Lungo Via Baldini Sinistra, prima di vedere all’orizzonte la chiesa parrocchiale, avvolto da un ampio ed esteso parco, si trova questo imponente complesso: Ca’ Nogarola, oggi scuola materna parrocchiale.
Di esso colpiscono le due logge sovrapposte a pilastri bugnati che documentano la nobiltà di una dimora tra le più belle del territorio. E’ possibile che già agli inizi del 1400 su quest’area si trovasse una casa di discrete dimensioni; infatti dell’esistenza di possedimenti della famiglia Nogarola nel comune di Terrazzo, si hanno notizie già nel 1407 anche se nessun documento né mappa alcuna attestano la presenza di un’abitazione su questi terreni.
Di una casa e dei beni che facevano parte di questa proprietà, si hanno documenti certi però dal 1633 quando la casa era di proprietà di Galeoto Nogarola che tra Terrazzo e Nichesola aveva ben 500 campi. Successivamente case e proprietà passarono da Galeoto al figlio Ferdinando che, nel 1682, le affittò. Questa operazione, che fu trascritta come affitto di una “casa da patron con corte, orto e broletto”, documenta come il complesso edilizio fosse di discrete dimensioni, riservato solo ad una famiglia ricca o benestante. Di altri passaggi di proprietà poco o nulla sappiamo se non di un presunto acquisto di villa e terreno, riportata dal Viviani, da parte dei Da Monte nel XVI secolo.
Da molti anni Ca’ Nogarola ospita l’asilo parrocchiale e, anche se internamente la struttura ha subito numerosi interventi, ancora oggi conserva la struttura della tipica villa veneta con due piani e un sottotetto. Il primo, disposto a pian terreno, caratterizzato da un grande salone d’ingresso impreziosito da una loggia con pilastri in bugnato da cui si dipartono le varie stanze, e un piano superiore con ampia loggia sovrapposta. Il terzo ed ultimo piano, riservato a deposito o granaio, in epoche passate ha pure ospitato, anche se per un breve periodo di tempo, le classi medie in attesa della costruzione del nuovo edificio scolastico.
La parte anteriore della villa è occupata da un grande parco ancora oggi ben visibile dalla strada con all’interno piante di alto fusto e da un parco giochi riservato ai bambini. Nel salone d’ingresso della villa una lapide ricorda la figura di don Antonio Parezzan, il parroco che maggiormente si adoperò per il funzionamento di questa scuola.
