Curiosità e personaggi illustri

parco erbe rid

IL PARCO COMUNALE OASI DEI DUE TIONI

Il “Parco oasi comunale dei due Tioni” venne istituito nel 1993 nell’ambito delle iniziative del comune per sopperire alla mancanza di strutture ricreative e culturali della zona, sviluppando il concetto di parco fluviale della pianura veronese Il parco urbano si estende per 80.000 metri quadri e si sviluppa lungo il corso del fiume Tione vecchio e del Tione nuovo creando, in forma simbolica, un’isola.
Si suddivide in tre zone: la prima è quella d’accesso dove sono state edificate delle strutture adatte alla realizzazione di sagre, feste e fiere, oltre a due aree dove si possono svolgere alcune attività sportive. Nella zona del bosco planiziale, cioè quel luogo che presenta le caratteristiche della vegetazione presente nella pianura padana “originaria”, dove la foresta di latifoglie si intervallava a radure e zone umide, è stato predisposto un percorso della salute lungo 2.000 metri con sedici postazioni per svolgere gli esercizi indicati su appositi cartelli. La zona umida denominata anche oasi naturalistica, è stata invece creata con finalità naturalistiche e didattiche. Qui il suolo e l’acqua sono adeguatamente forniti di sostanze nutritive ed in essa è stato realizzato un bosco per ricreare maggiormente quello che poteva essere l’ambiente Padano prima del Neolitico. A fianco del parco svetta la chiesa di Santa Maria Novella, pregevole testimonianza dell’architettura romanica e scrigno d’arte che conserva affreschi risalenti al finire del Quattordicesimo secolo. Santa Maria Novella di Erbedello rappresenta uno degli edifici più belli ed artistici del Basso Veronese. Ad un’unica aula, il luogo di culto è di modeste dimensioni ed è caratterizzato da un ricchissimo patrimonio pittorico. Alcuni documenti attestano la presenza di una chiesetta già nel 1268 ma è ormai provato che un luogo di culto esisteva agli inizi del 1100.
Parco due Tioni 3L’esterno del luogo di culto è semplice ed è caratterizzato da un artistico rosone sopra la porta d’entrata. Ben visibili, anche esternamente, le tre absidiole; quella centrale più grande e altre due. In quella maggiore e in quella di sinistra, si innalzano due piedritti, sorreggenti un tettuccio che fungono da cella campanaria. Interessante è poi l’interno dove vari affreschi coprono, in più strati, le pareti della chiesa. Da approfonditi studi si è rilevato che appartengono ad epoche diverse riconducibili al XIII e al XIV secolo. Molte sono le immagini della Madonna e tante pure quelle di Santi. Sembra possa trattarsi di ex voto, testimonianza diretta che Santa Maria Novella un tempo era quasi sicuramente un santuario mariano a cui la popolazione era molto legata. L’altar maggiore è invece riconducibile a periodi successivi ed offre un bel paliotto, dei marmi vivi e, sopra esso, la statua della Madonna databile verso la fine del 1700.
Santa Maria è quindi perfettamente inserita nel parco-oasi che offre pure una considerevole varietà di piante. Troviamo infatti: la robinia, il pioppo bianco, il pioppo nero, l’olmo, il salice bianco, il sambuco, l’acero campestre, l’ontano e la farnia. Questa interessante quanto innovativa struttura è entra nel piano regionale come struttura ricreativa per dare al visitatore la possibilità di conoscere un ambiente ricco di stimoli che la memoria visiva ha perso.
 

L'Imboscata, il Marchese di Mantova in camisa e descalzo "GONZAGA ALLA GOGNA"

Nel 1508 iniziava un lungo periodo di belligeranza che vide Venezia combattere inizialmente da sola contro il Papa e le maggiori potenze europee (guerra di Cambrai) e dal 1511 al 1517 alleata con il Papa e la Spagna contro la Francia e l'Impero (guerra della Lega Santa).
Verona fu occupata dalle milizie dell'Imperatore Massimiliano nel maggio del 1509, e l'occupazione durò fino alla fine della guerra.
Nell'estate del 1509, poco dopo la sconfitta subita dalla Repubblica ad Agnadello, sulla strada che collega Isola della Scala ed Erbé si verificò un avvenimento militare riportato da tutte le cronache del tempo: la cattura da parte dei Veneziani del marchese di Mantova Francesco II Gonzaga, uno dei firmatari di Cambrai, che qui si era trasferito da Verona, con 50 lance francesi, con il proposito di riconquistare la perduta Legnago.
Ad Erbè, però, aveva preso stanza il suo collega Ludovico Pico, signore della Mirandola, con 100 uomini d'arme del Papa.
Come dice il Mocenigo, "Il Mirandolano, che con l'altre poche sue genti stavasene tra Vigasio ed Erbè, udendo il rumore montò a cavallo e, diffidando di poter soccorrere il Marchese, pensò piuttosto alla propria salvezza sua, volgendo le briglie verso la città di Mantova a recarne la trista novella."
gonzagaIl marchese rimase prigioniero a Venezia per un anno fino a quando la moglie, Isabella d'Este, non ne ottenne il rilascio.
Da alcuni anni, nel mese di maggio, viene rievocato l’episodio storico realmente accaduto nelle campagne di Erbè nell'estate del 1509, ovvero la cattura, con un'imboscata, del marchese di Mantova Francesco II Gonzaga, con figuranti in costume e con una serie di iniziative e manifestazioni.
Ad organizzare la rievocazione dal titolo «L'imboscata, il marchese di Mantova in camisa e descalzo» è Daria Mantovani, insegnante d'arte ad Ostiglia, con un gruppo di collaboratori. Oltre ai figuranti del luogo, in costume, le donne del paese hanno cucito i vestiti, gli artigiani hanno costruito giochi di legno dell'epoca come scudi, spade, archi e altro ancora, mentre le acconciature delle nobildonne saranno curate dalle parrucchiere locali. Anche i ristoratori si stanno documentando sui tipi di pietanze del '500 per allestire il banchetto risalente al periodo rinascimentale nel Parco Due Tioni, dove è stato costruito anche un forno per la cottura del pane.
Ogni sera mercatino detto medievale al Parco e spettacoli con musiche e danze medievali. Nell’occasione la rievocazione della cattura del marchese avverrà sulla strada per Isola della Scala. «Il marchese sarà trascinato alla pubblica gogna in un corteo formato da contadini, popolani, bambini e animali». Seguirà il corteo e matrimonio della figlia Eleonora con il Duca di Urbino, celebrato dal pontefice Giulio II. Tutte le sere tavolata nel parco, con figuranti in costume del '500 con un menù con piatti preparati seguendo il ricettario di Mastro Martino, una specie di Vissani del '500.
Saranno servite, ad esempio, torte di cipolle, pasticcio di vitello, pollo all'arancia «con acqua e poco vino», come si usava allora, ma con tanta frutta. La manifestazione, dove si svolgeranno numerosi giochi, anche di epoca medievale, e non mancheranno le attrazioni per i bambini, si concluderà con la liberazione del marchese, con corteo di tamburi, dame, cavalieri e componenti della due delle corti, quella dei Gonzaga e quella degli Estensi. Questa rievocazione storica in costume è patrocinata da Regione, Provincia, Comune e parrocchia. Tutti gli spettacoli sono gratuiti.