Tipicità

LA POLENTA

Festa della Polenta 2013 Vigasio VRLa scoperta dell’America fece conoscere ai nostri avi molti prodotti fino ad allora sconosciuti ai popoli europei. Fagioli, pomodori, peperoni, zucchero di canna, la patata, la zucca gli zucchini, la fragola, le arachidi, solo per fare alcuni esempi. Tra di essi, divenuta pietanza tipica della cucina veronese, la polenta. Era il 16 ottobre del 1492 quando Cristoforo Colombo esplorando l’isola di Fernandina trovò una terra fertilissima dove gli abitanti seminano il “panìco” cioè il miglio. Egli fu molto colpito da questa strana pianta che poi chiamò “grano indiano” ed egli diede l’ordine ai suoi uomini di tagliare alcune pannocchie e di portarle con sé assieme ad altri prodotti scoperti nella nuova terra. In Spagna rimasero sbalorditi nel vedere i grandi d’oro e un frutto con la barba. Ad assaggiarla non ci pensarono proprio ed il probabile approccio della polenta con il palato avvenne solo alla fine del 1400.

La sperimentarono durante un viaggio nell’isola di Trinidad dopo aver assaggiato polenta e vino fatto con il mais ma la polenta non lo dovette per nulla entusiasmare visto che non ne parlò più nei diari dei suoi viaggi.

Per gli esperti cioè per botanici e coltivatori spagnoli, la nuova pianta portata da Colombo era innovativa; maturava in soli tre mesi e non aveva bisogno dell’aratro; bastava seminarla nella terra giusta e si poteva avere la farina di mais.

Lo scrittore Giovan Battista Ramusio nel 1556 scriveva che le indiane la macinavano in una pietra gettando a poco a poco dell’acqua, proprio come facciamo noi adesso, e poi, gettandola nella brace, si arrostisce e si indurisce e si fa come pane bianco”; era il primitivo pane di mais.

La prima importante coltivazione in Italia avvenne nel 1554 e proprio nelle nostre zone. Fu nel Polesine e precisamente a Villa d’Adige, ai confini con Castagnaro che probabilmente seguì l’esperimento essendo all’epoca le due comunità unite. Solo nel ‘600 la coltivazione si allargò anche alla Lombardia e al Piemonte. Poi, pian piano, un po’ a tutte le regioni dell’Italia da nord a sud della penisola. La polenta oggi è inserita in alcune delle feste tradizionali della nostra terra ed in particolare a Vigasio è l’assoluta protagonista dell’antica sagra di San Michele. Proprio nelle nostre campagne quest’oro dei poveri venne seminato e coltivato e si trasformò nel cibo più comune delle tavole dei nostri vecchi. La polenta veniva consumata tutti i giorni ed era il quotidiano ingrediente che permetteva, con qualche cosa da far da companatico, di sopravvivere. Oggi la polenta si sposa con i cibi più raffinati ed i piatti più prelibati di una cucina buona e gustosa come la nostra.