Una delle caratteristiche del territorio è la presenza di numerosi oratori, gestiti da privati o dipendenti dalla parrocchiale, dove celebrare la messa. Di solito hanno dimensioni modeste e non ospitano permanentemente il Santissimo Sacramento, poiché utilizzati solo in alcuni momenti dell’anno.
Nel Seicento gli oratori erano tipici delle ville venete, con un’aula unica dotata di altare e tabernacolo, spesso sormontati da una pala dipinta da artisti rinomati. Erano presenti anche sacrestia, fonte battesimale, lavamani e spazi per le confessioni. Verso la fine del XVII secolo vennero aggiunti spazi riservati alle famiglie proprietarie, per seguire le funzioni separati dai fedeli.
Il territorio di Casaleone è ricco di oratori pubblici e privati di grande interesse storico e artistico. Tra questi si ricorda l’oratorio della Borghesana, già esistente all’inizio del 1600 e intitolato alla Madonna della Salute, che custodiva un dipinto di grande valore: una Madonna con Bambino e Santi del pittore veronese Liberale da Verona (1445–1526).
Altro luogo di culto importante è l’oratorio Serego a Sustinenza, detto anche della Madonnina. Eretta dopo la peste del 1630 nei pressi della dimora dei Serego Alighieri, custodiva un’immagine di Maria ritenuta miracolosa. Attorno ad essa venne costruito un altare ligneo, poi sostituito con uno in marmo. Oggi l’edificio, a navata unica, resta come unica testimonianza della nobile dimora scomparsa.
Lungo il corso principale di Casaleone si trova invece l’oratorio di Sant’Antonio da Padova, eretto nel 1663 come parte della Corte “Ca Bianca” dei nobili Sanguinetti. Passato in seguito agli Albertini e ai Bertoli, fu restaurato più volte, l’ultima nel 1883. All’interno conserva una statua di Sant’Antonio in nicchia e una pala raffigurante la Madonna con Gesù Bambino e Sant’Antonio.
In contrada di Castellazzo sorge l’oratorio di San Francesco di Paola, edificato dalla famiglia Canossa verso la metà del 1700 per i propri lavorenti. Trasformato in abitazione privata, conserva ancora parte delle caratteristiche originarie.
Infine, nella proprietà rurale di Ravagnana, al posto della vecchia chiesa di San Marino, fu costruito un oratorio dedicato allo stesso santo, che serviva da riferimento religioso per le case sparse nel territorio. Dotato di altare in marmo e di un’immagine del santo, ebbe vita breve: fu infatti abbattuto nel 1877 senza essere sostituito.
