Chiese, pievi e oratori

Chiesa Parrocchiale di San Giuseppe

P1090497 ridI lavori per la costruzione di questo complesso ebbero inizio il 19 Settembre del 1844, grazie all'intervento dell'Arciprete Don Filippo Accordi e si protrassero fino alla sua morte avvenuta nel 1857.
I parroci che lo succedettero non ebbero i mezzi di proseguire nei lavori, che vennero ripresi solo nel 1913 per merito dell'Arciprete Don Quintiliano Bortoli. Vennero, però, interrotti con l'avvento della Prima Guerra Mondiale nel 1915, e quindi ripresi nel 1922.
Nell'ottobre del medesimo anno venne posta la statua del Cristo Redentore sulla sommità della facciata. Il complesso venne terminato solo negli anni '30, grazie alla presenza del Monsignore Bartolomeo Pezzo e fu benedetto il 5 Ottobre del 1935. La consacrazione della chiesa avvenne, però, solo il 6 ottobre del 1945. Dal giorno della posa della prima pietra alla sua consacrazione, erano trascorsi oltre 100 anni.
L’imponente chiesa, posta a lato del vecchio luogo di culto che vede curiosamente, nel centro storico di Bovolone due chiese affiancate, è il risultato dei progetti di Clerichetti e del Rupolo ed è il tentativo di coniugare il neoclassicismo e il rinascimento veneziano della facciata con modelli paleocristiani di alcune chiese romane, schema questo adottato nelle navate e nell’abside
L’interno è illuminato da ampie monofore ed è suddiviso in tre navate separate da colonne monolitiche di marmo rosso di Sant’Ambrogio con capitelli corinzi. Negli anni la chiesa si è arricchita di marmi, quadri, decorazioni e altri ornamenti. Il soffitto del presbiterio è decorato dal pittore Fermo Ferrarese mentre quello della navata centrale e delle navate laterali da Vittorio Magagnotti. Nel 1944 fu inaugurata la statua della Madonna di Fatima, opera della ditta Santifoller di Ortisei.
A lato dell’altare maggiore si trova una tela raffigurante San Lorenzo sulla graticola, opera anonima del diciassettesimo secolo, l’affresco del catino absidale è opera del pittore veronese Marcello Vianello ed i mosaici posti sui pilastri dell’arco trionfale del bovolonese Giovanni Cucco. La chiesa conserva il sarcofago di Nicolò Ormaneto, parroco a Bovolone dal 1543 al 1570, una delle figure più grandi del clero veronese del 1500.
Tra le opere da segnalare poi vi è uno splendido gruppo scultoreo rientrante in quella tipologia di opere presenti in alcune chiese del Basso veronese di grande valore, legate alla fede e alla religiosità dei nostri avi. E’ posto nell’altare di destra che era dedicato alla Madonna Addolorata e già in antichità dipendeva dal parroco che doveva provvedere al suo mantenimento.
Raffigura la “Pietà” e è considerato dagli esperti una delle opere più antiche presenti nella parrocchiale. Da studi effettuati era già presente in chiesa durante le visite pastorali del vescovo diocesano Ermolao Barbaro nella metà del 1400, e per tipologia e qualità stilistica, si avvicina ad un’altra opera presente nell’Abbazia di San Pietro di Villanova datata agli inizi del Quattrocento. L’immagine è scolpita in tufo di Avesa e rappresenta la Vergine con il capo rivolto verso il Cristo morto e adagiato sulle sue ginocchia dopo essere stato tolto dalla croce. Ben visibili sono sia con la croce di spine, sia la ferita della lancia sul costato. Gli studi vedono in questa Pietà molti elementi riconducibili ad altre opere eseguite nello stesso periodo e che vi sia una vicinanza di date collocandola tra il secondo o terzo decennio del Quattrocento. Durante l'analisi della Pietà si scoprì che la statua, a suo tempo, era dipinta tramite particelle pigmentose. Agli inizi del Settecento, la statua della Vergine fu ornata con una corona d'argento sbalzato avente la cornice inferiore impreziosita da pietre dure.
La pavimentazione della chiesa ha subito un recente rifacimento, che ha comportato la copertura del precedente pavimento in cemento con un rivestimento in marmo.
Nel 1998 si è, inoltre, inserito un nuovo organo fatto di ben 1300 canne: nella sua costruzione si sono voluti recuperare gli antichi criteri della meccanica, armonizzandoli con le più moderne tecnologie. 

 

Chiesa di San Biagio

OratorioLa chiesa, intitolata a San Biagio e sub titolata ai Santi Fermo e Rustico, si trova in "Villa Bodoloni" in centro al paese, e la sua storia prende avvio intorno al XII secolo.
L'antico complesso era in origine l'oratorio di pertinenza vescovile. Ciò è confermato dalla presenza di alcuni affreschi nell'antifacciata che risalgono certamente all'origine della chiesa. 
L' oratorio venne ampliato nelle forme attuali secondo il classico stile romanico, tipico del tempo, anche se di questa primitiva struttura rimane ben poco, a causa delle molteplici trasformazioni subite nell'arco dei secoli. L'unico elemento rimasto invariato nel tempo risulta essere il quattrocentesco campanile. 
L'erezione della chiesa venne finanziata da due Arcipreti: Monsignor Ormaneto, Arciprete dal 1543 al 1570, e Monsignor Francesco Ducchi, attivo nel biennio del 1741-1742. Il primo intervenne all'interno della struttura, arricchendone gli altari preesistenti con grandi pale attribuite a pittori veronesi come Nicolò Giolfino, Paolo Farinati, Felice Brusasorci e Saverio Dalla Rosa. Al centro del coro si può, infatti, ammirare una delle rare opere su tela del pittore Nicola Giolfino risalente al primo ‘500 raffigurante i Santi Biagio, Fermo e Rustico. A detta di tutti gli esperti, ci troviamo di fronte ad un’opera di grande valore e di notevole spessore artistico. Sopra l’ingresso vi è appesa La Crocifissione, dipinto realizzato dal maestro toscano Lorenzo Bonechi. Invece nelle absidi degli altari laterali vi sono quattro nicchie che ospitano delle sculture lignee raffiguranti Sant’AntonioSan Francesco; San Pio da Pietralcina opera di un artista toscano e San Giuseppe, patrono di Bovolone.
Il secondo, invece, intervenne all'esterno abbellendo la facciata con capitelli e con statue dei Santi Patroni, ed inoltre finanziò il soffitto, le grandi nicchie degli altari e gli stucchi, i quadri e le vetrate policrome che decorano l'edificio.  
Oggi si possono vedere all'interno della chiesa anche due lastre sepolcrali: una ricopre le spoglie del Vicario Vescovile Domenico De Scalionis e l'altra quelle di un Capitano dei Cavalieri Dragoni della Repubblica Veneta.  
Al 1760 risale, infine, l'altare maggiore adornato da marmi policromi ad opera del Maderna e dedicato a San Biagio.

 

Chiesa di San Giovanni in Campagna e gli affreschi del Battistero

San Zuane ridUscendo dal centro abitato di Bovolone e dirigendoci verso Concamarise, un lungo filare di pioppi ci conduce verso la pieve di San Giovanni Battista. E’ uno delle più belle testimonianze di storia e di religione del nostro territorio e un recente restauro ha riportato all’antico splendore questa splendida chiesa.
Studi approfonditi portano a ritenere come il complesso di San Giovanni in Campagna fosse l’antica pieve di Bovolone citata in alcuni documenti dell’813. Di quel complesso oggi rimangono solo l’absidiola di sinistra, alcune parti dei muri perimetrali dell’abside e alcune zone del battistero. Nel periodo altomedioevale la chiesa era una basilica a tre navate con tre absidi semicircolari esterne e pare che essa andò distrutta in seguito ad un terremoto verificatosi nel 1117 che provocò ingenti danni in tutto il territorio veronese. Dopo l’evento catastrofico la chiesa fu ricostruita recuperando in parte il materiale presente e in parte ricostruendo ex novo il complesso abbaziale. Da approfonditi studi dello storico Remo Scola Gagliardi, uno dei primi documenti in cui appare il nome di San Giovanni risale al 1352 mentre per avere notizie certe bisogna attendere la visita pastorale di Ermolao Barbaro nel 1454.
In tale periodo, comunque, la chiesa ha già perso la sua importanza essendo definita cappella campestre sottoposta a San Biagio terza pieve di Bovolone. Nel 1525, grazie ad una convenzione tra il parroco di Bovolone e fra Giovanni di Legnago dell’ordine dei Frati Francescani Minori, venne rifatto il tetto della chiesa, costruito l’arco principale della navata, ricostruito il campanile e aperto un nuovo ingresso per il battistero che fu pure ricoperto. Un intervento completo che permise di officiare in chiesa fino alla fine del Settecento. Per assistere ad una nuova ristrutturazione, bisogna attendere il 1792 quando si assiste a lavori sistemazione e di ampliamento dell’oratorio mentre si decise di declassare la chiesa riducendola a fabbricato agricolo. I lavori interessarono per lo più l’oratorio con l’aggiunta di una parte di fabbricato da destinare a presbiterio, coro e piccola sacrestia aumentandone così la capienza; la chiesa invece, venne trasformata in parte a fienile, in parte ad uso abitativo. Con gli inizi del 1800, la lunga storia di San Giovanni era dunque finita mentre l’oratorio era stato trasformato in oratorio privato.
In esso si è continuato a celebrare fino ad oggi ma un intervento coordinato ha riportando il complesso all'antica bellezza. Affresco S.Giovanni in Campagna 1
Oggi, visitando San Giovanni in Campagna colpiscono prevalentemente due cose: la chiesa e il battistero. La prima, verso l’inizio dell’Ottocento fu trasformata in fabbricato ad uso rurale e oggi a ricordo del suo splendore ci sono alcuni affreschi da poco recuperati nell’abside di sinistra che sembrano risalire ad un autore del Trecento o del Quattrocento. E' visibile la figura del Cristo seduto sopra il seggio del giudizio con una mano sulle ginocchia e con l'altra mentre regge un cartiglio: alla sua destra la Madonna che allatta il Bambino. Le due figure poste alla sinistra di Gesù Cristo, secondo l'interpretazione degli esperti dovrebbero rappresentare Sant’Agata con in mano la palma del martirio e Santa Caterina D'Alessandria, martire del IV secolo.
Da un'attenta analisi dell'affresco, sembra che sotto le immagini vi sia un ulteriore strato di affreschi con tracce di una crocefissione. Altri affreschi, quasi scomparsi, abbellivano la zona più alta della parete riguardante la navata di sinistra.
Poco lontano dall'antica chiesa troviamo l’oratorio. Durante il periodo di decadenza della chiesa, venne dato in gestione ai frati francescani minori, assieme all’intero complesso, dopo essere stato restaurato e fu abbellito da una serie di affreschi. L'interno è completamente affrescato e le opere dipinte raffigurano Zaccaria che officia nel tempio, riceve l’annuncio di una paternità e lo comunica alla moglie Elisabetta. Seguono altri dipinti con Giovanni che compie la sua missione con la predicazione, il Battesimo di Cristo nelle acque del Giordano, Giovanni attraverso le inferriate del carcere che invita i suoi discepoli ad avvicinarsi a Cristo, Giovanni Battista a cui viene amputata la testa, la sua testa recisa presentata a re Erode e il piatto con il macabro trofeo, consegnato ad Erodiade.
L’intero ciclo pittorico che raffigura sette episodi della vita di San Giovanni Battista, sembra essere stato eseguito tra il 1550 e il 1600 e, anche se non è presente la data della sua realizzazione, all’interno del grande riquadro che raffigura il Battesimo di Gesù, appare una firma in graffito che dice “Fava Borterin pictor norcensis novembris mense”. La cupola dell’oratorio, all’interno di un tondo tra angeli rappresenta la Gloria del Padre. Tra i festoni si aprono otto lunette che rappresentano episodi della passione del Signore, sempre realizzati in quell’epoca. Nel corso della ristrutturazione del 1792, venne aggiunto un corpo di fabbricato e, nell’abside quadrangolare fu aggiunto un altare in marmo mentre l’intera nuova zona fu abbellita da affreschi della scuola veneta del Settecento. Nel fondo dell’abside si trova la Natività di San Giovanni Battista mentre ai lati dell’altare, Mosè con le tavole della legge e il profeta Elia.
 

Il santuario della Beata Vergine della Cintura

Madonna della Cintura bovoloneUn altro interessante luogo di culto situato lungo il corso principale del paese di Bovolone è, senza dubbio, il Santuario della Beata Vergine della Cintura, detto inizialmente della “Madonna del Molinello”.
La sua costruzione si fa risalire al 1648 per volontà dell’allora arciprete don Antonio Barbieri con la partecipazione degli abitanti della Contrada Madonna, all’ora anch’essa denominata “Contrà Molinello”.
La tradizione racconta che proprio in quel luogo esisteva un mulino in rovina e che, su di un pilastro, venne ricavata una piccola nicchia nella quale trovò sistemazione una vecchia statua della Madonna seduta con il Bambino sulle ginocchia, entrambi cinti ai fianchi da una cintura e attorniati d’angeli. In breve la devozione verso tale immagine sacra crebbe al punto che uno storico del 1668, il Moscardo, ebbe a scrivere: “quel luogo fu sempre tenuto in grande divozione e riverenza con la lampada, et bene spesso li vicini vi facevano orazione, per il chè nel popolo andava crescendo la fede e la divozione”.
Dopo la benedizione del tempio, avvenuta il 15 novembre 1650, molti fedeli giungevano a Bovolone e provenivano, non solo dai paesi limitrofi, ma anche da varie diocesi spesso accompagnati dai loro Vescovi, da sacerdoti e da membri di famiglie nobili. Verso la fine del 1700 i nobili iniziarono a gareggiare per donare beni e opere d’arte alla chiesa. E’ forse il periodo migliore per la Beata Vergine della Cinture che si arricchisce di un altare intarsiato con marmi policromi sulla quale troneggia ormai da tre secoli la bella pala settecentesca con la Madonna, il Bambino e due Santi racchiusa in una ricca cornice dorata, di una bella balaustrata barocca di marmo, di preziosi lampadari e candelabri. Alle pareti vennero appesi numerosi ex-voto in legno coloratissimi, dorati o argentati.
Alla fine del 1600 la chiesa fu dotata anche di un grande organo racchiuso in una cassa tutta finemente decorata mentre, nel 1730 fu innalzato il campanile del quale partivano i rintocchi delle tre campane, una della quali risalenti al 1310.
Un periodo veramente buio fu quello dell’occupazione di Bovolone da parte delle truppe rivoluzionarie francesi guidate da Napoleone. Il santuario fu devastato, depredato, spogliato di ogni cosa e ridotto a bivacco dei soldati. Dopo questo periodo iniziò un lento lavoro di ripristino e di sistemazione.    

 

Oratorio di San Pietro

cappella di san pierino RIDL’oratorio intitolato a San Pietro sorge nella contrada San Pietro nel comune di Bovolone. Le sue origini risalgono a tempi assai remoti anche se la certezza della sua esistenza è confermata dalla visita pastorale fatta dal vescovo Ermolao Barbaro nel 1454. Secondo studi fatti dallo storico Remo Scola Gagliardi, è probabile che la chiesetta fosse già presente nel 1145 e costituisse una delle cappelle soggette alla pieve di Bovolone citate nella bolla di Eugenio III. Fu quindi costruita su un fondo di proprietà della Pieve di Bovolone ma passò, verso la fine del 1400, nelle mani della famiglia patrizia veneziana dei Conti Capello.
Il nobile Conte Francesco Capello, infatti, ne fece la cappella di corte ed il Conte Gerolamo, con suo testamento del 16 gennaio 1569, la istituì in “Cappellania” e la dotò di un proprio cappellano. In occasione di una visita pastorale del 1679, il vescovo Pisani constatò che aveva un altare e una sacrestia e che al suo interno si celebrava messa ogni sette giorni. Agli inizi del 1700 sorsero varie diatribe circa il possesso e l’ufficiatura che si teneva in essa tra il cappellano e la parrocchia ma, nel 1728, Monsignor Ducchi mise fine alla vicenda facendovi celebrare le festività e poi più tardi avocò a sé il titolo di “cappellano”.
Verso la metà del secolo i Capello provvidero ad una completa e radicale sistemazione dell’oratorio che perse la fisionomia di chiesa romantica. Altri interventi portarono a demolire una piccola navata laterale, un piccolo edificio del lato sinistro, l’antico abside semicircolare che venne sostituito con un altro mentre il campanile fu ricostruito nell’angolo posteriore destro della chiesa.
Nel 1847 proprietario era il nobile Marchese Antonio Cavalli di Ravenna, erede dei beni Capello e, successivamente, l’avvocato Leonello Rossi di Padova che, nel 1966, provvide ad ampi restauri. Oggi l’esterno si presenta con un aspetto classicheggiante con due paraste laterali con capitelli ionici, con, nella parte superiore, un timpano triangolare con cornici a dentelli. Il portale è invece di tufo.
L’interno è a navata unica arricchito da una serie di paraste ioniche che sorreggono un cornicione. Bello l’altare in marmo con l’ara decorata sulla quale poggiano due colonne. Nella parte superiore sono collocati due cherubini mentre, al centro della cimasa, vi è l’effigie del Padre Eterno. L’altare era impreziosito da una pala dedicata a San Pietro purtroppo sottratta da ignoti. Oggi è stata sostituita da un’altra tela di minor valore. La Cappella di San Pietro è visitabile tutti i giorni.

 

Oratorio di Santa Maria al Bosco

oratorio s.maria al bosco bovoloneL’oratorio di Santa Maria al Bosco venne costruito verso la metà del 1700 in seguito alla richiesta avanzata dalla nobile famiglia Bianchi, proprietaria della tenuta Bosco, al Vescovo di Verona.
La proprietà e le relative contrade distavano circa tre miglia dalla parrocchiale di Bovolone e i tanti abitanti di queste località incontravano notevoli difficoltà per recarsi ad assistere alle cerimonie religiose.
Ecco quindi che nel 1754 don Girolamo Bianchi chiese al Vescovo di poter erigere a proprie spese una chiesa o un oratorio. Chiedeva però, inoltre, altre tre cose: che le funzioni venissero celebrate a piacere della famiglia Bianchi, che don Girolamo e i suoi successori potessero nominare il cappellano, e che nessun sacerdote potesse celebrarvi messa all’interno senza autorizzazione dei proprietari.
Il 22 marzo del 1754 il vescovo Bragadino concesse l’autorizzazione a costruire l’oratorio che venne intitolato alla Madonna, a San Girolamo e a San Francesco.
Nel corso dei secoli il luogo di culto ebbe altri proprietari: nel 1817 risultò della famiglia Poiana mentre, agli inizi del 1900, passò alla famiglia Schiavoni.
Quest’ultima, nel 1920, fece apporre al suo interno una lapide con la quale si ricorda che 11 abitanti delle contrade Bosco e Spin tornarono incolumi dalla Grande Guerra. Oggi la chiesa è in stato di abbandono e risulta spogliata di tutte le sue opere prima tra tutte una pregevole pala d’altare dedicata a San Girolamo. L’esterno è semplice con un portale in tufo scanalato e un architrave sorretto da due mensole sormontato da una lunetta. La facciata termina con un timpano triangolare.
L’interno è invece ad unica navata con un absidiola semicircolare. Presenta una torretta campanaria. L’altare è inserito in un arco trionfale al cui interno si trovava la pala di San Girolamo. Lateralmente ad esso si aprono due porte che immettevano nella sacrestia.

 

Bovolone Oratorio Filippo NeriOratorio di San Filippo Neri  

Cappella privata della famiglia Terzi situata su un lato del grande parco che faceva parte dell’omonimo palazzo Terzi, ora adibito a scuola superiore. L’oratorio fu eretto verso la fine del 1.600 e si trova all’incrocio tra via Carlo Alberto e via Trento. E’ una costruzione dalle belle linee gotiche, ancora oggi ben conservata.