. L’interno è ad aula unica, terminante con abside a sviluppo semicircolare. Copertura a doppia falda in coppi di cotto, sorretta da un sistema di capriate lignee a vista. Pavimentazione in piastrelle quadrate di graniglia di cemento di colore bianco e rosso. Precarie le condizioni di conservazione dell’edificio. All’interno è custodita una pala ottocentesca di autore ignoto raffigurante San Carlo Borromeo che comunica gli appestati.