Chiese, pievi e oratori

Chiesa parrocchiale dei Santi Filippo e Giacomo, nella frazione di Scardevara - XII secolo

chiesa scardevara ridCon ogni probabilità fu fondata dai monaci benedettini che qui si stanziarono a partire dal X secolo. Nel 1145 papa Eugenio III ricorda: curtem Scardavariae cum ecclesiis et decimis. Nel 1490 fu consacrato l’altar maggiore. L’erezione a parrocchia risale al 20 maggio del 1612. Più volte restaurata e manomessa, conserva ancora l’abside esterno quasi integro che si può far risalire al XII secolo. Esso si presenta come un gioiello per grazia cromatica ed equilibrio volumetrico. Nel lato esterno di sinistra, sono inseriti nel muro due frammenti lapidei dove vi è scolpita una scena di caccia con animali che fuggono nel bosco, inseguita da cavallieri. Si presume che questi frammenti, scolpiti su pietra tufacea della Lessinia, provengano da un maniero edificato in un periodo antecedente alla costruzione della chiesa. Esternamente l’edificio si presenta con facciata a capanna rivolta ad occidente che al centro presenta un portale con volta a botte sormontato da un protiro con ai lati due finestrelle strombate e un piccolo rosone posto al centro del sottotetto, il quale è ornato da archetti pensili. La torre campanaria addossata al fianco settentrionale del presbiterio risale al XV secolo. Impianto planimetrico a croce latina definita da un’unica aula rettangolare con asse maggiore longitudinale e presbiterio rialzato di due gradini concluso con abside semicircolare emergente. Lungo i fianchi dell’aula due semi-cappelle laterali accolgono l’altare di San Giuseppe, sul lato sinistro, e l’altare della Madonna, sul lato opposto. I prospetti interni, intonacati e tinteggiati, sono ritmati da lesene d’ordine tuscanico, su cui si imposta l’alta trabeazione sommitale; la chiesa è ornata con pregevoli opere pittoriche ed artistiche. L’aula è coperta da un’ampia volta a padiglione con unghie laterali decorate con cornici dipinte a tempera; il settore centrale è interessato da un dipinto; il presbiterio è sovrastato da una volta a crociera con costolonature diagonali dipinte; l’abside è chiuso da una semi calotta sferica in muratura, intonacata e tinteggiata. La pavimentazione della navata è realizzata in quadrotte di granito grigio e granito rosso, mentre il presbiterio è pavimentato con lastre di granito rosso.

Chiesa parrocchiale di Ronco

chiesa ronco ridLa chiesa già esistente dal secolo X; la Dedicatio è del 929 è nominata in un documento sottoscritto dal conte Milone Sanbonifacio. Il terremoto del 1117 danneggiò gravemente la primitiva costruzione che venne, di lì a poco, ricostruita sullo stesso sito. Eugenio III nel 1145 ricorda: Plebem de Runco cum capellis et decimis. Nel 1526 divenne parrocchia con arciprete. Nel 1584 la parrocchiale fu restaurata dal parroco Girolamo Manieri. Don Girolamo Marini darà avvio nel 1802 alla ricostruzione complessiva dell’edificio, conclusasi con la consacrazione avvenuta il 2 luglio 1892 e intitolata alla Natività di Maria. Nei primi anni ’60 del secolo scorso si decise di edificare una nuova chiesa parrocchiale, la cui prima pietra fu posata da monsignor Giuseppe Carraro il 26 aprile 1964. Il nuovo edificio sacro venne progetto dell’architetto Manzini, e fu inaugurato il 17 ottobre 1965. Da allora l’antica pieve divenne cappella soggetta alla nuova chiesa parrocchiale. Essa, esternamente si presenta con facciata a capanna in stile neoclassico. Impianto planimetrico ad unica aula rettangolare, con presbiterio quadrangolare emergente rialzato di due gradini; lungo i fianchi dell’aula si aprono quattro semi-cappelle laterali con altare. I prospetti interni sono ritmati da lesene con fusto decorato con scanalature dipinte a tempera e con capitello d’ordine ionico, su cui si imposta l’alta trabeazione modanata sommitale; le pareti sono decorate con sottili cornici in stucco e, lungo il registro superiore, da un ciclo pittorico realizzato del pittore Gaetano Miolato nato a Verona nel 1875 e ivi deceduto nel 1961. La pavimentazione dell’aula è realizzata con lastre di pietra bianca e marmo Rosso Verona, mentre il piano del presbiterio è caratterizzato da una composizione geometrica in marmi policromi. Più imponente e nel contempo disarmonica risulta la nuova chiesa in stile moderno con facciata in mattoni, cemento a vista e vetrate, la quale ha un transetto sproporzionato allo sviluppo in pianta rispetto all’aula e una cupola ottagonale che si erge sul tetto come un tempietto. Fortuna vuole che il campanile è quello della ex chiesa parrocchiale.
Da ricordare; in parrocchia operò il beato don Giuseppe Baldo (1843-1915), elevato agli onori da Giovanni Paolo il 31 ottobre 1989, che qui fondò l’Istituto delle Piccole Figlie di San Giuseppe, il 21 novembre 1894. Di lui rimane il suo pensiero e la sua azione, tesa ad affrontare i diversi ambiti della pastorale e ad incidere nella realtà sociale.
 

Chiesa parrocchiale di Tombazosana - XIX secolo

chiesa tombazosana ridLa pieve di Sant’Ambrogio in Tombazosana fu edificata in epoca longobarda, probabilmente nel corso dell’VII secolo. Nel 1145 Papa Eugenio III la nomina come: Plebem Tumbae cum capellis et decimis et curte eceterisque suis pretinenciis. Nel 1863 l’antica pieve, situata in località Tomba Vecchia, fu demolita. Alcuni elementi di questo edificio sacro sono depositati a Verona presso il Museo di Castelvecchio, mentre altri frammenti sono stati utilizzati nell’edificazione di una casa rurale sorta adiacente alle macerie della pieve. Tra il 1874 ed il 1876 fu edificata l’attuale chiesa parrocchiale. La consacrazione risale al 1928. Impianto planimetrico ad unica aula articolata in tre navate suddivise da due file di due pilastri; la navata maggiore si prolunga con il vano a pianta rettangolare del presbiterio, rialzato di tre gradini e concluso con abside a fondale piatto; lungo i fianchi della navate laterali si aprono due semi-cappelle emergenti, in cui trovano sede sul lato occidentale l’altare con la tela della Deposizione dipinta da Felice Riccio, detto il Brusasorzi, e l’altare della Madonna, sul lato opposto. L’interno della chiesa, ritmato da archeggiature ogivali, è caratterizzato da un’equilibrata composizione architettonica e decorativa con elementi lessicali neogotici. Navate dell’aula e presbiterio sono coperti da una teoria di volte ogivali a crociera scandite da costolonature e con nervature diagonali in aggetto. La pavimentazione dell’aula è realizzata in quadrotte di pietra bianca con riquadrature in marmo Rosso Verona; il presbiterio è pavimentato in lastre di pietra bianca.

L’oratorio di Canton

chiesa canton ridLa chiesa di San Francesco di Paola, cappella soggetta alla parrocchia di Ronco all’Adige, fu edificata nel 1852 da Francesco Camozzini come annesso alla sua villa neoclassica. Esternamente l’edificio si presenta con facciata a capanna in stile neoclassico. Orientamento a meridione. Impianto spaziale centrale ad unica aula a pianta ottagonale, con modesto presbiterio a pianta ellittica. L’interno della chiesa, con elementi stilistici d’influenza moresca, presenta le pareti interne decorate con pitture murali e coronate da una cornice modanata; nel registro superiore del tiburio si svolge un ciclo pittorico costituito da otto specchiature in cui sono dipinti altrettanti episodi della vita di San Francesco di Paola. L’aula è coperta da una cupola ad otto vele con lanterna sommitale. La pavimentazione è realizzata in piastrelle di cotto.

Chiesa parrocchiale di Sant'Andrea e Santa Sofia in Albaro

chiesa albaro ridLa chiesa parrocchiale dei Santi Andrea e Sofia Vedova fu edificata tra il 1923 ed il 1951 in sostituzione della preesistente situata in località Albaro Vecchia. Esternamente l’edificio si presenta con facciata a salienti in stile neo-romanico. Impianto planimetrico a tre navate separate da due file di pilastri alternati a colonne; profondo presbiterio a pianta rettangolare, rialzato di quattro gradini e articolato su tre livelli, concluso con abside semicircolare. Le navate laterali terminano con cappelline absidate in cui trovano sede l’altare di San Giuseppe, a destra, ed il battistero, sul alto opposto. Al suo interno vi sono diversi affreschi di Giuseppe Resi e una Pietà. Al centro del presbiterio è posto il monumentale ciborio a baldacchino in marmo. La navata centrale e le navate minori sono coperte dalla sovrapposta struttura di copertura con travature e capriate a vista, e con soffitto a due falde a cassettoni lungo la navata centrale. Nel catino absidale è dipinto il Cristo benedicente tra angeli. La pavimentazione dell’aula è realizzata in lastre rettangolari di marmo chiaro di Botticino; il presbiterio, articolato su tre livelli, presenta il settore inferiore pavimentato in marmo Travertino chiaro striato, in marmo Rosso Verona quello intermedio, e con intarsi in marmi policromi il livello superiore.