Buttapietra

Sentiero sterrato che scende fino ad una delle risorgive da dove nasce il fiume Menago Sentiero sterrato che scende fino ad una delle risorgive da dove nasce il fiume Menago GEOGRAFIA

Buttapietra occupa una superficie di 17,27 km² ed ha un’altitudine media di 38 metri sul livello del mare. Dista circa 13 chilometri da Verona ed è in posizione Sud rispetto alla città scaligera. Ad Est e ad Ovest è delimitato da due fiumi di risorgiva, il Menago ed il Piganzo affluenti del Tartaro. Sul territorio comunale è attiva una rete di piccoli canali alimentati dalle risorgive, che a livello locale si chiamano anche sortie (nel senso di uscite). Il reticolo è presente sin dal XV secolo ed era orientato all'alimentazione delle risaie e allo sfruttamento dell'energia idrica con la presenza di mulini. La forte presenza di acqua corrente superficiale crea un microclima locale con il controllo delle temperature estreme, una riduzione delle massime estive e un innalzamento delle massime invernali. Il comune ha come frazioni Bovo, Marchesino e Settimo Gallese, e confina con i comuni di Castel’ d’Azzano, Isola della Scala, Oppeano, San Giovanni Lupatoto, Vigasio e Verona.

ETIMOLOGIA

Sono tre le ipotesi legate al nome di Buttapietra: la prima che richiama la natura del suolo, con poco humus e ghiaioso, la seconda legata alla forte presenza di pietre per l'origine alluvionale del terreno ed una terza la quale  ipotizza che il toponimo derivi dal fondatore del villaggio.

STORIA

L’attuale nucleo abitato sorse nel basso medioevo quando gli Scaligeri donarono per i loro servigi ai nobili Campagna, una vasta porzione di terra posta a mezzogiorno di Verona. L’abbondanza d’acqua regimentata durante l’amministrazione della Serenissima, diede un forte impulso all’agricoltura e il benessere, che favorì alcune famiglie nobili, contribuì all’edificazione, da parte di questi, di ville, di grandi case a corte e di piccoli ma splendidi oratori.  La frazione Settimo di Gallese, al settimo cippo militare rispetto Verona, viene a trovarsi ai bordi della via Claudio-Augusta, iniziata sotto Druso nel 15 a.C. e collegava il centro di Ostiglia sul Po con la valle dell’Adige e con Augsbug sul Danubio. Tombe, anfore cinerarie, monete e utensili di bronzo, strumenti in ferro, terrecotte e vetri sono i resti della località in epoca romana denominata Zera. Nel 1416 Buttapietra entra a far parte del vicariato di Ca’ di Campagna, un consorzio di liberi comuni, fra cui San Giovanni Lupatoto, Ca’ di David, Castell d’Azzano, Vigasio e Sommacampagna, con sede nella frazione di Ca’ dei Macici. Su concessione della Serenissima Repubblica di Venezia, dal 1625 i comuni del vicariato diventano enti autonomi. Diventa comune nel 1700 con 300 abitanti. Dopo l’unità d’Italia e i due sanguinosi conflitti mondiali, il paese lentamente si riprese dalla difficile situazione cercando una propria identità sociale ed economica pur essendo prossimo alla città di Verona.

L’armoniosa Corte FinilettoL’armoniosa Corte FinilettoARTE

In frazione Bovo l’omonima famiglia di origine francese fa erigere intorno al 1400 una stele e un oratorio, dove si conserva una pala di Gobbini, una pittura di Signorini, un “Salvatore che va al Calvario”, dipinto nel ‘500 da Domenico Riccio, detto Brusasorci, e una lunetta con “Iddio Padre”, realizzata nel corso dello stesso secolo da Paolo Farinati. Caratteristica la chiesa dedicata a San Carlo Borromeo in località Magnano. Alla SS. Trinità, discretamente conservato nella struttura originale il palazzo padronale. Nel corso del ‘500 sorgono con tutta probabilità l’oratorio di Sant’ Anna in corte Piombazzo e la primaria struttura della parrocchiale, un paio di secoli dopo rimaneggiata, ampliata e corredata di campanile, nella quale sono da vedere una “Madonna con bambino” di anonimo artista trecentesco, “Sant’Elena che adora la croce”, “Sant’ Antonio da Padova” e “San Gaetano con i poveri”, dipinti a olio da Giovanni Chiarelli nella seconda metà del ‘700. Tuttora in funzione la ruota macinatrice del Molino Rosso, costruita nel 1530 in via Bovolino. Alla fine del ‘600, inizi del ‘700, risalgono il complesso del tutto autonomo di corte Zera o Zara, a forma quadrata con annessa chiesetta dedicata a San Giovanni Battista Decollato, corte Feniletto, con massiccia colombaia e slanciato portale d’ingresso. Contemporaneamente l’architetto Alessandro Pompei progetto in località Settimo di Gallese villa Giuliari, poi villa Colombo, con salone interamente affrescato e statue in facciata di Gaudenzio Bellini.

ECONOMIA

Basata fino agli anni ’80 sulla produzione agricola, l’economia di Buttapietra decolla in seguito alla forte espansione nel settore artigianale e industriale, parallelo al notevole sviluppo edilizio e all’incremento della popolazione. Spiccano aziende specializzate nella lavorazione del legno, dei materiali prefabbricati, della meccanica, della carpenteria metallica. Un elemento visibile di questa rinascita è il Museo Etnografico dell’Istituto Agrario Statale Bentegodi, esempio pratico di come la storia quotidiana dei nostri bisnonni appassioni le nuove generazioni.