Alloggio, Ristoro e luoghi di svago

Alloggio:

Hotel Ristorante Nuovo Sole *** via Madonna, 332 tel. 045 6900122

Hotel Ristorante Sasso *** via San Pierino, 318 tel. 045 7100433

Albergo Ristorante Da Marco ** via San Pierino, 109 tel. 045 7100424

 

Ristoro:

Ristorante Due Volti via Villafontana, 233 tel. 045 7145021

Ristorante Don Pedro I via Madonna, 353 tel. 045 7101345

Ristorante Il Bruco via Garibaldi, 48 tel. 045 6949158

Ristorante Pizzeria Gallery via Baldoni, 29 tel. 045 7103937

Ristorante Pizzeria Lanterna Verde via Ormaneto, 29 tel. 045 7100818

Ristorante Pizzeria San Serafino via Madonna, 386/A tel. 045 6901712

Ristorante Pizzeria Vecchio Sole via Monte Grappa, 13 tel. 045 7100819

Ristorante Pizzeria Al Giardinetto via Bellevere, 2/D tel. 045 9581517

Trattoria Pane e Vino via Vittorio Veneto, 24 tel. 045 7101195

Trattoria Passilongo via Campagne, 19 tel. 045 7100611

Trattoria Valle del Menago via Valle del Menago, 10 tel. 045 7102889

Trattoria Scacciapensieri piazza Pozza, 14 tel. 045 6900384

Trattoria Pizzeria Da Andrea via San Pierino, 314 tel. 045 6900603

Trattoria Pizzeria Da Livio via San Biagio, 34 tel. 045 7100521

 

DA VEDERE:

 

Museo del Lavoro e il Gruppo Folkloristico “El Paiar”

DSC 0122 ridLa prima formazione del coro comprendeva un gruppo di voci bianche accompagnate dalla fisarmonica. Dal 1985 è diretta dal maestro Sergio Masaia con alla fisarmonica Oreste Passala. Nel corso degli anni il gruppo acquistò esperienza e lo spettacolo offerto si arricchì dì colori, mini danze e tanta allegria.
Al coro vennero affiancati attori comici ai quali fu affidata la mimica di certe canzoni. Le voci bianche vennero sostituite da soprani e contralti, e, contemporaneamente, un piccolo gruppo di dodici ballerine appariva per la prima volta sulla scena dello spettacolo allestito dal gruppo (nel frattempo arricchito con alcune scenette).
Lo scopo del "Paiar" è quello di riproporre canti, danze e poesie di una volta, un viaggio a ritroso nel tempo da cui asportare il fascino e la genuinità di quella civiltà contadina che ci è madre. Per il ballo il gruppo è stato seguito dal Gruppo Ricerca Danza Popolare di Verona, mentre la poesia è tratta per lo più dai libri del celeberrimo poeta dialettale veronese Berto Barbarani, Le poesie, sono recitate dal personaggio più caratteristico del gruppo: Francesco Bertolini, uno dei fondatori del gruppo
Attualmente il gruppo conta più di trenta persone e si propone nel presente e nel futuro di ricercare e riproporre, attraverso il canto, usanze e tradizioni popolari venete che tendono, purtroppo, a scomparire. Lo spettacolo presentato dal gruppo è un susseguirsi di canti e balli animati da scenette. I canti appartengono alla tradizione e trasmettono valori e sentimenti della gente veneta e della pianura veronese. I balli raccontano momenti di vita agreste, il ritorno dal duro lavoro dei campi, feste e balli sull'aia. Il canto e le danze sono animati da strumenti caratteristici quali fisarmonica, chitarra, tamburelli e tromba. (tel.3406813144 www.elpaiar.it)
 

Il museo del Lavoro Povero

Il museo del "Lavoro Povero" è stato ideato e gestito dal Gruppo Folkloristico “El Paiar”. Attualmente si trova in un capanno adiacente al campetto di calcio del Centro Sociale della Casella località di Bovolone.
Una prima galleria illustra con immagini gustosissime la vita nelle nostre terre quando si viveva di agricoltura: il lavoro nei campi e in casa, le feste, le ricorrenze, gli eventi anche drammatici. Una placida atmosfera ancora esente dallo stress, anche se talvolta soggetta al rischio della fame; a testimonianza di ciò vi è anche un breve filmato sui "giochi di una volta" quando ci si divertiva veramente con poco. Una seconda galleria mostra qualche immagine della grande trasformazione che nella seconda metà del 900 ha segnato questo territorio: lo sviluppo dell'artigianato del mobile rappresentato tra l’altro anche da un raro filmato databile approssimativamente anni '50.
Seguono altre gallerie di oggetti tipici della cultura contadina del 900 che oltre libri, oggetti di uso quotidiano, canzoni, fotografie, tradizioni orali e scritte, vi sono allocati diversi strumenti di lavoro del mondo agreste ed artigiano. Museo del Lavoro Povero Presso l'Associazione "El Paiar" via Casella 71/B Bovolone (Vr).
 

L’Artigianato del Mobile Classico  

troumeau decorato ridSul tratto di strada provinciale che da Verona conduce sino a Legnago, c'è un po' la mecca dell'artigianato tipico della provincia: è la cosiddetta "zona del mobile d'arte", che arriva fino a Cerea, ma che ha in Bovolone il suo centro principale: non a caso, infatti, Bovolone è da molti ribattezzata la "Città del mobile classico" per eccellenza. E, in effetti, una ragione c'è: l'artigianato della produzione, e della riproduzione, del "mobile d'arte" e in stile, rappresenta da tempo la principale risorsa economica del territorio. Una tradizione, quella della lavorazione del legno, che a Bovolone ha ormai una sua solidissima base anche se le sue origini non sono particolarmente antiche: fu infatti iniziata soltanto all'indomani della seconda guerra mondiale, quando vennero inaugurati i primi laboratori per il restauro e la riproduzione di modelli del Settecento veneziano, nell'ambito dei quali si sono formati tanti abilissimi artigiani specializzati nell'arte dell'intaglio, dell'intarsio e della laccatura.
Del resto, nella provincia veronese, una delle tradizioni artigianali più importanti sia per quantità, sia per diffusione, è proprio quella del mobile in stile classico, che in realtà non interessa solo Bovolone, ma un po' tutta l'area della bassa veronese, da Casaleone a Cerea, da Concamarise a Gazzo Veronese, da Isola della Scala a Isola Rizza, da Legnago a Nogara, da Oppeano a Salizzole, Sanguinetto e San Pietro di Morubio. Tra i padri dell'artigianato del mobile un posto in primo pano spetta a Giuseppe Merlin che, a cavallo tra Ottocento e Novecento, creò la prima bottega artigiana specializzata, evolvendo gradatamente la sua attività dal semplice restauro alla realizzazione di vere e proprie opere d'arte.
Gli artigiani della provincia veronese che proseguono nella tradizione dei mobili in stile, non si limitano più, come accadeva un tempo, a creare ottime riproduzioni dei mobili delle antiche ville veneziane: oggi, infatti, il loro estro e la loro abilità spaziano in una produzione estremamente varia, che sa soddisfare un po' tutti i gusti ma che, nel contempo, non ammette deroghe in fatto di accuratezza nelle finiture e nell'impiego di legni di qualità. A maggior tutela di un'attività artigianale tanto peculiare, nel 1995 è stato istituito il "Marchio del Mobile d'Arte in Stile della Pianura Veronese", che ha tra i suoi obiettivi primari quello di tutelare i consumatori in merito alla qualità dei componenti e della produzione dei mobili realizzati nell'area. In Bovolone, “Città del Mobile Classico, la casa la si può arredare tutta: dai mobili d’arredo alle vetrate artistiche, dal ferro battuto ai serramenti. Le mostre sono ricche di mobili pregiati e sono sempre visitabili su appuntamento anche i giorni festivi. Nelle Cantine del Vescovo site nel Palazzo Vescovile è stato allestito il “Museo percorso tra gli stili del mobile” dal XV al XX sec. E’ un anello di congiunzione con il passato, la continuità della tradizione, la storia della scuola di ebanisteria e dell’attività amanuense dell’artigiano e della sua bottega.