Corte Bottagisio Nani Mocenigo è un’antica residenza con torre colombara situata ai confini tra Terrazzo e Merlara. E’ rappresentata anche sul gonfalone comunale che riproduce proprio la torre racchiusa e difesa da un’alta cinta muraria. Dall’alto della torre è possibile vedere il confine veronese ma, soprattutto, l’Adige. L’estesa proprietà rappresenta un complesso di grandi dimensioni con villa, rustici, aia e barchesse, racchiuso da un muro in cotto, alto circa tre metri.
E’ ormai comprovato come Villa Bottagisio Nani-Mocenigo quindi Graziani-Pesarin, sia da ritenersi tra gli edifici antichi ancora oggi ben visibili dove, accanto al palazzo quattrocentesco, spicca un’alta torre del 1100.
La torre di Corte Bottagisio è legata ad un fatto storico di grande rilievo. Il territorio di Terrazzo infatti, agli inizi del 1100, si trovava in una zona di confine ed era anche il limite estremo ad est del bosco di Porto. Verso la metà del 1200 questa fortificazione dovette subire un violento e poderoso attacco da parte delle armate di Ezzelino da Romano comandate da Ruberto de’ Pii, Modenese e podestà di Verona, il quale doveva distruggere le fortezze di Legnago, Porto e Terrazzo. Era il 1234 e il comandante, non essendo riuscito ad espugnare né Legnago né Porto, per vendicarsi cercò di spianare il forte di Terrazzo.
L’azione non riuscì grazie alla valorosa quanto strenua difesa di Gracco da Verona (detto Greco Veronese) che, con i suoi soldati, riuscì a difendere la torre. Il comandante degli assalitori, abbandonato pure dai suoi soldati, dovette tornarsene a Verona. Furono per fortuna solo questi gli avvenimenti più importanti subiti dal “Torazo” che, nei secoli successivi, divenne prevalentemente luogo di avvistamento e di guardia a ridosso dei confini con gli stati vicini.
La struttura ha mantenuto l’originaria distribuzione volumetrica con tre stili architettonici che la caratterizzano: quello originario della torre; quello del quattrocentesco palazzo con loggiato a volta di botte, e quello più recente della barchessa costruita, con molta probabilità, su di un edificio preesistente. La casa padronale, maestosa e possente, ha al suo interno ampie sale utilizzate sia per le normali attività domestiche, sia per trasformarsi, in caso di bisogno, in roccaforte difficilmente espugnabile.
L’imponente palazzo, di sicuro antecedente al 1600 e con molta probabilità di origini quattrocentesche, rimase per secoli appannaggio di ricche famiglie del patriziato veneto come i Barbarigo e i Nani Mocenigo. Da un’analisi della proprietà, si denota il connubio tra la villa e il corso d’acqua che delimita l’intero complesso e che, attraverso un ponte privato attorniato da alcune piante secolari, permette di attraversare il fiume Terrazzo per imboccare la strada provinciale che collega il paese di Terrazzo con quello di Merlara.
La maestosa torre, alta circa 40 metri e attorniata da una cinta muraria di 3 metri d’altezza, è abbellita da alcune decorazioni nella parte superiore e termina con merlature chiuse in un periodo successivo da un tetto in cotto.
