Ville e Palazzi

Tra le nobili dimore presenti nel territorio comunale troviamo: Villa Maffei, poi Bertoli che assieme ad altri edifici forma una corte aperta alla campagna retrostante; Villa Gallici, Segala. Casa padronale di proprietà della famiglia Gallici dal XVI al XIX secolo, fu trasformata nell’Ottocento in elegante casa di villeggiatura per volere del proprietario Gaspare Gallici. Oggi la proprietà appartiene a Milada Nuvolari e, nei pressi della località Madonna, “Corte della Mora”, un complesso formato dall’oratorio della Madonna del Carmine, dalla casa padronale e dalle dimore rurali.

LA CORTE DEL MONASTERO DI SAN ZENO

erbè corte monastero ridAd Erbè e precisamente in località Madonna, è ancora oggi visibile un’antica corte dominicale chiamata “Madonna” appartenente al monastero di San Zeno di Verona che rimase proprietario fino al 1770 quando venne soppresso lo stesso monastero e quindi la proprietà fu alienata. L'importante presenza del monastero risale agli inizi del 1400 quando, nel 1421 il cenobio di San Zeno istituì mense separate una riguardante l'abbazia e l'altra il monastero alla cui mensa vennero assegnati 35 appezzamenti di terreno per complessivi 196 campi nel territorio di Erbè. Nel corso dei secoli l'importanza della monastero veronese crebbe sempre più non solo in città ma anche in provincia.
L'aspetto interessante di questa proprietà, è di sicuro la natura rurale dell'intero complesso che il monastero teneva in grande considerazione ed infatti all'interno di questo possedimento si trovavano “Fabbriche dominicali”, case coloniche, granai, stalle, caneve, corte, orto e prato annesso a testimonianza di un complesso dominicale completo di tutto che sviluppava attorno a sé tutto quanto poteva rendere autosufficiente una comunità fornita non solo di terreni coltivabili ma anche di attrezzature per la lavorazione dei prodotti agricoli e di abitazioni per contadini, artigiani, e le loro famiglie e, soprattutto, di una chiesetta che poteva svolgere sia la funzione di cappella privata sia di pubblica parrocchiale. L'oratorio infatti era dedicato alla beata Maria vergine del Monte Carmelo e venne costruito nel settecento accanto a nuovi granai, alla barchesse e ad altri edifici. Questo intervento di ampliamento è documentato da alcuni disegni che attestano come nel 1600 la corte fosse composta da un'imponente torre colombara a cui si affiancavano due corpi laterali. Solo in un secondo momento vennero aggiunte la barchessa con i porticati, l'oratorio e l'intero complesso composto da stalla, portico, fienile. Della corte degna di nota oltre alla specifica destinazione rurale, vi è la facciata del corpo principale, rivolta a Sud con un giardino antistante mentre la porta d'ingresso è ad arco a tutto sesto con un balconcino balaustrato al piano superiore. Interessante è scoprire che la chiesa venne costruita tra il 1721 ed il 1723 e fu un ringraziamento che gli abitanti fecero alla Madonna per i molti miracoli compiuti dalla Beata Vergine del Mulin Novo, che si trovava dipinta sulla casa di un lavorente del monastero e che divenne luogo di religiosità popolare proprio per questa presenza legata ai miracoli fatti. Dopo l'alienazione della corte, l'intero complesso passò di mano in mano a vari proprietari privati che ne fecero anche casa di villeggiatura. Oggi Corte dominicale del Monastero di San Zeno alla Madonna o Corte Dalla Mora, Quattrina, Malagnini, Previdi detta “Madonna” è ancora ben visibile nel bel mezzo della valle del Tartaro e, a distanza di secoli, mantiene ancora oggi quel fascino e quell'armonia architettonica tipica delle dimore dei tempi antichi.
 

Villa Maffei, Bertoli in Via XX Settembre, 2

villa maffei bertoli ridMorfologia: Il complesso è attualmente formato dal corpo padronale settecentesco dalla forma di pianta rettangolare allungata, con atrio passante che mette in comunicazione il giardino interno con la strada, e da due edifici laterali che si conformano all'andamento della sede stradale e posti in linea.

Villa Maffei, Bertoli sorge nel cuore dell’abitato di Erbè contigua, sui lati, ad altri edifici che con essa formano una sorta di corte aperta alla campagna retrostante. Si presenta con due fronti contrapposti: a nord è prospiciente la strada e presenta caratteri del palazzo di città; a sud si apre su una corte interna che si dilata in un vasto giardino. Il complesso è attualmente formato dal corpo padronale dalla forma allungata, con atrio passante che mette in comunicazione il giardino interno con la strada, e da due edifici laterali che si conformano all’andamento della sede stradale. Su quest’ultima, l’edificio si affaccia con un fronte simmetrico caratterizzato da aperture rettangolari, disposte secondo una scansione ritmata, contenute entro semplici fasce marcadavanzale.
Lungo l’asse centrale di simmetria, al primo piano, l’apertura centrale è completata da un piccolo poggiolo, con sbalzo e mensoline in pietra e parapetto in ferro lavorato, e da un frontoncino mistilineo in leggero rilievo. Una semplice cornice a mensole su cui si imposta la copertura a due falde conclude il prospetto. Pressoché identica, seppure molto semplificata, la facciata che dà sul giardino sulla quale si nota l’assenza del poggiolo centrale.
Il complesso è un’antica proprietà della famiglia Maffei che possedeva sin dalla fine del Cinquecento il fondo relativo alla villa, dove esisteva una «casa da patron e da lavorente e brollo». La possessione nella metà del Settecento, costituita dalla casa padronale, dalla casa per «i lavorenti» e da un brolo prativo, nonostante le precarie condizioni economiche in cui versava la famiglia venne interamente riorganizzata. All’interno di questo nuovo assetto, si intraprese pure una radicale opera di ristrutturazione della casa padronale, aumentandone le dimensioni e migliorando la morfologia delle due facciate con elementi desunti dallo stile neoclassico. «Le modifiche strutturali della corte, introdotte alla fine del Settecento, e ripristinate da un recente restauro, risultano abbastanza evidenti se confrontate con la planimetria precedente delineata in un disegno di Ercole Peretti del 1629». Il complesso era infatti costituito dalla casa padronale, di pianta quadrata, isolata lungo il lato nord, mentre gli edifici rustici occupavano completamente i lati est e ovest. L’intera proprietà viene ceduta nei primi decenni dell’Ottocento a Luigi Bertoli la cui famiglia ne è ancor oggi proprietaria.
 

Villa Gallici, Segala in Via San Giuseppe

villa gallici segala ridMorfologia: Il complesso, di disegno planimetrico rettangolare, è costituito dalla villa di inizio Ottocento, riadattata su preesistenze cinquecentesche, e dalle due basse ali laterali poste in linea con il fronte principale.

Il complesso costituito dal corpo principale e dalle due basse ali laterali apparteneva, sin dal 1589, alla famiglia Gallici che nel 1803 provvide a una radicale ristrutturazione del corpo padronale, come si legge nell’iscrizione del timpano nord. La villa si eleva su tre piani con il fronte principale simmetrico e tripartito; la porzione centrale è segnata da un frontone triangolare, con piccoli elementi acroteriali ai vertici, a cui corrisponde, al primo piano, un’apertura architravata delimitata da un frontoncino curvilineo e da un poggiolo in aggetto. Solo la porta d’ingresso è a profilo centinato, le altre aperture sono rettangolari, con davanzali modanati sorretti da piccole mensole e cornici lineari intonacate. Cimase modanate in rilievo sormontano le aperture del piano terra mentre frontoncini triangolari e curvilinei si alternano sopra quelle del piano nobile. In corrispondenza del sottotetto piccole aperture quadrate si dispongono tra la fascia marcadavanzale e il cornicione modanato sul quale si imposta la copertura a due falde. Caratterizza l’interno il salone centrale passante con quattro stanze laterali simmetriche mentre all’esterno, come riporta il Viviani (1975), esiste ancora il pozzo con vera in pietra.

Corte dominicale Cattani Zampagna, in località Castelletto

corte dominicale cattanei ridMorfologia: L'intero complesso è costituito dal corpo padronale con barchesse e dalla cappella dedicata a Sant' Eurosia. L'edificio principale si sviluppa con forma allungata ed è caratterizzato dalla torre colombara posta come corpo centrale sulla quale si apre il portale d'ingresso e il balcone settecentesco.

Particolare di questo lungo edificio è ciò che resta della torre colombara, collocata come corpo centrale di facciata. È forse oggi la parte più interessante dell’intero complesso su cui si apre l’elegante portale d’accesso e il balcone settecentesco. Nella parte finale della corte, oltre la casa e le barchesse, si trova la cappella privata intitolata a Sant’Eurosia. Di linee semplici è caratterizzata da un elegante portale d’ingresso rococò e da piccole finestre bugnate che garantiscono luce all’interno La proprietà risultava, agli inizi del Quattrocento, dell’abbazia di San Zeno di Verona che alienò parte dei beni sia alla comunità del luogo sia a vari proprietari laici. Nel 1653 la corte apparteneva a Camillo Cattani i cui eredi, nel 1690, provvidero a venderla a Giovanni e Gaetano Zampagna. Alla fine del Seicento, la proprietà risultava composta da «casa da Patron e lavorente parte prativa e parte arativa». Durante il Settecento la famiglia Zampagna amplia le proprietà e rafforza la sua presenza sul territorio finché, con gli inizi dell’Ottocento, l’intero bene viene ceduto ai fratelli Paolo e Giovanni Battista Cefis. Costoro provvidero ad abbellire e impreziosire la tenuta composta, nel 1849, da «una Casa di Villeggiatura, una casa colonica e un Oratorio privato sotto il titolo di Sant’Eurosia»