Castagnaro

“Il Diversivo”: sostegno edificato dai veneziani nel 1791 come opera idraulica per deviare una parte delle acque del fiume AdigePonte Rosso presso Menà di Vallestrema di CastagnaroGEOGRAFIA

Il territorio del comune di Castagnaro occupa una superficie di 34,74 km² e ha un’altitudine media di 14 metri sul livello del mare. Dista circa dista 55 chilometri da Verona e si trova all'estremo Sud della provincia posto sul confine con la provincia di Rovigo. Ha una sola frazione Menà di Vallestrema. Vi è una stazione ferroviaria sulla linea secondaria Verona – Rovigo. Confina con i Comuni rodigini di Badia Polesine, Giacciano con Baruchella  e veronesi di Terrazzo, Villa Bartolomea.

ETIMOLOGIA

Il nome del paese deriva dalla presenza di molti castagni presenti sul territorio dei quali, quattro, sono ancora vivi nella memoria della gente essendo stati posizionati all’ingresso e all’uscita del paese. Queste piante ormai scomparse, sono state di recente ripiantate per ricordo nel giardino delle scuole e in un’area verde pubblica.

STORIA

Alcuni ritrovamenti fatti nel territorio comunale di Castagnaro testimoniano la presenza di insediamenti abitativi risalenti al secondo millennio a.C. rimasti anche in epoca romana per la fertilità del terreno. L’intero territorio fu sconvolto nel 589 da alluvioni che provocarono il cambiamento del corso del fiume Adige il quale si inalveò in un suo ramo secondario. Da allora il nucleo abitativo di Castagnaro si trasferì nei pressi del fiume e, nel corso dei secoli, si sviluppò sulla riva destra del Canale Castagnaro, che era in epoca veneziana un’importante via d’acqua che collegava il mar Adriatico con il fiume Adige e il fiume Tartaro. Il paese nel 1387 divenne testimone del cruento scontro tra le armate veronesi e quelle padovane le quali con questa vittoria, bloccarono l’espansione territoriale e politica degli Scaligeri decretandone, da lì a breve, la fine. Nel 1791 venne costruito un poderoso sostegno in muratura conosciuto come Diversivo Castagnaro per far defluire senza pericolo le acque dell’Adige. Durante la dominazione austriaca, iniziò la bonifica delle Valli Grandi Veronesi che terminò durante il ventennio fascista aumentando enormemente il territorio coltivabile. Il 1850 segnò poi la fine del maestoso plurisecolare castagno che, per la tradizione orale, diede il nome al paese anche se studi e ricerche,  determinano invece, che il paese portava tale nome già nel 1185.Il paese di Castagnaro è famoso per la sua banda musicale, che nel 1912 vinse a Parigi il Concorso Bandistico Internazionale, e che ancor oggi continua con impegno e costanza nella sua attività concertistica.

Uno scorcio particolare dell’oratorio dedicato a Sant’AnnaUno scorcio particolare dell’oratorio dedicato a Sant’AnnaARTE

Presente nello stemma comunale, anche se molti lo chiamano "il ponte della Rosta", tutto è tranne che un ponte. E’, infatti, una possente diga realizzata verso la fine del 1700 per regolamentare le acque che dal fiume Adige confluivano verso un canale attiguo molto profondo e vorticoso chiamato Canale Castagnaro. Tradizione e documentazione storica, attribuiscono ad un'alluvione del 1438 la nascita di questo Canale o Diversivo, tuttavia ulteriori studi hanno fatto risalire il Diversivo, almeno come corso d'acqua di più ridotte dimensioni, a qualche secolo prima. Ad allargarne il letto fu comunque l'alluvione sopraccitata e un evento bellico fra milanesi e veneziani. Per secoli questo Canale fu croce e delizia per i cittadini di Castagnaro finché, nel 1791, si decise di regolamentare l’afflusso delle acque. L'imponente manufatto fu progettato da A.M. Lorgna ed eseguito sotto la direzione dell'ingegnere Canova nel 1830 dietro consiglio del Paleocapa. Nel 1845 il Canale Castagnaro fu definitivamente chiuso.Nella frazione Menà, si trova un oratorio del 1500, un’opera di grande valore storico ed artistico che conserva dei preziosi affreschi in parte riconducibili alla scuola del Caroto. Ad oggi risulta ancora affrescata tutta la zona absidale con figure di grande eleganza discretamente conservate. Il paese di Menà è conosciuto anche per la presenza nella piccola piazza, di ben tre chiese; quella dedicata a Sant’Anna del 1300, una seconda chiesa ormai pericolante eretta agli inizi del 1800 ed una terza moderna realizzata nel 1972 dall’architetto Oreste Valdinoci e premiata per la sua eleganza tra i luoghi di culto moderni del Triveneto. La chiesa parrocchiale di Castagnaro conserva invece, due preziose pale la prima raffigurante San Francesco degli inizi del 1500, ed una seconda sempre di quel periodo, attribuita a Battista del Moro.
Un’ulteriore caratteristica del paese è data dalla presenza di 13 capitelli dislocati lungo il territorio comunale, testimonianza di fede, religione e cultura locale. Interessante poi il centro storico con Villa Bianchini, il Municipio vecchio e casa Scolari esempi di signorili case di campagna della prima metà dell’800 e in località Sabbioni l’oratorio di Sant’Agostino.
 

ECONOMIA

L’Economia è prevalentemente agricola. Diffuse le coltivazioni di frumento, mais, soia, barbabietola, mele, pere, cavoli, radicchio, porri, verze e spinaci. Fiorente l’attività artigianale, soprattutto nel ramo del mobile d’arte, mentre gli insediamenti industriali sono caratterizzati dalla presenza di aziende agroalimentari e commerciali.