Tipicità

È attestato dal Messedaglia, come riporta Giovanni Vicentini nel suo libro "La Civiltà della Polenta", che a Minerbe compare nel 1611 la prima "panara". Non può dunque mancare nella gastronomia locale la polenta che immancabilmente accompagna i secondi in umido o arrosto, quali polastro in "tecia", faraona arrosto, fagiano in umido o arrosto. Tra i primi il riso col tastatale, con le luganeghe, ecc..., fa la parte da padrone.

minerbe rid“La risicoltura a Minerbe: una storia plurisecolare” questo è anche il titolo dell’elaborato, composto da tre capitoli suddivisi in un centinaio di pagine di Claudia Vivaldi che a seguito di una ricerca testimonia che il prezioso cereale iniziò ad essere coltivato e prodotto a Minerbe già nel 1635 dai nobili Spolverini. Le prime notizie sulla volontà di piantare il riso a Minerbe sono datate 09 maggio 1558, quando il nobile Tommaso Spolverini spedì la sua “supplica” a Venezia. Erano i tempi della Serenissima e senza il beneplacito dei veneziani era impossibile iniziare la coltivazione. Da allora passarono quasi ottant’anni prima che a Minerbe l’”oro bianco” potesse essere finalmente lavorato. Era il 1635 quando in cambio di 237 ducati gli Spolverini ottenerono la possibilità di utilizzare 20 campi per la risicoltura. I successori dei Spolverini i Guariente-Buri, continuarono l’espansione arrivando nel 1783 a contare 452 campi coltivati a riso. Secondo i dati della ricerca rinvenuti dagli archivi di Stato di Verona e Venezia, tra il 1826 e il 1827, a Minerbe, il cereale bianco era piantato in 973 campi su 7.247, pari al 13,42 per cento del totale, mentre erano in funzione ben cinque pile. La coltivazione del riso cessò verso il 1960 a causa dei costi più elevati e della penuria d’acqua. Oggi in paese esistono uno stabilimento industriale e un laboratorio di pilatura, ma in nessun campo cresce il riso, mentre il Comune organizza da diversi anni una festa “La Galzega del riso” proprio per ricordare la lunga tradizione che lega il territorio alla riso cultura.

 

Il Peperone di Minerbe

PICT0075 ridNel territorio di Minerbe, così come nei comuni limitrofi, si coltiva il peperone. Le varietà coltivate risultano diversificate anche se prevalenti sono soprattutto i quadrati, mezzi lunghi e lunghi, di colore giallo, rosso e verde. La sua coltivazione non è difficile e la temperatura ed il clima ne favoriscono la crescita. Ad agosto, nel comune di Minerbe, viene organizzata una tradizionale festa provinciale dedicata proprio al peperone; un appuntamento che si pone come manifestazione di un attaccamento forte al territorio e che porta i coltivatori minerbesi a ricercare sempre nuove forme di sua valorizzazione. Infatti, Minerbe, dal punto di vista geo – storico, presenta un ricco passato e porta ancora gloriose testimonianze della coltivazione di tale prodotto. La volontà di farlo conoscere e di avviarne la promozione, si è avuta grazie ad un aumento di qualità nella sua produzione tanto che Minerbe, con la coltivazione del peperone, ambisce a diventare polo di sviluppo grazie anche alle circa cento aziende agricole che partecipano alla mostra che annualmente viene allestita dal comune in occasione della tradizionale fiera dedicata al peperone tanto che esso può essere indicato il prodotto tipico locale accanto al fagiolino e al mais.
Il peperone, infatti, è un ottimo antiossidante naturale, combatte i radicali liberi, responsabili delle alterazioni cellulari che sono causa anche del loro invecchiamento, ma soprattutto dei tumori e delle malattie coronariche. Nell’ultimo decennio del secolo scorso, per una serie di cause fra cui alcune malattie che hanno colpito questo ortaggio, la produzione nel territorio di Minerbe, è andata purtroppo diminuendo. Per combatterle si è provato a coltivare peperoni completamente sotto tunnel, ma con risultati altalenanti. La volontà comunque è stata quella di continuare in questa produzione sia per la grande opportunità di sviluppo economico del peperone di Minerbe, sia per la quantità e la qualità della produzione tanto che l‘iniziativa, volta a valorizzare il prodotto locale, è sostenuta dalla Provincia di Verona, dalla Camera di Commercio, dalla Col diretti e dagli imprenditori agricoli e commerciali locali, ed il peperone di Minerbe è entrato nel paniere dei prodotti tipici del Veronese.
La qualità del frutto raccolto dipende dalla sua consistenza, dallo spessore della polpa, dal colore che deve essere giallo brillante, dalla forma regolare, dalla pezzatura e dal gusto che non deve risultare piccante e nel territorio di Minerbe queste caratteristiche si esprimono tutte ad alto livello.
 

La Galzega

original9343galzegalogoIn queste zone popolate prevalentemente da contadini, un tempo la galzega rappresentava qualsiasi cena o pranzo in compagnia o ad ogni modo un momento conviviale, in cui si raccoglieva un gruppo di lavoratori attorno allo stesso tavolo. Essa veniva organizzata alla fine di una stagione di lavoro o alla fine della raccolta di qualche prodotto, o alla fine di un’attività agricola importante e particolarmente faticosa. La galzega era un rituale, legato ai ritmi sacri ed immutabili della natura: si beveva e si mangiava quasi per ringraziare del lavoro svolto e del raccolto e sicuramente per rafforzare i rapporti della comunità. Prassi o consuetudine di buon auspicio per i mesi a venire, per i raccolti che sarebbero arrivati e per i campi che da lì in poi sarebbero stati coltivati, sta di fatto che questa usanza ancor oggi viene praticata da qualche nostalgico contadino o diventa una semplice festa cittadina. Purtroppo non è più espressione di un mondo antico e magico scomparso tutto quel suono gioioso, il suo valore, il gusto di rito che aveva non simboleggia più una ricorrenza, un evento da attendere con ansia ma solamente una festa e una cena qualsiasi.